ROMA – Banca d’Italia chiede nuovi strumenti per combattere i pericoli di riciclaggio legati alle possibilità fornite dalla tecnologia sia tramite innovazioni tecnologiche sia con un maggior dialogo con gli intermediari finanziari situati all’estero. Il tema è particolarmente sensibile in Italia, dove l’economia ‘in nero’ è legata alla criminalità organizzata.
La Banca d’Italia dispone di una vasta e lunga esperienza nella materia e, non a caso, al vertice dell’autorità europea contro il riciclaggio è stata chiamata una sua dirigente: Bruna Szego. Ora, in un paper dal titolo “Riciclaggio e blockchain: si può seguire la traccia nel mondo cripto?”. la nostra banca centrale sottolinea come vi siano alcune possibili falle nell’attuale sistema. «Per costruire un sistema efficace di presidio del rischio di riciclaggio nel mondo della finanza decentralizzata occorre risolvere alcune rilevanti complessità».
ROMA – Banca d’Italia chiede nuovi strumenti per combattere i pericoli di riciclaggio legati alle possibilità fornite dalla tecnologia sia tramite innovazioni tecnologiche sia con un maggior dialogo con gli intermediari finanziari situati all’estero. Il tema è particolarmente sensibile in Italia, dove l’economia ‘in nero’ è legata alla criminalità organizzata.
La Banca d’Italia dispone di una vasta e lunga esperienza nella materia e, non a caso, al vertice dell’autorità europea contro il riciclaggio è stata chiamata una sua dirigente: Bruna Szego. Ora, in un paper dal titolo “Riciclaggio e blockchain: si può seguire la traccia nel mondo cripto?”. la nostra banca centrale sottolinea come vi siano alcune possibili falle nell’attuale sistema. «Per costruire un sistema efficace di presidio del rischio di riciclaggio nel mondo della finanza decentralizzata occorre risolvere alcune rilevanti complessità».
L’entità del fenomeno
Nel nostro Paese gli ultimi dati di luglio riferiti alle criptovalute parlavano di valore pari a 2,7 miliardi che sarà da allora salito per l’incremento delle quotazioni. Il Bitcoin ha infatti superato la soglia dei 100mila dollari trainando anche altre cripto meno note e gli Etf con un sottostante di cripto asset.
Nel mondo si stima che siano state create oltre 20 mila criptoattività, ma attualmente ne risultino attive meno di 10 mila. La capitalizzazione complessiva di mercato è estremamente volatile e il settore appare fortemente concentrato, con due criptoattività – bitcoin e ether – che insieme pesano per il 70%.
Il suo punto di massimo di quasi 3 mila miliardi di dollari è stato toccato nel novembre 2021. Poi la capitalizzazione si è ridotta a circa 860 miliardi di ollari a dicembre 2022. Ed è risalita a circa 2.500 miliardi di dollari ad aprile 2024. Per un termine di paragone, la capitalizzazione di mercato del Nyse a gennaio 2024 era pari a circa 24 mila miliardi di dollari.
L’azione di Bankitalia
L’istituto centrale italiano che assieme alla Consob negli ultimi anni ha spinto per portare gli operatori in un ambiente regolato come il registro Oam, è possibilista, con cautela, su alcuni asset cripto. Ma molto negativo su altri per la loro volatilità. Come ha ribadito più volte il governatore Fabio Panetta e di recente la vice dg Scotti, sono caratteristiche che la assimilano a scommesse al Casinò e non rispondono appunto in nessun modo al concetto di moneta.
C’è poi appunto il tema di non creare ‘zone d’ombra’ in un settore come quello finanziario dove la tecnologia ha permesso di tracciare sempre più i trasferimenti e flussi di denaro. Il report sottolinea come “le soluzioni tecnologiche basate su smart contract e zero-knowledge proof che il mercato sta sviluppando potrebbero consentire di estendere l’applicazione degli obblighi di identificazione ai soggetti coinvolti negli scambi”.
Tuttavia, “non permetterebbero di controllarne l’operatività nel continuo (l’adeguata verifica), rendendo quantomeno difficile l’individuazione di transazioni potenzialmente sospette”.
Che il tema sia centrale è emerso anche dalla recente audizione del capo della Uif, l’Unità di informazione finanziaria presso la Banca d'Italia, Enzo Serata, che ha chiesto “poteri di interlocuzione diretta con i Casp (ovvero gli intermediari di cripto) esteri” sia a “beneficio della tempestività delle analisi finanziarie della Uif sia per agevolare gli approfondimenti investigativi”. Un tema sollevato anche dall’autorità bancaria europea che ha lanciato una consultazione pubblica sul tema.