Stellantis: impegno per aiutare l’indotto Startup Usa a Grugliasco
di Diego LonghinTorino — Un impegno diretto per tentare di risolvere la situazione ed evitare i licenziamenti. Con questo spirito Stellantis si presenterà al tavolo convocato al ministero dopodomani sul caso Trasnova. L’azienda, a cui è stato revocato l’appalto della logistica delle vetture sui piazzali delle fabbriche, ha licenziato 97 persone. Continua il blocco della fabbrica di Pomigliano d’Arco, dove venerdì è andata la segretaria Dem Elly Schlein che continua a chiedere «una presa di responsabilità da parte di Stellantis e da parte del governo con un tavolo a Palazzo Chigi». Con le imprese in appalto, come Logitech e Teknoservice, gli addetti in bilico sono quasi 400 in più stabilimenti. Il gruppo italo-francese deve dimostrare che con il dopo Tavares si è aperta una nuova fase.
Si starebbe per chiudere anche un’altra vicenda: entro marzo la fabbrica ex Maserati di Grugliasco, alle porte di Torino, quella che era finita su Immobiliare.it, potrebbe essere ceduta ad una società statunitense. La trattativa ha imboccato la strada giusta, tanto che si parla già di pre-intesa e trattativa in esclusiva, ma la riservatezza è massima. La società che vuole il complesso, chiuso in modo definitivo da Stellantis a dicembre 2023 per concentrare tutto a Mirafiori, è una start up dell’auto americana che vuole aprire in Europa. Vorrebbe dire una nuova produzione per l’area di Torino.
Stellantis, che vuole riportare all’interno del gruppo il lavoro per impiegare personale che rischia di finire in cassa integrazione, è pronta ad intervenire per limitare l’impatto sociale provocato da Trasnova. «L’internalizzazione dei servizi ci consente di mitigare gli effetti della cassa integrazione sulle nostre persone, ma abbiamo aperto alla possibilità di supportare Trasnova. In generale, siamo concentrati sulla positiva conclusione del tavolo presso il ministero», ha detto Daniela Poggio, responsabile italiana della comunicazione e degli affari istituzionali di Stellantis, che ha come primo azionista Exor che controlla anche Repubblica, durante la trasmissione “Il Sabato” di Rainews. Una conferma arriva anche dal responsabile risorse umane, Giuseppe Manca, intervenuto a Omnibus su La7: «Avevamo avvisato l’azienda. L’imprenditore ha deciso di non trovare soluzioni alternative. Stiamo dialogando con il fornitore, il sindacato e il governo».
Il confrontato è con il leader di Azione, Carlo Calenda. Il capo del personale, che ha definito un «errore» la lettera con gli sconti sulle auto Maserati mandata agli operai in cassa, ha parlato del cambio di strategia sui prodotti: non solo elettrico, che rimane, ma più auto ibride come richiede il mercato. Il giorno dopo la scelta di rientrare in Acea, la sigla che raggruppa le case costruttrici europee, il presidente e ad di Renault, Luca de Meo, dà il bentornato a Stellantis: «Ora è più importante che mai restare uniti - dice tra crisi e transizione - concorrenti sul mercato, ma condividendo lo stesso obiettivo: una transizione competitiva e sostenibile, in un’Europa che possa mantenere la sua posizione globalmente».