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Open Fiber, Macquaire e Cdp trovano l’accordo sul prestito e l’aumento di capitale a marzo

Giuseppe Gola

 

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Via libera dal cda all’operazione a cui si aggiunge una linea di credito da 1,05 miliardi da un pool di banche linea e una da 180 milioni dalla Cassa
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MILANO— Dopo mesi di trattative tra i soci e un pool di ben 32 banche, il cda di Open Fiber trova la quadra per dare il via libera all’aumento di capitale da 1,05 miliardi e al maxi finanziamento bancario da altri 1,05 miliardi.

Cdp (60% del capitale) e Macquarie (che ha il restante 40%) hanno siglato un accordo per ricapitalizzare il gruppo e dotarlo delle risorse per completare la propria infrastruttura in fibra entro il giugno del 2026. La Cassa sottoscriverà un aumento da 630 milioni e il fondo australiano da 420 milioni: è stato stabilito che la ricapitalizzazione, che dovrebbe partire a marzo, sarà fatta a premio rispetto al valore nominale e in più tranche. La parte più consistente delle risorse verrà iniettata a giugno, quando insieme con l’approvazione del bilancio 2024 sarà arrivata anche la decisione della Ue sui civici adiacenti (ovvero quelli sotto i 50 metri di distanza).

Attese novità sul perimetro della rete e dei civici

In mancanza del via libera di Bruxelles, la soci…

MILANO— Dopo mesi di trattative tra i soci e un pool di ben 32 banche, il cda di Open Fiber trova la quadra per dare il via libera all’aumento di capitale da 1,05 miliardi e al maxi finanziamento bancario da altri 1,05 miliardi.

Cdp (60% del capitale) e Macquarie (che ha il restante 40%) hanno siglato un accordo per ricapitalizzare il gruppo e dotarlo delle risorse per completare la propria infrastruttura in fibra entro il giugno del 2026. La Cassa sottoscriverà un aumento da 630 milioni e il fondo australiano da 420 milioni: è stato stabilito che la ricapitalizzazione, che dovrebbe partire a marzo, sarà fatta a premio rispetto al valore nominale e in più tranche. La parte più consistente delle risorse verrà iniettata a giugno, quando insieme con l’approvazione del bilancio 2024 sarà arrivata anche la decisione della Ue sui civici adiacenti (ovvero quelli sotto i 50 metri di distanza).

Attese novità sul perimetro della rete e dei civici

In mancanza del via libera di Bruxelles, la società confida di mettere in piedi altre azioni per trovare comunque un modo per ridurre il numero di civici da cablare. In proposito il governo potrebbe rivedere i piani del Pnrr per le aree grigie (quelle a parziale fallimento di mercato) e ridurre i civici di 150 mila unità: di cui circa 90 mila inciderebbero sulla rete di Open Fiber e i restanti 60 mila su quella della rivale Fibercop (l’ex rete Telecom, oggi controllata da Kkr e partecipata dal Mef).

Intanto il Parlamento deve approvare la manovra, che prevede anche il riequilibrio dei piani economici e finanziari delle aree bianche (quelle a fallimento di mercato) e stanziare 660 milioni in tre anni.

La Cassa a sostengo anche con un prestito da 180 milioni

Nell’ambito dell’accordo tra i due azionisti, la Cassa ha anche dato la sua disponibilità a erogare a Open Fiber un nuovo finanziamento da 180 milioni. Questa ristrutturazione, insieme alle nuove linee di credito bancarie da 1,05 miliardi che scadranno nel 2029, mettono in sicurezza la società, garantiscono la continuità aziendale e di fatto risolvono i problemi finanziari del gruppo guidato da Giuseppe Gola.

Giovedì il cda di via Goito suggellerà l’accordo

Ora l’accordo approvato ieri dal cda di Open Fiber, deve ricevere il vaglio formale del cda di Cdp, che già venerdì 6 aveva dato la sua disponibilità a ricapitalizzare l’azienda anche senza l’ausilio di Macquarie. Il cda della Cassa è convocato per giovedì 19, quando all’ordine del giorno c’è anche la nomina dei vertici di alcune controllate, nonché l’approvazione del nuovo piano industriale triennale.

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