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Anche l’Istat taglia la crescita: solo 0,5% in più nel 2024

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Previsioni inferiori alle stime del Mef, ma Giorgetti festeggia per lo spread sotto 110
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ROMA — L’Istat dimezza le previsioni di crescita per il 2024: il Pil italiano aumenterà solo dello 0,5%. E l’anno prossimo non andrà così tanto meglio: 0,8%. Cifre molto lontane dalle stime del governo, più 1% quest’anno e 1,3% il prossimo, che in effetti erano sembrate eccessivamente ottimistiche anche a settembre.

Le previsioni dell’Istat, che sono abbastanza allineate a quelle che il giorno precedente aveva diffuso l’Ocse, includono anche l’effetto espansivo della legge di Bilancio, che viene misurato in poco meno di due decimi di punto nel 2025 e nel 2026, e di poco superiore ai due decimi nel 2027. A dare una spinta ai consumi, infatti, sono gli interventi a sostegno del reddito disponibile di lavoratori, famiglie e redditi bassi, spiega l’Istat. E l’aumento dei consumi si ripercuoterà sulle imposte dirette, e soprattutto su quelle indirette. Risultato finale: una riduzione del deficit, calcola l’Istat, «che potrebbe essere, in termini di Pil, inferiore a quanto programmato nel …

ROMA — L’Istat dimezza le previsioni di crescita per il 2024: il Pil italiano aumenterà solo dello 0,5%. E l’anno prossimo non andrà così tanto meglio: 0,8%. Cifre molto lontane dalle stime del governo, più 1% quest’anno e 1,3% il prossimo, che in effetti erano sembrate eccessivamente ottimistiche anche a settembre.

Le previsioni dell’Istat, che sono abbastanza allineate a quelle che il giorno precedente aveva diffuso l’Ocse, includono anche l’effetto espansivo della legge di Bilancio, che viene misurato in poco meno di due decimi di punto nel 2025 e nel 2026, e di poco superiore ai due decimi nel 2027. A dare una spinta ai consumi, infatti, sono gli interventi a sostegno del reddito disponibile di lavoratori, famiglie e redditi bassi, spiega l’Istat. E l’aumento dei consumi si ripercuoterà sulle imposte dirette, e soprattutto su quelle indirette. Risultato finale: una riduzione del deficit, calcola l’Istat, «che potrebbe essere, in termini di Pil, inferiore a quanto programmato nel Piano strutturale di bilancio di medio termine presentato lo scorso settembre».

?Meno significativo, invece, l’impatto del Pnrr sugli investimenti, che soffrono la forte riduzione degli incentivi fiscali all’edilizia. E così, se nel complesso quest’anno il tasso di crescita degli investimenti fissi lordi ha ancora segno positivo (+0,4%, dopo l’8,7% del 2023) nel 2025 rimarranno fermi.

?Il ritorno a una crescita dello zero virgola non sorprende il governo: «I dati di aggiornamento sul Pil diffusi oggi da Istat non sono, purtroppo, una sorpresa – trapela da fonti del ministero dell’Economia – Scontiamo i problemi molto seri dell’industria che da un anno e mezzo continua a registrare una crescita negativa. Tuttavia il settore industriale è in crisi non solo in Italia ma anche in Europa». A indebolire la nostra industria, segnala l’Istituto, anche la crisi tedesca, dal momento che la Germania è tra i principali mercati di sbocco delle nostre esportazioni. Ma il Mef attribuisce la maggiore responsabilità della mancata crescita a Bruxelles: «Il governo sta facendo i suoi compiti a casa per far crescere il settore ma serve, in tempi stretti, una strategia complessiva a livello europeo per il rilancio industriale». In una nota, il ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, sottolinea però la discesa dello spread Btp/Bund, ai minimi da tre anni: «Avevo puntato dall’inizio dell’anno su uno spread a 110, l’unico 110 che mi piace».

?Alle difficoltà dell’industria in Italia si contrappone la crescita moderata dei servizi, con una maggiore dinamicità del settore del commercio, alloggio e ristorazione e delle attività finanziarie e assicurative. Quanto ai consumi, grazie all’incremento delle retribuzioni reali, favorito anche dal calo dell’inflazione, l’anno prossimo si consolideranno e faranno da traino a un incremento un po’ più sostenuto rispetto al 2024. Anche perché dovrebbe riprendere la crescita dell’occupazione, che in autunno ha avuto una fase di ripiegamento.

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