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Schlein: “Un euro e 80 in più alle pensioni minime non è un aumento. È una presa in giro”

La segretaria del Pd Elly Schlein al corteo di Roma per lo sciopero generale del 29 novembre 2024 (agf)

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La segretaria del Pd contro il piccolo rialzo previsto per il prossimo anno: “Il governo continua a ignorare chi ha lavorato per una vita intera e deve scegliere tra fare la spesa o curarsi”
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ROMA – “Altro che aumento: una differenza di appena 1,8 euro sulle pensioni minime è una presa in giro di milioni di anziani che affrontano ogni giorno le difficoltà del caro vita”. La segretaria del Pd Elly Schlein torna su uno dei capitoli più spinosi della manovra di bilancio. Quello delle pensioni minime che il governo Meloni si vantava di aver alzato. E che il prossimo anno, come raccontato da Repubblica, saliranno di appena 1,8 euro al mese.

La posizione del Pd

“Questo governo continua a ignorare chi ha lavorato per una vita intera e ora si trova a dover scegliere tra fare la spesa, pagare le bollette o acquistare medicine per curarsi”, prosegue Schelin. “Il Partito Democratico non accetta questa ingiustizia. Ci batteremo per un aumento reale delle p…

ROMA – “Altro che aumento: una differenza di appena 1,8 euro sulle pensioni minime è una presa in giro di milioni di anziani che affrontano ogni giorno le difficoltà del caro vita”. La segretaria del Pd Elly Schlein torna su uno dei capitoli più spinosi della manovra di bilancio. Quello delle pensioni minime che il governo Meloni si vantava di aver alzato. E che il prossimo anno, come raccontato da Repubblica, saliranno di appena 1,8 euro al mese.

La posizione del Pd

“Questo governo continua a ignorare chi ha lavorato per una vita intera e ora si trova a dover scegliere tra fare la spesa, pagare le bollette o acquistare medicine per curarsi”, prosegue Schelin. “Il Partito Democratico non accetta questa ingiustizia. Ci batteremo per un aumento reale delle pensioni minime, che garantisca dignità e sicurezza a chi ha dato tanto al nostro Paese. L’Italia ha bisogno di una classe dirigente seria che faccia gli interessi delle persone, non di urlatori e vuota propaganda smentita dai fatti”.

La battaglia in Parlamento

Il nodo delle pensioni minime in realtà non è ancora chiuso. La discussione sulle legge di bilancio entrerà nel vivo la prossima settimana. E c’è da scommetterci che Forza Italia tornerà a battere sul tasto di una delle sue bandierine più care, quella del sogno berlusconiano delle minime a 1.000 euro. Riaprendo magari il braccio di ferro con la Lega sul canone Rai.

Cosa dicono i numeri

Per ora i numeri raccontano un’altra storia. Nonostante l’addizionale del 2,2% prevista dal governo per il 2025 (in discesa rispetto all’attuale del 2,7%) e aggiungendo anche il recupero dell’inflazione di quest’anno, fissata allo 0,8%, le minime avranno un aumento risicato: da 614,77 euro di ora a 616,57 euro di gennaio.

Appena 1,8 euro in più. Altro che i 3 euro, già criticatissimi, sbandierati a fine ottobre quando si ipotizzava un’inflazione da recuperare all’1%. Il decreto interministeriale del 15 novembre, pubblicato in Gazzetta ufficiale venerdì scorso, ha spazzato via tutti i dubbi residui. Le pensioni del 2025 saranno rivalutate allo 0,8%. E a questo si aggiunge l’addizionale del governo (2,2%), via obbligata per evitare un taglio con l’anno nuovo.

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