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Banco Bpm punta alla pace con i sindacati: oltre mille assunzioni sul tavolo

(reuters)

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Domani l’incontro con le sigle Fabi, First Cisl, Fisac Cgil, Uilca Uil e Unisin. L’ad Castagna vuole chiudere una trattativa sofferta che va avanti da mesi per concentrarsi sulle mosse “anti-Unicredit”
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MILANO — Dopo sei mesi di scontri come non se ne erano mai visti nel credito, la pace tra Banco Bpm e i sindacati interni sarà sancita da un numero: 1.050. A meno di nuovi colpi di scena (che in questa vicenda non sono mancati), si collocherà attorno a questa cifra l’intesa sulle assunzioni che sarà siglata domani tra l’istituto guidato da Giuseppe Castagna, per l’occasione rappresentato dal responsabile delle risorse umane Roberto Speziotto, e gli esponenti dei lavoratori. Un accordo che può tornare utile in questa fase in cui l’indipendenza di Banco Bpm è minacciata da Unicredit.

Fino a non molti giorni fa, le parti apparivano distanti. Da un lato, l’istituto di credito, che a giugno aveva proposto 1.600 uscite e 800 entrate, cifre poi in autu…

MILANO — Dopo sei mesi di scontri come non se ne erano mai visti nel credito, la pace tra Banco Bpm e i sindacati interni sarà sancita da un numero: 1.050. A meno di nuovi colpi di scena (che in questa vicenda non sono mancati), si collocherà attorno a questa cifra l’intesa sulle assunzioni che sarà siglata domani tra l’istituto guidato da Giuseppe Castagna, per l’occasione rappresentato dal responsabile delle risorse umane Roberto Speziotto, e gli esponenti dei lavoratori. Un accordo che può tornare utile in questa fase in cui l’indipendenza di Banco Bpm è minacciata da Unicredit.

Fino a non molti giorni fa, le parti apparivano distanti. Da un lato, l’istituto di credito, che a giugno aveva proposto 1.600 uscite e 800 entrate, cifre poi in autunno portate rispettivamente a 1.100 (a seguito delle trattative private condotte con 500 dipendenti in estate) e a 913 (tenendo conto delle 113 persone “reclutate” a fronte delle 500 andate via). Sulle assunzioni fin da subito non si sono trovati d’accordo i confederali di First Cisl, Fisac Cgil e Uilca Uil, i quali in estate, al culmine della tensione, si sono persino rivolti al tribunale. Il giudice ha proposto una soluzione conciliativa che, all’inizio di settembre, è stata accettata dalle parti. Le tre sigle hanno continuato a respingere anche i numeri successivi proposti dall’azienda, mentre Fabi, il sindacato più forte in Banco Bpm, e Unisin hanno adottato posizioni più concilianti.

Di qui l’anomalia di assistere alla diffusione, dopo gli incontri con l’azienda, di comunicati distinti anziché unitari da parte dei rappresentanti dei lavoratori. Negli ultimi giorni sembra esserci stata una certa apertura da parte della banca a ritoccare al rialzo il numero dei lavoratori in entrata, portandolo da 913 a una cifra vicina alle 1.050 unità, che farebbe contenti anche i tre sindacati confederali. Ecco che così da domani potrebbero ricomparire i comunicati sindacali unitari anche in Banco Bpm.

In questo modo, l’ad Castagna, nel contesto dell’offerta pubblica di scambio lanciata da Unicredit, potrà annunciare assunzioni, sia pure a fronte di uscite, per oltre mille persone. Un numero che, abbinato alla ritrovata pace sindacale, potrebbe renderlo più forte davanti alla possibilità, da lui stesso ventilata in una lettera ai dipendenti (ma smentita dalla controparte), che il matrimonio con Unicredit possa condurre a oltre 6mila esuberi.

L’intesa con tutti i sindacati permetterà poi a Banco Bpm, oltre che di sbloccare una serie di altri accordi tra i quali quello sul premio aziendale Vap, di finanziare già a partire dal bilancio del 2024 le uscite previste attraverso il Fondo di solidarietà. Così, Castagna potrà preparare con maggiore serenità il consiglio di amministrazione di martedì, in modo da delineare la strategia di difesa da Unicredit e la strada verso quel polo bancario benedetto dal governo Meloni che passa per Monte dei Paschi di Siena.

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