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Corte dei Conti, avanzamento Pnrr al 43%. Bene le riforme, ma spesa solo al 30%

Tommaso Foti, ministro per le Politiche Europee e il Pnrr 

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Dalla relazione del secondo semestre 2024 emergono significativi passi in avanti, ma difficoltà per alcuni tipi di investimenti, dalle infrastrutture energetiche ai progetti per la casa
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ROMA – Stato complessivo di avanzamento del Pnrr al 43%, anche grazie al conseguimento di tutti e 39 gli obiettivi del primo semestre: la relazione della Corte dei Conti sul secondo semestre 2024 segnala però anche diversi ritardi e rallentamenti. Infatti al 30 settembre 2024 il livello della spesa ha superato i 57,7 miliardi, solo il 30% delle risorse del Piano e circa il 66% di quelle che erano programmate entro il 2024. E ci sono misure che procedono a rilento: a fronte degli investimenti ferroviari, sostanzialmente in linea con le scadenze, a cominciare da quelli per l’edizia abitativa, per oltre un terzo in ritardo, con oltre l’80% dei ritardi concentrati nelle fasi precedenti l’avvio dei lavori. In forte ritardo anche i 53 progetti per l’ammodernamento delle infrastrutture energetiche, che segnano un grado di avvicinamento ai target assegnati pari al 5,7%.

ROMA – Stato complessivo di avanzamento del Pnrr al 43%, anche grazie al conseguimento di tutti e 39 gli obiettivi del primo semestre: la relazione della Corte dei Conti sul secondo semestre 2024 segnala però anche diversi ritardi e rallentamenti. Infatti al 30 settembre 2024 il livello della spesa ha superato i 57,7 miliardi, solo il 30% delle risorse del Piano e circa il 66% di quelle che erano programmate entro il 2024. E ci sono misure che procedono a rilento: a fronte degli investimenti ferroviari, sostanzialmente in linea con le scadenze, a cominciare da quelli per l’edizia abitativa, per oltre un terzo in ritardo, con oltre l’80% dei ritardi concentrati nelle fasi precedenti l’avvio dei lavori. In forte ritardo anche i 53 progetti per l’ammodernamento delle infrastrutture energetiche, che segnano un grado di avvicinamento ai target assegnati pari al 5,7%.

Il secondo semestre 2024

Confermando la piena attuazione degli obiettivi del primo semestre, la Corte dei Conti rileva che nel secondo semestre 2024 prosegue il percorso di conseguimento di ulteriori 67 obiettivi, in linea con la programmazione: sulla base delle rilevazioni di metà ottobre, 11 obiettivi risultavano già raggiunti, mentre «per la quasi integralità di quelli ancora in corso le Amministrazioni titolari hanno escluso la presenza di ostacoli al relativo conseguimento nei termini».

Al palo le riforme con fondi

Le riforme procedono spedite: già al 30 giugno risultava ultimato il 63% delle 72 misure (a fronte del dato del 6% degli investimenti). Quota che salirà al 66% con il conseguimento degli ulteriori 17 obiettivi europei del secondo semestre 2024. Stentano invece le 7 riforme con dotazione di fondi: al 30 settembre 2024, rispetto al totale delle risorse associate, la spesa sostenuta si attesta al 4% (circa 278 milioni su 6,9 miliardi). In 3 casi su 7 la spesa sostenuta è stata pari a zero, mentre nei restanti casi il dato si è attestato a valori inferiori al 31%.

Spesa ferma al 30%

Al 30 settembre 2024, il livello della spesa ha superato i 57,7 miliardi, il 30% delle risorse del Piano e circa il 66% di quelle che erano programmate entro il 2024. L’incremento registrato nel corso dei primi 9 mesi del 2024 è di 12,6 miliardi, il 30% di quanto previsto per l’anno nel cronoprogramma finanziario e circa il 60% delle stime più contenute del DPB di ottobre 2024.

Bene le infrastrutture ferroviarie

Procede spedito l’avanzamento dei 13 investimenti ferroviari, ma la metà delle risorse, avverte la Corte dei Conti, si sta concentrando al Nord. Alla fine del secondo semestre lo stato di avanzamento si collocherà al 39%. Un tasso di attuazione simile emerge anche sul piano della spesa: al 30 settembre 2024, quest’ultima era pari a poco meno di 8,9 miliardi, circa il 39% della dotazione complessiva. I progetti avviati si trovano in prevalenza (circa il 77%) nella fase di esecuzione dei lavori.

Le criticità: piano casa e infrastrutture energetiche

In forti difficoltà i progetti che riguardano l’edilizia residenziale pubblica e quella sociale, a cominciare da quelli del Piano innovativo per la qualità dell’abitare (Pinqua), che per oltre un terzo presentano ritardi rispetto alla relativa programmazione temporale; inoltre, circa l’80% di questi ritardi si concentra nelle fasi precedenti l’avvio dei lavori.

Difficoltà anche per 8 le misure dirette all’ammodernamento delle infrastrutture energetiche, con risorse per 5,5 miliardi. Di queste già attivata la ripartizione per 53 progetti, con un grado di avvicinamento ai target assegnati pari al 5,7%. Tuttavia la Corte dei Conti precisa che, in questo caso, la realizzazione dovrebbe essere concentrata nel 2025/2026, ed è affidata a operatori specializzati che dovrebbero pertanto rispettare i tempi.

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