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Crisi dell’auto, ora l’indotto ha paura: 25 mila i posti a rischio

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La prima emergenza è la fine della cassa integrazione, imprese e sindacati chiedono al governo proroghe e misure. E poi c’è l’effetto domino per Trasnova e per le altre imprese dei servizi. Coinvolte anche Logitech e Teknoservice, le vertenze in corso coinvolgono 249 lavoratori
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TORINO – Non solo Trasnova. La crisi dell’auto morde e l’indotto rischia di essere travolto. Sono 25 mila i posti in ballo secondo i calcoli dell’Anfia, l’associazione che raggruppa le imprese della componentistica auto, tra la fine dell’anno e il 2025. Colpa anche della mancanza di ammortizzatori sociali e del mancato inserimento nella legge di Bilancio da parte del governo di una proroga. I casi, ora, iniziano a emergere perché alcune imprese hanno ormai terminato le ore, altre le stanno per terminare. Sindacati e rappresentanti delle imprese chiedono a gran voce all’esecutivo di intervenire.

“Non vogliamo licenziamenti unilaterali”, dice il segretario della Fim, Ferdinando Uliano. “Vogliamo garanzie, non promess…

TORINO – Non solo Trasnova. La crisi dell’auto morde e l’indotto rischia di essere travolto. Sono 25 mila i posti in ballo secondo i calcoli dell’Anfia, l’associazione che raggruppa le imprese della componentistica auto, tra la fine dell’anno e il 2025. Colpa anche della mancanza di ammortizzatori sociali e del mancato inserimento nella legge di Bilancio da parte del governo di una proroga. I casi, ora, iniziano a emergere perché alcune imprese hanno ormai terminato le ore, altre le stanno per terminare. Sindacati e rappresentanti delle imprese chiedono a gran voce all’esecutivo di intervenire.

“Non vogliamo licenziamenti unilaterali”, dice il segretario della Fim, Ferdinando Uliano. “Vogliamo garanzie, non promesse vuote”. Uliano è stato il primo a lanciare l’allarme, alcuni mesi fa. "Sono almeno 12.000 i posti a rischio negli stabilimenti di Stellantis e altrettanti, se non di più, nelle fabbriche della componentistica". Il limite di utilizzo della cassa integrazione è di tre anni, in molti casi sono state utilizzate anche le deroghe.

E Gianluca Ficco, della Uilm, aggiunge: “Abbiamo posto il problema a tutti i tavoli dell’auto al ministero, anche se la competenza non è del ministro Urso ma del ministro Calderone. È necessario intervenire, siamo agli sgoccioli”. A fine gennaio, ad esempio, scadrà la cassa integrazione dei 250 operai del reparto ex mascherine, quelli che durante il Covid hanno prodotto i dispositivi di protezione in un reparto ad hoc di Mirafiori”. Si tratta di operai a ridotte capacità lavorative. L’azienda ha già detto che non vuole licenziarli, ma senza un intervento del governo è difficile trovare delle misure. “Siamo preoccupati dalla situazione – dice Michele De Palma, numero uno della Fiom – i lavoratori dell’auto hanno bisogno di sostegni”.

C’è poi il problema delle aziende di servizi. Come la Trasnova, appunto, che si occupa della logistica dei piazzali delle fabbriche Stellantis. E che opera non solo a Pomigliano, ma anche a Cassino e nealtri siti del gruppo italo-francese. Sono gli effetti di una politica avviata dal costruttore per riportare la maggior parte delle attività all’interno dell’azienda, e non in appalto, in modo da occupare i propri addetti. “Decisione in linea con le azioni che stiamo assumendo per affrontare – anche noi – le difficoltà legate alla transizione verso la mobilità elettrica indicata dalla politica, a tutela del lavoro delle persone di Stellantis”, dicono da Torino. Una sorta di ‘effetto domino’ della crisi, dovuto alla strategia del produttore di voler impiegare i propri addetti. A Cassino anche Logitech, Tecnoservice e De Vizia si trovano nella stessa situazione di Trasnova. In tutto 150 persone senza lavoro.

Il caso Melfi

La Teknoservice e la Logitech "comunicano il licenziamento collettivo di 90 lavoratori" impiegati nella logistica dello stabilimento Stellantis di Melfi. Lo rende noto la Uilt Basilicata, evidenziando che "stessa comunicazione è arrivata per gli stabilimenti di Pomigliano d'Arco, Mirafiori, Piedimonte San Germano, ritenuti esuberi per le esigenze produttive dell'azienda a causa della 'volontà di Stellantis di cessare tutti i contratti in essere' dal 31 dicembre".

Il segretario lucano della Ulit, Antonio Cefola, ha sottolineato che "dei 90 esuberi, 50 sono impegnati con Logitech e 40 sono impegnati con Teknoservice srl, dove da giorni i lavoratori stanno manifestando davanti al cancello B della fabbrica". Per il rappresentante sindacale, "i licenziamenti sono inaccettabili e così come ribadito in più occasioni chiediamo che la procedura sia bloccata nell'immediato. Stellantis deve assumersi le sue responsabilità davanti al Paese e porre rimedio con un piano industriale che garantisca l'indotto e l'occupazione”.

E ancora: “Nella riunione del 10 dicembre il ministro Urso deve rendere noto quali siano le soluzioni per evitare una catastrofe occupazionale. Nel frattempo i lavoratori continueranno ad attuare le manifestazioni già in essere e a seguito della riunione del 10 dicembre decideranno come proseguire", conclude il sindacalista lucano.

Le procedure in corso nell’indotto

Sono in totale 249, a quanto si apprende da fonti sindacali, i lavoratori dell'indotto di Stellantis che rimarranno senza lavoro nell'ambito di tre procedure avviate dall'azienda. Gli affidamenti scadevano il 31 dicembre 2024 ma Stellantis ha comunicato che non verranno rinnovati e procederà a internalizzare le attività svolte da queste aziende. Nel dettaglio le procedure riguardano: Trasnova, con 97 licenziamenti di cui 1 a Melfi, 28 a Cassino, 54 a Pomigliano e 14 a Mirafiori; Logitech con 101 licenziamenti di cui 46 a Melfi, 5 a Cassino e 50 a Pomigliano; Teknoservice con 51 licenziamenti di cui 36 a Melfi e 15 a Cassino. Trasnova è un'azienda che presta in appalto servizi di logistica negli stabilimenti Stellantis in Italia, Logitech e Teknoservice sono due aziende che operano in subappalto.

Il confronto con Urso

Il 10 dicembre tutti si ritroveranno al ministero delle Imprese per affrontare il problema. Anche Stellantis, che ha ribadito, nel caso di Trasnova, che da aprile aveva comunicato alla proprietà la fine dell’appalto. “Non vi è alcun legame, pertanto, tra la decisione di internalizzare l’attività svolta da Trasnova e gli investimenti di Stellantis in Italia, tantomeno con il cambio della leadership di questi giorni, che al contrario si muove nel solco del dialogo e del rispetto istituzionale”. Stellantis conferma la partecipazione all’incontro del 10 dicembre, con lo scopo di trovare una soluzione che possa far rientrare i licenziamenti e dare una soluzione ai 97 addetti.

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