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Campari si affida a Hunt. L’arrivo del nuovo ad rivitalizza il titolo: +4,3%

(ansa)

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Il manager viene dal colosso degli alcolici Diageo. Dopo due mesi senza un capo azienda i Garavoglia puntano su di lui per rilanciarsi negli Stati Uniti
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MILANO — Per il nuovo corso di Campari, Luca Garavoglia, presidente e primo azionista del colosso italiano delle bevande, insieme a Bob Kunze Concewitz, ex ceo e consigliere del gruppo, scelgono Simon Hunt. Classe 1971 con passaporto britannico e australiano, laurea alla London School e una lunga esperienza negli Usa, dove risiede da anni, Hunt è un nome molto conosciuto nel mondo degli spirits, soprattutto di quelli “brown”, ovvero invecchiati come il bourbon, il whisky e il rum. Dopo un avvio di carriera in Diageo, il manager che per 14 anni è stato ceo di William Grant&Sons (che possiede marchi come Hendrick’s Gin) ieri si è detto «onorato e entusiasta» di assumere il timone di Campari.

Un nome noto e conosciuto da tempo

Peraltro Garavoglia insieme Kunze Concewitz avevano già fatto affari con Hunt nel 2022, quando Campari aveva rilevato una quota di minoranza di Howler Head, bourbon al gusto di banana in forte ascesa, e stella del portafoglio di Catalyst Spirits, incubatore di…

MILANO — Per il nuovo corso di Campari, Luca Garavoglia, presidente e primo azionista del colosso italiano delle bevande, insieme a Bob Kunze Concewitz, ex ceo e consigliere del gruppo, scelgono Simon Hunt. Classe 1971 con passaporto britannico e australiano, laurea alla London School e una lunga esperienza negli Usa, dove risiede da anni, Hunt è un nome molto conosciuto nel mondo degli spirits, soprattutto di quelli “brown”, ovvero invecchiati come il bourbon, il whisky e il rum. Dopo un avvio di carriera in Diageo, il manager che per 14 anni è stato ceo di William Grant&Sons (che possiede marchi come Hendrick’s Gin) ieri si è detto «onorato e entusiasta» di assumere il timone di Campari.

Un nome noto e conosciuto da tempo

Peraltro Garavoglia insieme Kunze Concewitz avevano già fatto affari con Hunt nel 2022, quando Campari aveva rilevato una quota di minoranza di Howler Head, bourbon al gusto di banana in forte ascesa, e stella del portafoglio di Catalyst Spirits, incubatore di brand alcolici di cui il futuro ad di Campari finora è stato ceo.

Hunt è infatti un manager navigato e noto nel settore, soprattutto negli Stati Uniti, attuale tallone di Achille di Campari (un mercato che sta soffrendo e dove l’azienda italiana realizza circa un terzo dei suoi ricavi), sia nei brown spirits, dove il gruppo ha appena investito 1,32 miliardi di dollari sul cognac di Courvoisier.

Sostituisce Fantacchiotti che si è dimesso a settembre

La nomina di Hunt arriva a due mesi di distanza dalle dimissioni a sorpresa di Matteo Fantacchiotti, altro manager di lungo corso nel settore, da 5 anni in Campari ma che è stata una meteora al timone per solo 5 mesi. Fantacchiotti si è infatti dimesso per “motivi personali” lo scorso 18 settembre, anche se in molti riferiscono che la strategia e la visione del manager è andata in collisione con quella del presidente Garavoglia. E così l’annuncio di ieri ha risollevato il titolo (+4,32% a 6 euro), che nei giorni scorso è sceso a nuovi minimi, in attesa dell’insediamento.

La nomina, ai sensi della legge olandese, è infatti subordinata al via libera dell’assemblea straordinaria, che è già convocata per il prossimo 15 gennaio. Ma l’ok dei soci pare scontato, dato che la famiglia Garavoglia controlla il 51,7% del capitale e l’82,6% dei diritti di voto. «Sono lieto di dare il benvenuto a Simon come ceo di Campari Group- ha detto ieri il presidente Garavoglia -La sua ampia e comprovata esperienza nel settore, insieme alla sua leadership nella costruzione e nello sviluppo di marchi premium a livello globale saranno fondamentali per guidare Campari».

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