La spesa per i poveri si riduce. Il nuovo sussidio è un flop. E il governo lo cambia
di Valentina ConteROMA — Il governo Meloni cambia le due nuove misure per i poveri, quelle fortemente volute dalla premier e che hanno sostituito il Reddito di cittadinanza abolito un anno fa. Le amplia e le rafforza, innalzando sia i requisiti di accesso sia gli importi erogati.
Il motivo è semplice: non stanno funzionando, al punto che quest’anno dovrebbero avanzare molti soldi, tra 2 miliardi e 2 miliardi e mezzo su 7,1 miliardi a bilancio.
Non va l’Assegno di inclusione (Adi) per le famiglie con minori, disabili, over 60. Né il Supporto per la formazione e il lavoro (Sfl) per gli occupabili tra 18 e 59 anni. Le adesioni sono a picco e ben al di sotto di quelle comunicate ufficialmente dal ministero del Lavoro e da Inps a luglio e a settembre.
A fronte di 700 mila famiglie con Adi e 100 mila persone con Sfl “ufficiali”, i dati sono crollati a 590-600 mila famiglie con Adi e 80 mila persone con Sfl, secondo il Dipartimento ministeriale per le politiche del lavoro.
ROMA — Il governo Meloni cambia le due nuove misure per i poveri, quelle fortemente volute dalla premier e che hanno sostituito il Reddito di cittadinanza abolito un anno fa. Le amplia e le rafforza, innalzando sia i requisiti di accesso sia gli importi erogati.
Il motivo è semplice: non stanno funzionando, al punto che quest’anno dovrebbero avanzare molti soldi, tra 2 miliardi e 2 miliardi e mezzo su 7,1 miliardi a bilancio.
Non va l’Assegno di inclusione (Adi) per le famiglie con minori, disabili, over 60. Né il Supporto per la formazione e il lavoro (Sfl) per gli occupabili tra 18 e 59 anni. Le adesioni sono a picco e ben al di sotto di quelle comunicate ufficialmente dal ministero del Lavoro e da Inps a luglio e a settembre.
A fronte di 700 mila famiglie con Adi e 100 mila persone con Sfl “ufficiali”, i dati sono crollati a 590-600 mila famiglie con Adi e 80 mila persone con Sfl, secondo il Dipartimento ministeriale per le politiche del lavoro.
La sterzata del governo
Il governo dunque, costretto ai ripari, interviene in manovra. A riprova che le adesioni sono bassissime – siamo in totale a meno della metà delle famiglie che prima avevano il Reddito – le risorse stanziate per l’Adi rimangono le stesse, nonostante requisiti più generosi proprio per allargare la platea: 5,8 miliardi il prossimo anno e poi circa 6 miliardi a regime.
Mentre quelli per il Supporto, un rimborso spese erogato solo se si segue un corso di formazione, vengono invece tagliati: un miliardo in meno nel biennio 2025-2026. E poi stabilizzati a circa 600 milioni all’anno.
L’Inps quest’anno, secondo fonti interne, non spenderà più di 4,4 miliardi per Adi e 150 milioni per Sfl. L’avanzo miliardario – due miliardi e mezzo – dovrebbe essere dirottato nel fondo per la povertà. Ma nessuna certezza.
Poca trasparenza sui numeri
I numeri d’altro canto latitano. Non ci sono più i bollettini mensili di Inps. Né quelli periodici di Anpal, anche perché l’Agenzia è stata soppressa. Il ministero tace.
Il record della povertà
Fino all’emendamento ora depositato alla Camera che cambia tutto. A costo zero (anzi, come detto, in grado di tagliare un altro miliardo dalla misura). Modifiche invocate da tempo sia dalla Caritas che da tutta l’Alleanza contro la povertà.
L’Italia purtroppo vanta ancora il record storico di povertà assoluta: 5,7 milioni di persone, uno su dieci, con picco di minori poveri.
Cosa cambia
Ecco dunque i cambiamenti del governo. I requisiti per l’accesso all’Adi salgono tutti dell’8,33%: 10.140 euro di Isee (da 9.360), 6.500 euro di reddito (da 6 mila), 8.190 euro di reddito per anziani e disabili (da 7.560 euro). E quel che più conta: torna l’affitto nel computo del reddito, fino a 10.140 euro. La sua cancellazione era alla base di tantissime esclusioni.
Anche per l’Sfl cambia tutto. Il rimborso spese intanto passa da 350 a 500 euro al mese, nei mesi in cui si segue un corso finalizzato ad acquisire competenze professionali. La durata viene raddoppiata: dopo i primi 12 mesi si può estendere di altri 12 mesi (ma ora in media ogni “occupabile” lo prende per 2-3 mesi appena). Soprattutto cambia l’Isee per accedere a questo Supporto: da 6 mila a 10.140 euro, equiparato a quello per l’Adi con l’affitto.
Un bel salto. Per una misura pensata per portare le persone al lavoro. Rivelatasi solo un modo per tagliarle dal Reddito in base all’età e non ai bisogni.