Benedetti sull’app IO: “Il portafogli virtuale dei documenti semplifica la vita, diventi europeo”
di Alessandro LongoROMA — L’assalto degli utenti all’app IO, ieri, per avere la propria patente o tessera sanitaria in forma digitale sullo smartphone racconta quanta voglia abbiamo di svecchiare la burocrazia italiana. Ma l’IT-Wallet rappresenta solo un inizio: «Mi aspetto che in futuro potrà sostituire le autocertificazioni e i curriculum vitae, semplificando e dando maggiore certezza a documenti, titoli dei cittadini nei rapporti con la PA e le aziende», spiega Michele Benedetti, che segue questi temi per gli Osservatori Digital Innovation del Politecnico di Milano.
L’esigenza di digitale da parte dei cittadini è più avanzata della capacità delle PA di soddisfarla?
«Non ne sono convinto: i dati ci dicono che le competenze digitali degli italiani, in realtà, sono basse rispetto al resto d’Europa. Intanto le PA si stanno impegnando per incoraggiare all’adozione dei propri servizi digitali. L’IT-Wallet e l’ app IO ne sono l’esempio».
Ma come si colloca IT-Wallet all’interno della missione per un’Italia più digitale?
«È un passo per semplificare la vita dei cittadini nei rapporti con la burocrazia. Al tempo stesso è un tassello di un percorso più ampio, che l’Italia sta facendo per un IT-Wallet valido in tutta l’Ue».
Avremo nel wallet anche i certificati di laurea o altri titoli professionali. Si supererà così la necessità di fare una autocertificazione
Che cosa si prevede?
«Avremo nel wallet anche i certificati di laurea o altri titoli, di studio o professionali. Si supererà così la necessità di fare una autocertificazione o di creare copia conforme dei nostri documenti. I vantaggi non sono solo nella semplificazione, ma anche nella maggiore certezza sulla veridicità di quei documenti».
Quali benefici per le aziende?
«Immagino un futuro in cui non dovremo più scrivere i nostri curriculum da presentare poi ad imprese e Pa. Le aziende, invece di scorrere il cv, ci chiederanno il wallet per visionare i nostri titoli. Può prendere corpo, dunque, un modo per ottimizzare il lavoro di selezione del personale. Le potenzialità sono tante, sia nel pubblico e sia nel privato».