Manovra, fallisce il blitz del centrodestra per privatizzare l’acqua: “Ma ci riproveremo”
di Giuseppe ColomboROMA - Il primo blitz è andato a vuoto, ma il governo è pronto a riprovarci. Subito, con un emendamento alla legge di bilancio. Tutto pronto per aprire ai privati il capitale delle società in house che gestiscono i servizi idrici.
Ieri, al Senato, l’atto iniziale. Forza Italia prova a spingere fino all’ultimo la proposta di modifica al decreto Ambiente che introduce l’affidamento diretto del servizio idrico anche alle società in house “con partecipazione obbligatoria di capitali privati”. Ma l’emendamento, a firma del senatore Adriano Paroli, finisce subito nel mirino delle opposizioni.
Il Pd alza un muro. “L’accesso all’acqua è un diritto e la gestione pubblica non può essere messa in di…
ROMA - Il primo blitz è andato a vuoto, ma il governo è pronto a riprovarci. Subito, con un emendamento alla legge di bilancio. Tutto pronto per aprire ai privati il capitale delle società in house che gestiscono i servizi idrici.
Ieri, al Senato, l’atto iniziale. Forza Italia prova a spingere fino all’ultimo la proposta di modifica al decreto Ambiente che introduce l’affidamento diretto del servizio idrico anche alle società in house “con partecipazione obbligatoria di capitali privati”. Ma l’emendamento, a firma del senatore Adriano Paroli, finisce subito nel mirino delle opposizioni.
Il Pd alza un muro. “L’accesso all’acqua è un diritto e la gestione pubblica non può essere messa in discussione”, tuona il capogruppo dei dem in commissione, Nicola Irto. Con lui si schiera Peppe De Cristofaro (Avs): “Questo emendamento è un clamoroso colpo di mano perché è la totale e definitiva sconfessione del referendum sull’acqua pubblica”. I forzisti accantonano la proposta per due volte, poi cedono: l’emendamento viene ritirato. A determinare il dietrofront di FI anche i dubbi dei senatori di Fratelli d’Italia.
Le opposizioni esultano. "Abbiamo vinto, l’acqua pubblica non si tocca”, dice Irto. “Continueremo a batterci per difendere l’acqua pubblica e a vigilare affinché il governo e la destra non ci riprovino”, promette la senatrice di Avs, Aurora Floridia.
A gelare gli entusiasmi è il ministro per i Rapporti con il Parlamento, Luca Ciriani: “Previo approfondimento tecnico con il ministro dell’Ambiente Pichetto ripresenteremo l’emendamento nella legge finanziaria”, assicura. Il testo non dovrebbe subire modifiche sostanziali. Resterebbero quindi valide la disposizione generale e le condizioni che vincolano l’affidamento alle società con capitali privati.
I criteri
L’apertura ai privati è vincolata a quattro condizioni. La prima: le società devono essere partecipate dagli enti locali e avere come oggetto sociale esclusivo “la gestione del servizio idrico integrato”. Inoltre i soci privati devono essere selezionati attraverso un bando pubblico e potranno detenere, direttamente o indirettamente, una quota del capitale sociale “non superiore a un quinto”. Infine, gli stessi privati non potranno esercitare un veto o "un’influenza determinante sulla società.