Fs: “Investitori istituzionali in rete veloce, ma nessuna privatizzazione. Progetti da 100 miliardi”
di Aldo FontanarosaROMA – Il Gruppo FS annuncia investimenti per 100 miliardi nei prossimi cinque anni.
Il Piano Strategico del Gruppo ferroviario, attuato tra il 2025 e il 2029, punta a conquistare così oltre 195 milioni di passeggeri in più tra Trenitalia (100) e Busitalia (95), con un potenziale beneficio anche per i conti aziendali.
I collegamenti strategici
Più passeggeri, più alta velocità. Le linee veloci sono destinate, gradualmente, ad aumentare. Obiettivo del Gruppo FS è raggiungere un ulteriore 30% di persone nel Paese con la sua rete super-rapida.
E investitori istituzionali saranno ben accetti nell’asset strategico (l’Alta velocità) del Gruppo Fs. L’annuncio, su questo specifico punto, arriva oggi alla presentazione proprio del Piano Strategico.
In concreto ecco l’ipotesi in campo:
- creazione di una nuova società (newco);
- la newco verrebbe collocata sotto Rfi (del Gruppo FS);
- alla newco sarebbe conferita la rete ad alta velocità;
- questa rete ha un valore di 8 miliardi;
- nella newco entr…
ROMA – Il Gruppo FS annuncia investimenti per 100 miliardi nei prossimi cinque anni.
Il Piano Strategico del Gruppo ferroviario, attuato tra il 2025 e il 2029, punta a conquistare così oltre 195 milioni di passeggeri in più tra Trenitalia (100) e Busitalia (95), con un potenziale beneficio anche per i conti aziendali.
I collegamenti strategici
Più passeggeri, più alta velocità. Le linee veloci sono destinate, gradualmente, ad aumentare. Obiettivo del Gruppo FS è raggiungere un ulteriore 30% di persone nel Paese con la sua rete super-rapida.
E investitori istituzionali saranno ben accetti nell’asset strategico (l’Alta velocità) del Gruppo Fs. L’annuncio, su questo specifico punto, arriva oggi alla presentazione proprio del Piano Strategico.
In concreto ecco l’ipotesi in campo:
- creazione di una nuova società (newco);
- la newco verrebbe collocata sotto Rfi (del Gruppo FS);
- alla newco sarebbe conferita la rete ad alta velocità;
- questa rete ha un valore di 8 miliardi;
- nella newco entrerebbe un nuovo fondo infrastrutturale;
- il fondo sarebbe creato da Cdp ed F2i.
Il Terzo Valico
A proposito di alta velocità, tra i progetti veloci e strategici ci sono già in campo i 145 chilometri della Napoli-Bari (dove i treni raggiungeranno una velocità massima di 250 chilometri all’ora) e i 227 chilometri della Palermo-Catania-Messina.
Massima attenzione anche per il Terzo Valico, decisivo per risolvere i problemi del nodo di Genova. Stefano Donnarumma, ad e direttore generale di Fs, ribadisce che il “progetto è importantissimo e siamo all'ultimo miglio”.
"In questo momento ci sono difficoltà esogene a causa della presenza di una vena di gas negli ultimi 600-700 metri, ma verrà completato".
La puntualità
Il viaggiatore comune, ovviamente, si aspetta che i treni partano sempre e siano puntuali. Su questo aspetto, il Gruppo FS prende un impegno importante con gli italiani e i turisti.
Il Gruppo FS, si legge in una nota, ambisce al “raggiungimento della miglior performance di sempre attraverso il recupero della puntualità per oltre 50mila treni all’anno”.
La qualità, quella si misura giorno dopo giorno. E il Gruppo ferroviario promette di portare a 250 le “sentinelle” interne. Sono i sistemi di monitoraggio che verificano se le performance siano state raggiunte per davvero.
Stefano Donnarumma ricorda che questo è il modello in uso nelle multinazionali. Grazie ai coefficienti di performance, ogni manager dispone di una bussola a guidare la sua azione: “Altrimenti sono solo chiacchiere”.
La flotta
La flotta deve essere rinnovata. Il Gruppo ferroviario conferma, dunque, “la messa in circolazione di 46 nuovi treni Alta Velocità Frecciarossa 1000, 145 treni del Regionale e più di 1.260 bus a basso impatto di CO2 nei prossimi dieci anni”.
Una flotta avanzata, oltre ad assicurare un servizio migliore al passeggero, accresce la sicurezza per il personale del Gruppo FS.
Su questo fronte l’obiettivo del Piano Strategico è altrettanto ambizioso: si punta a raggiungere l’isola felice degli “infortuni zero”, anche attraverso le 125 mila giornate di formazione alla FS Security Academy.
"Il tema della sicurezza sul lavoro è storicamente nel nostro Dna”, assicura Donnarumma, “e questo non può essere messo in discussione”.
Il bilancio
Il Piano Strategico può fare bene ai conti del gruppo ferroviario che punta a un incremento:
- dei ricavi a oltre 20 miliardi di euro,
- dell’Ebitda a più di 3,5 miliardi di euro
- e del risultato netto a oltre 500 milioni.
A dare ossigeno ai conti potrebbe contribuire un aumento dei passeggeri trasportati dalle proprie controllate all’estero. Su questo fronte, l’obiettivo sui 5 anni è di una crescita del 40 percento.
Una nota del Gruppo spiega che “la disciplina operativa, grazie anche agli ingenti investimenti, punta ad efficientare del 5% i costi operativi aggredibili”.
I capitali privati
Sul fronte della privatizzazione, il Gruppo FS scopre le sue carte: via libera a investitori istituzionali nella rete ad Alta Velocità.
Avverte però Donnarumma: “Privatizzare o fare a pezzi il gruppo Fs non è nel nostro progetto". Anzi, si sta lavorando “per riportare sotto il nostro controllo parti della filiera".
Precisa ancora Donnarumma: “'Nè io nè il ministro Salvini abbiamo mai detto di privatizzare o vendere pezzi delle Ferrovie. Quello che desidero è uno strumento dello Stato e si chiama Cdp ed F2i, una Sgr che gestisce fondi infrastrutturali. Con questo modello di finanziamento si esce dall'ambito dello Stato”.
La Finanziaria
"Nei 25 miliardi della Finanziaria il 20% va a noi. Per potere finanziare infrastrutture, pagare poco i biglietti, garantire la sicurezza e la stabilità dell'azienda lo Stato ci deve finanziare ogni anno”.
"L'indebitamento è aumentato di 4 miliardi. Da ora in avanti questi fondi non basteranno più. Cerchiamo di trovare un modo per non gravare sui conti sullo Stato”.
Lo schema di gioco prevede, in questo quadro, la “adozione di un nuovo modello di finanziamento in logica RAB”.
Questo modello – spiega sempre la nota del Gruppo – metterebbe “in sicurezza degli investimenti attraverso l’autofinanziamento con eventuale apertura al capitale di terzi e la conseguente riduzione del fabbisogno di finanziamenti pubblici”.
Il tasso di rendimento
Il Rab fornisce una assicurazione sulla vita ai privati (soci industriali, Fondi finanziari) disposti a travasare propri capitali in un’azienda pubblica come è Fs.
Grazie al Rab, viene messo a punto un “tasso di rendimento” certo all’investimento dei soci. I soci (anche privati) potranno contare così su una remunerazione in linea con quella che avrebbero ottenuto per investimenti in settori con un profilo di rischio simile.
A determinare il “tasso di rendimento” è di norma l’autorità indipendente che regola il settore in questione: in questo caso sarebbe l’Autorità dei Trasporti.
"Una roadmap di dettaglio”
Dice ancora Donnarumma: “Questo Piano, che mira a imprimere una netta discontinuità, risponde alle esigenze di una società proiettata verso il futuro, riconoscendo nella mobilità integrata un pilastro fondamentale per lo sviluppo”.
L’azienda “ha un forte bisogno di rilancio attraverso una roadmap di dettaglio, supportata da adeguati investimenti”.
Ecco il presidente del Gruppo Fs, Tommaso Tanzilli: “Il Piano Strategico inciderà in maniera determinante anche sul Sistema Paese, portando connettività, servizi e quel valore aggiunto che può fare la differenza”.