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Pensioni per i giovani, Sud, imprese, bonus elettrodomestici: cosa cambia in manovra

Il ministro dell'Economia Giancarlo Giorgetti (ansa)

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Contributi extra deducibili per i neoassunti. A chi rottama un frigo 100 euro per quello nuovo. Torna la decontribuzione Sud, ma è mini. Prestiti più cari e difficili per le pmi
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ROMA – Nel pacchetto di emendamenti del governo depositati in commissione Bilancio della Camera, dove si discute la terza legge di Bilancio del governo Meloni, ci sono diverse novità. Eccone alcune importanti.

Pensioni per i giovani e aumento per gli over 70

I neoassunti del 2025, se vogliono, potranno versare 2 punti in più di contributi all’Inps e il 50% di questa spesa sarà deducibile. La proposta del governo a sorpresa non spinge la previdenza integrativa. Ma invita i giovani a pensare sin da subito a irrobustire la pensione Inps. La contribuzione extra si trasformerà però in pensione solo all’età della vecchiaia (67 anni) e solo su domanda esplicita. Non potrà valere ai fini dei valori soglia necessari ad anticipare la pensione a 64 anni con 20 di contributi.

ROMA – Nel pacchetto di emendamenti del governo depositati in commissione Bilancio della Camera, dove si discute la terza legge di Bilancio del governo Meloni, ci sono diverse novità. Eccone alcune importanti.

Pensioni per i giovani e aumento per gli over 70

I neoassunti del 2025, se vogliono, potranno versare 2 punti in più di contributi all’Inps e il 50% di questa spesa sarà deducibile. La proposta del governo a sorpresa non spinge la previdenza integrativa. Ma invita i giovani a pensare sin da subito a irrobustire la pensione Inps. La contribuzione extra si trasformerà però in pensione solo all’età della vecchiaia (67 anni) e solo su domanda esplicita. Non potrà valere ai fini dei valori soglia necessari ad anticipare la pensione a 64 anni con 20 di contributi.

Un’altra proposta del governo alza di 8 euro la cosiddetta “maggiorazione al milione”, voluta da Berlusconi nel 2002 per over 70 “disagiati”e invalidi over 18. Oggi vale da 136 a 402 euro, a seconda dei casi. Dal prossimo anno viene alzata di 8 euro. Come pure viene incrementato di 104 euro il reddito compatibile con questa maggiorazione che oggi varia da 4 a 16 mila euro annui per single e coniugati.

(valentina conte)

Frigo e forno rottamati. Spunta il bonus

Tra gli emendamenti dell’ultima ora alla legge di Bilancio spunta un bonus per chi rottama i vecchi elettrodomestici e ne acquista di nuovi, con il doppio obiettivo di spingere le famiglie – ben poco propense di questi tempi – all’acquisto di beni durevoli e di sostenere una filiera italiana del “bianco” in strutturale difficoltà.

Il bonus vale per il prossimo anno e potrà essere assegnato a chi compra un frigorifero, una lavatrice, un forno o simili ad elevata efficienza energetica (non inferiore alla classe B) prodotti in Europa, smaltendo quelli vecchi. L’incentivo coprirà al massimo il 30% del costo del prodotto, un solo prodotto, e in ogni caso non potrà valere più di 100 euro, maggiorati a 200 se il nucleo familiare dell’acquirente ha un Isee inferiore a 25 mila euro. La somma complessiva stanziata per la misura è di 50 milioni. Si aggiunge alla proroga del bonus mobili ed elettrodomestici per chi ristruttura la prima casa.

(filippo santelli)

Torna la decontribuzione Sud, ma in formato mini

Il governo fa una doppia retromarcia sul Sud. In manovra aveva tagliato i fondi per la Zes unica per il 2025 da 1,8 a 1,6 miliardi. Ora con un emendamento li rialza da 1,6 a 2,2 miliardi. Il ripensamento più significativo avviene però sulla decontribuzione Sud, il taglio del 30% del costo del lavoro per le imprese del settore privato, da applicare su tutti i dipendenti, sia a tempo che stabili. Lo sgravio, in vigore dal 2021 e coperto dai fondi nazionali del Fondo sviluppo e coesione, dal primo gennaio spariva: 5,9 miliardi in meno e 25 mila posti a rischio, nei calcoli Svimez.

Il governo ci ripensa. E lo ripristina, seppur in versione mini. Il taglio sarà solo per le pmi sotto i 250 dipendenti. E del 25%, applicato solo ai contratti stabili, con un tetto di 145 euro al mese a lavoratore. Poi un décalage che termina nel 2029 al 15% con tetto a 75 euro. Le risorse stanziate sono 1,6 miliardi nel 2025 e calano fino a 1 miliardo nel 2029.

(valentina conte)

Tagliate le garanzie sui prestiti per le Pmi

Il governo, con un emendamento alla legge di Bilancio, proroga al 2025 il Fondo di garanzia per le piccole e medie imprese (pmi), strumento che consente alle banche di erogare finanziamenti in parte coperti da “ombrello” statale. L’emendamento introduce due correttivi: riduce dal 60-55% al 50% l’aliquota per la garanzia sui finanziamenti di liquidità e stabilisce un meccanismo che prevede, da parte delle banche che più ricorrono alle garanzie del fondo, il pagamento di una “penale” tra l’1 e il 2 per cento. Tali percentuali, tuttavia, potrebbero essere riviste, perché dovrebbe essere inserito un ulteriore subemendamento che rimanderà i dettagli a un successivo decreto attuativo.

Due novità che che secondo gli addetti ai lavori potrebbero rendere più oneroso e raro il credito alle pmi. L’impatto, mette in guardia Roberto Nicastro, presidente di Banca Aidexa, rischia di essere «soprattutto sulle microimprese, che usano di più i cosiddetti prestiti di liquidità, e sulle piccole banche, cioè le più attive verso le pmi. Peraltro, dopo due anni in cui il credito alle microimprese è sceso in media del 5% l’anno».

(carlotta scozzari)

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