ROMA – «L’età dell’oro delle criptomonete è iniziata», proclama Richard Teng sorridendo. L’elezione di Trump, primo cripto-presidente, ha spinto le quotazioni del Bitcoin a 100 mila dollari. E ora Binance, la più grande Borsa di monete digitali, intravede flussi miliardari e leggi amiche, dopo la stretta dell’amministrazione Biden. Giusto un anno fa il fondatore Changpeng Zhao, per tutti CZ, si dichiarava colpevole di aver violato le norme anti riciclaggio, andava in carcere e si dimetteva da capo azienda. Ha preso il suo posto Teng, 54enne di Singapore, un passato da regolatore finanziario, profilo perfetto per la nuova era. Lo incontriamo a Roma.
Complimenti, avete vinto le elezioni americane.
«Ha vinto un presidente a favore delle cripto, ma anche al Congresso sono stati eletti molti parlamentari che le capiscono. Faranno politiche a supporto dell’innovazione nel settore ed è molto positivo per il suo sviluppo, vista l’influenza globale degli Stati Uniti».
Frodi, monete senza valore, crac miliardari: di regole le cripto hanno ancora molto bisogno. Un liberi tutti non avrà effetti disastrosi?
«L’industria non chiede per forza regole meno stringenti, ma più chiare, che permettano alle aziende di operare e agli utenti di sapere che protezioni hanno. Provare a scriverle attraverso azioni d’autorità, come gli Stati Uniti hanno fatto negli ultimi anni, non è il modo giusto. Meglio un processo di consultazione, come si fa molti Paesi: noi siamo regolati in venti giurisdizioni, tra cui l’Italia, e spesso nella tutela dei clienti andiamo oltre le prescrizioni».
Trump ha ipotizzato di rendere il Bitcoin moneta di riserva: che senso ha con un valore così volatile?
«Molti governi e fondi sovrani hanno preso nota. Ci sono ottime ragioni per diversificare un portafoglio con i Bitcoin, visto che la loro offerta è fissa e sono deflazionistici».
Ciò che attira però sono i rendimenti: le cripto altro non sono che un rischioso investimento.
«Per alcuni sono un investimento, per chi non ha accesso al sistema bancario sono l’unica opzione per spostare denaro, per chi combatte contro l’iperinflazione sono un appiglio vitale. Ma cripto e blockchain (il registro contabile decentrato che le sostiene, ndr) sono prima di tutto una tecnologia che insieme all’IA sarà il fondamento di ogni settore, l’adozione di massa è iniziata ora».
Che cosa hanno di innovativo Doge, la cripto-burla sposata da Musk, o le tante altre monete “meme” che trattate su Binance?
«I memecoin sono ciò che eccita molti novizi del settore e permette loro di entrare in questo mondo».
I novizi non vanno protetti?
«Noi facciamo una revisione stringente dei progetti che ammettiamo su Binance, ma siamo agnostici su cosa le persone comprano, ognuno lo fa sulla base della propria propensione al rischio».
Due anni fa CZ disse che Binance aveva le più stringenti procedure antiriciclaggio, qualche mese dopo si è dichiarato colpevole.
«Siamo una società giovane, sette anni, e quel patteggiamento è stato per errori precedenti. Li abbiamo ammessi e ci siamo dati da fare, investendo sempre di più nella squadra e nelle tecnologie di compliance».
Ammetterà che l’industria cripto ha irrisolti problemi di trasparenza.
«Sono esagerati dai media. Solo lo 0,02% del riciclaggio globale avviene attraverso cripto».
In Italia il governo ipotizza di alzare al 42% le tasse sui profitti da criptomonete. Che ne pensa?
«Ho letto di un ripensamento. La tassazione dovrebbe essere uniforme per i vari tipi di asset finanziari. Penalizzare le cripto avrebbe un impatto negativo sull’innovazione».
La Bce studia l’euro digitale, per coniugare innovazione con la sicurezza delle valute istituzionali. Vi toglierà il terreno sotto i piedi?
«A noi fa solo piacere, testimonia l’importanza della tecnologia. Ma per avere successo dovrà prestare grande attenzione alla privacy, una preoccupazione dei cittadini».