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Anche l’Istat dimezza le previsioni di crescita: Pil a +0,5% nel 2024

Operai del settore edile al lavoro sotto il sole in un cantiere, Genova, 03 agosto 2023..ANSA/LUCA ZENNARO.(simbolica, generica, lavoro, costruzioni, cantiere, occupazione, caldo, edilizia) (ansa)

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Per il 2025 stimato un +0,8%, mezzo punto sotto le previsioni del governo nel Psb. Effetti positivi da Legge di Bilancio
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MILANO – Anche l’Istat dimezza le previsioni di crescita del governo per il 2024. Nel suo rapporto sulle prospettive dell’economia italiana l’istituto di statistica ha previsto una avanzamento del Pil dello 0,5% quest’anno e dello 0,8% il prossimo anno. Un drastico taglio rispetto a quanto messo nero su bianco appena tre mesi fa dal governo nel Piano Strutturale di Bilancio, l’impalcatura dei conti pubblici su cui si reggono anche le previsioni di spesa della prossima Legge di Bilancio.

A fine settembre infatti l’esecutivo aveva stimato una crescita dell’1% quest’anno e dell’1,3% il prossimo. Numeri considerati molto ottimistici da tutti i previsori nazionali e internazionali. Da ultima è arrivata ieri l’Ocse, prevedendo per quest’a…

MILANO – Anche l’Istat dimezza le previsioni di crescita del governo per il 2024. Nel suo rapporto sulle prospettive dell’economia italiana l’istituto di statistica ha previsto una avanzamento del Pil dello 0,5% quest’anno e dello 0,8% il prossimo anno. Un drastico taglio rispetto a quanto messo nero su bianco appena tre mesi fa dal governo nel Piano Strutturale di Bilancio, l’impalcatura dei conti pubblici su cui si reggono anche le previsioni di spesa della prossima Legge di Bilancio.

A fine settembre infatti l’esecutivo aveva stimato una crescita dell’1% quest’anno e dell’1,3% il prossimo. Numeri considerati molto ottimistici da tutti i previsori nazionali e internazionali. Da ultima è arrivata ieri l’Ocse, prevedendo per quest’anno una crescita dello 0,5%, in linea con quanto comunicato oggi dall’Istat.

Tengono i consumi, calo delle scorte

A spingere la crescita italiana nell’anno in corso, evidenzia l’Istat nel suo rapporto, è soprattutto la domanda estera netta, con un contributo di sette punti percentuali, frutto di una contrazione delle importazioni (-2,1%) a fronte di un dato sostanzialmente piatto sul fronte dell’export (-0,1%). Lo stesso non si più dire della domanda interna che – evidenzia l’istituto “pur beneficiando della tenuta dei consumi delle famiglie (+0,6%) sarebbe penalizzata dal decumulo delle scorte di magazzino (che contribuirebbero negativamente alla crescita del prodotto per 0,7 p.p.). Nel 2025 – aggiunge ancora l’Istat – si determinerebbe una lieve accelerazione della dinamica di crescita dell'economia italiana (+0,8%), sostenuta quasi interamente dal contributo della domanda interna, a fronte di un contributo nullo della domanda estera netta e delle scorte.

"Effetti positivi da Legge di Bilancio”

L’Istat riconosce comunque un effetto positivo sulla crescita delle misure della Legge di Bilancio. Nell'intero triennio 2025-27 il contributo è di poco inferiore a 2 decimi di punto nel 2025 e nel 2026, e di poco superiore ai due decimi nel 2027. Per l'Istituto, "l'effetto espansivo su redditi e consumi nominali si tradurrebbe in un aumento indotto del gettito delle imposte, sia dirette sia soprattutto indirette, migliorando quindi gli effetti della manovra sul deficit che potrebbe risultare, in termini di Pil, inferiore a quanto programmato nel Piano Strutturale di Bilancio presentato lo scorso settembre".

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