Economia

Temu e Shein nel mirino della Ue: la Commissione valuta una tassa speciale per le società

Temu e Shein nel mirino della Ue: la Commissione valuta una tassa speciale per le società
(reuters)

Secondo il Financial Times, Bruxelles starebbe studiando misure per rendere le spedizioni meno competitive

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La Commissione europea sta valutando misure per restringere l'ondata di beni venduti da alcuni siti che eludono i dazi doganali e i controlli dell’Ue. Secondo l'edizione online del Financial Times, che per primo riporta la notizia, allo studio ci sarebbero una nuova tassa sui ricavi delle piattaforme di commercio elettronico e una commissione di gestione amministrativa per articolo, che renderebbe la maggior parte delle spedizioni meno competitive.

Quest’anno circa 4 miliardi di pacchi di scarso valore arriveranno nell’Ue

Nel mirino della Commissione ci sono alcuni siti asiatici, come il cinese Temu e Shein, fondato nel Paese del Dragone ma al momento basato a Singapore. Secondo Bruxelles, quest'anno circa 4 miliardi di pacchi di scarso valore saranno spediti nell’Unione europea, quasi il triplo del 2022. L'enorme volume e il fatto che siano al di sotto della soglia di 150 euro prevista per i dazi doganali significa che la maggior parte non viene controllata. Nessuna decisione è ancora stata presa, aggiungono le persone contattate dall’Ft, e comunque ogni azione è complicata dall’applicazione delle leggi internazionali, come ad esempio le regole del Wto che limitano l’importo delle tasse doganali.

La nuova tassa richiederebbe l’ok dei 27

C’è poi un altro fattore da considerare: una tassa sui ricavi delle piattaforme di commercio elettronico richiederebbe l'approvazione dei 27 e verrebbe applicata sia alle imprese straniere che a quelle dell'Unione, rischiando di danneggiarle. Il tutto, proprio mentre il blocco sta cercando di incoraggiare la digitalizzazione delle proprie aziende. Secondo un documento visionato dal Financial Times, la nuova Commissione spera di elaborare una proposta entro febbraio.

Il rischio è mettere sotto pressione i grandi scali europei

Il quotidiano nota poi che la Cina beneficia anche di costi postali sovvenzionati, che rendono più conveniente spedire merci per via aerea. Bruxelles ha già proposto di eliminare la soglia di valore di 150 euro al di sotto della quale i pacchi sono esenti da dazi doganali, ma la mossa potrebbe complicare il lavoro degli snodi europei come lo scalo di Schiphol ad Amsterdam e il porto di Rotterdam, che insieme gestiscono 3,5 milioni di pacchi al giorno, 40 al secondo.

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