Economia

Stellantis, Imparato: “Italia centrale, porterò a Urso un piano concreto su ogni fabbrica”

Jean-Philippe Imparato, capo del mercato Enlarged Europe di Stellantis

Jean-Philippe Imparato, capo del mercato Enlarged Europe di Stellantis

 (reuters)

Il capo Europa di Stellantis questa sera su Rai Uno. Mirafiori? “C’è e ci sarà, oltre alla 500 ibrida stiamo sviluppando la prossima generazione della piccola Fiat”. Le multe sulle emissioni di CO2? “C’è un salto mortale da fare sull’elettrico”. La proposta: “Un’alleanza con i fornitori per affrontare la transizione come opportunità e non come incubo”

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TORINO – “L'Italia è il centro della strategia di Stellantis”. Al tavolo del ministero, il 17 dicembre, il capo dell’Europa di Stellantis, Jean-Philippe Imparato, incaricato dal presidente di John Elkann di riprendere il filo del dialogo con il governo e riallacciare i rapporti, poterà un nuovo piano. La filosofia e le linee sono state anticipate da Imparato nella trasmissione di Rai 1 XXI Secolo di Francesco Giorgino. “Stellantis considera l'Italia come un punto assolutamente chiave di sviluppo e darò un piano, un piano industriale per fabbrica concreto, che sto valutando in questi giorni, per dare una risposta molto semplice al ministro Urso, essere molto chiaro su qualcosa che voglio sia chiaro, non voglio promesse non mantenute”, racconta il capo dell’Europa del secondo gruppo nel Vecchio Continente. E aggiunge: “Quello che dirò al tavolo del ministero sarà pronto, sarà basato su cose concrete, su macchine che arrivano, su motori che arrivano, su un impianto, direi un footprint industriale a livello giusto”.

Sulle multe che rischiano di piovere sulle case automobilistiche, dai 15 ai 17 miliardi di euro, Imparato mostra preoccupazione e prova a dare una spiegazione numerica su quello che vuol dire. “Entro quattro settimane, per esempio, io devo vendere 20% delle macchine elettriche. Allora, fatto 100 siamo a 12 macchine vendute su 100 oggi. C'è un salto mortale da fare a livello elettrico. I clienti, la gente non sa realmente dove andare”.

Imparato si concentra poi sul futuro dello storico stabilimento di Torino. “Mirafiori è vivo e Mirafiori sarà sviluppato. E la 500 sarà sempre fatta a Mirafiori”. La promessa di Imparato. Ricorda che quando ha preso la responsabilità del marchio Alfa Romeo, nel 2021 quando è nata Stellantis, ha trasferito la famiglia nel giro di 24 ore a Torino. E sta trasferendo gli uffici di staff di tutte le attività che dirige, da Pro One al mercato Enlarged Europe, a Torino. “Come capo dell'Europa, arrivo e metto tutta l'azienda, l'organizzazione europea a Torino”, sottolinea Imparato. Poi torna sul modello simbolo di Torino, la piccola di casa Fiat. “Entro pochi mesi avremo l’ibrido 500, a novembre 2025, ma al di la di questo stiamo già preparando la nuova 500 che verrà”. La 500 ibrida per Imparato vuol dire 100 mila vetture all’anno. “Dopo metteremo a Mirafiori il futuro della 500, la nuova vettura elettrica, che guarda al 2032 e 2033. Quindi non c'è dubbio, Mirafiori avrà lavoro, Mirafiori c'è, Mirafiori ci sarà. Non molliamo Mirafiori e non molliamo Torino”. Cos’è oggi Torino e Mirafiori? “Per esempio abbiamo l'eDCT, che è il cambio necessario per fare l'ibrido che è fatto a Torino, è esportato dappertutto, facciamo 60mila eDCT al mese. E questo vuol dire che per me e per noi Torino rimane molto importante”. Il presente non è solo elettrico, ma ibrido. Stellantis sta per lanciare 14 macchine elettriche e anche ibride “per affrontare questa concorrenza. È tosto, lo sappiamo tutti, abbiamo bisogno di competitività, abbiamo bisogno di supporto, ma è uno stato di fatto, non posso cambiare questo tipo di cose e quindi lo dobbiamo affrontare insieme”. Per quanto riguarda l’elettrico c’è un problema di “incertezza”, di “difficoltà generale”, ma per me “l’Italia nel 2029 sarà il secondo mercato europeo per quanto riguarda la produzione”.

Nella logica della condivisione Imparato propone un patto tra Stellantis e la componentistica per affrontare insieme la transizione. Un’alleanza tra l’azienda italo-francese e i fornitori sulla strada green. “Se la giochiamo bene tra la forza di Stellantis e la componentistica, possiamo inventarci un qualcosa: un'alleanza tra i fornitori più sviluppati e Stellantis per affrontare questa transizione elettrica non come un incubo ma come un'opportunità. Sono sicuro che lo possiamo fare e questo farà parte delle proposte che faremo la settimana prossima al tavolo del ministero guidato da Urso”

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