Lettere delle Entrate alle partite Iva: "Redditi anomali ma potete aderire al concordato"
di Giuseppe ColomboROMA – Cari titolari di partita Iva, ricordatevi che potete aderire al concordato. L’Agenzia delle Entrate invia 700 mila lettere in formato Pec ad altrettanti imprenditori e professionisti che hanno dichiarato un reddito inferiore a 15 mila euro, meno dei loro dipendenti o comunque inferiore a quello dei dipendenti che lavorano nello stesso settore economico.
L’obiettivo è spingere questi contribuenti ad aderire al concordato preventivo biennale, il patto con il Fisco che punta a migliorare la loro affidabilità fiscale assicurando in cambio un congelamento delle tasse da pagare e dei controlli per due anni.
Nella lettera, l’Agenzia sottolinea che la situazione di questi contribuenti presenta delle anomalie e li invita, qualora lo ritenessero, a presentare una dichiarazione integrativa per il 2023. Ma il passaggio più capzioso è quello che ricorda a questi stessi soggetti che hanno tempo fino al 12 dicembre per aderire al concordato. E fino al 31 marzo del prossimo anno anche al rav…
ROMA – Cari titolari di partita Iva, ricordatevi che potete aderire al concordato. L’Agenzia delle Entrate invia 700 mila lettere in formato Pec ad altrettanti imprenditori e professionisti che hanno dichiarato un reddito inferiore a 15 mila euro, meno dei loro dipendenti o comunque inferiore a quello dei dipendenti che lavorano nello stesso settore economico.
L’obiettivo è spingere questi contribuenti ad aderire al concordato preventivo biennale, il patto con il Fisco che punta a migliorare la loro affidabilità fiscale assicurando in cambio un congelamento delle tasse da pagare e dei controlli per due anni.
Nella lettera, l’Agenzia sottolinea che la situazione di questi contribuenti presenta delle anomalie e li invita, qualora lo ritenessero, a presentare una dichiarazione integrativa per il 2023. Ma il passaggio più capzioso è quello che ricorda a questi stessi soggetti che hanno tempo fino al 12 dicembre per aderire al concordato. E fino al 31 marzo del prossimo anno anche al ravvedimento speciale, la sanatoria per i debiti 2018-2022.
L’iniziativa delle Entrate è stata decisa dal viceministro dell’Economia Maurizio Leo: il governo prova a recuperare così 1,2 miliardi da aggiungere agli 1,3 incassati con il concordato fino al 31 ottobre. Con 2,5 miliardi, infatti, si potrebbe tagliare l’Irpef di due punti percentuali, dal 35% al 33%, l’aliquota Irpef del secondo scaglione per i redditi fino a 50 mila euro. Alla scadenza di fine ottobre, su una platea di 4,4 milioni di contribuenti hanno aderito al concordato solo 522 mila. La seconda finestra si chiuderà a breve: il 12 dicembre.
Il testo della lettera
Gentile contribuente,
ogni anno l'Agenzia, sulla base dei continui aggiornamenti delle informazioni che confluiscono nelle banche dati che costituiscono il proprio patrimonio informativo, individua casi anomali che, dopo ulteriori approfondimenti, sono selezionati per le attività di controllo.
In tale contesto è stato rilevato che la sua dichiarazione per l'anno 2023 indica un reddito derivante da attività d'impresa inferiore a quello dei dipendenti che lavorano nello stesso settore economico.
Questo aspetto, in assenza di giustificazioni oggettive, può essere considerato anomalo.
Al riguardo è utile ricordare che per rendere il reddito coerente con il valore minimo di settore:
- può ancora integrare i redditi dichiarati per il periodo d'imposta 2023;
- per gli anni d'imposta 2024 e 2025 può aderire, entro il prossimo 12 dicembre 2024, al Concordato preventivo biennale (Cpb). In tal caso può anche avvalersi, entro il 31 marzo 2025, del ravvedimento per ciascuna delle annualità dal 2018 al 2022.
La protesta della Lega
Il Carroccio si schiera contro l’iniziativa. “Troviamo sbagliata, nel merito e nel metodo, la pioggia di lettere che l'Agenzia delle entrate ha riversato sui contribuenti italiani per contestare ipotetiche anomalie, con l'obiettivo di indurli ad aderire al concordato preventivo biennale, indipendentemente dal loro merito fiscale”, si legge in una nota del dipartimento Economia della Lega.
Per la Lega “si snatura uno strumento nato per stabilire un patto di lealtà tra contribuente ed Erario" e che quindi "non condivide nè lo spirito nell'obiettivo di una simile comunicazione". Poi il richiamo alla proposta di legge per la rottamazione quinquies: una rateizzazione in 120 rate mensili (dieci anni) delle cartelle notificate fino al 31 dicembre 2013.