Gli italiani fanno la fila ai mercati contadini
di Raffaele LorussoProgetto PAS - Cascina la Forestina. Niccolo Revardini, proprietario della cascina la forestina nell'orto biologico
(fotogramma)Comprare bio è bello. Dai produttori è meglio. I mercati contadini sono sempre più il canale di vendita preferito dai consumatori per l’acquisto dei beni di agricoltura biologica. Chi cerca prodotti bio preferisce i farmers market ai supermercati e ai negozi specializzati. Lo rivela l’indagine Il biologico e i mercati contadini condotta da Ismea insieme con Coldiretti Bio e Campagna Amica.
I segreti del successo
Lo studio descrive un fenomeno che ha ancora ampi margini di crescita. La ragione è nelle caratteristiche dei mercati contadini. La presenza fisica degli agricoltori, infatti, rappresenta per i consumatori una garanzia di qualità e autenticità. La fiducia nel produttore e nell’azienda agricola è ciò che spinge gli acquirenti verso i farmers market. In Italia ogni giorno vengono acquistate nei mercati contadini, in media, 360 tonnellate di prodotti biologici. Un terzo è rappresentato da frutta e verdura, che guidano la top five delle specialità più ricercate. Seguono pasta fre…
Comprare bio è bello. Dai produttori è meglio. I mercati contadini sono sempre più il canale di vendita preferito dai consumatori per l’acquisto dei beni di agricoltura biologica. Chi cerca prodotti bio preferisce i farmers market ai supermercati e ai negozi specializzati. Lo rivela l’indagine Il biologico e i mercati contadini condotta da Ismea insieme con Coldiretti Bio e Campagna Amica.
I segreti del successo
Lo studio descrive un fenomeno che ha ancora ampi margini di crescita. La ragione è nelle caratteristiche dei mercati contadini. La presenza fisica degli agricoltori, infatti, rappresenta per i consumatori una garanzia di qualità e autenticità. La fiducia nel produttore e nell’azienda agricola è ciò che spinge gli acquirenti verso i farmers market. In Italia ogni giorno vengono acquistate nei mercati contadini, in media, 360 tonnellate di prodotti biologici. Un terzo è rappresentato da frutta e verdura, che guidano la top five delle specialità più ricercate. Seguono pasta fresca, uova, formaggi, olio e miele. Il valore complessivo della spesa in prodotti bio effettuata nei mercati contadini e in quelli rionali ammonta a 150 milioni di euro. In totale, gli acquisti domestici di prodotti biologici valgono 3,8 miliardi. «La ricerca mostra che le politiche di sviluppo del biologico in Italia e in Europa devono avanzare in maniera coordinata con le politiche locali del cibo - afferma Maria Letizia Gardoni, presidente di Coldiretti Bio – Il biologico deve tornare a restituire piena centralità all’agricoltore e al suo ruolo di innovatore, sia nelle tecniche produttive sia nelle dinamiche commerciali di filiera, rilanciando il rapporto diretto con il consumatore come elemento essenziale per uno sviluppo dei territori e delle comunità».
Un primato italiano
L’Italia detiene la leadership Ue per il biologico, grazie alla presenza di 84.191 aziende agricole attive sul territorio nazionale, il doppio della Germania e un terzo più della Francia. Nel nostro Paese gli operatori biologici sono cresciuti del 70% negli ultimi 10 anni: sono 94.441. L’agricoltura biologica ha raggiunto i 2,5 milioni di ettari: rappresenta ormai un quinto della superficie agricola nazionale. Negli ultimi anni la crescita è stata costante. Il target del 25% entro il 2030, fissato dall’Ue nell’ambito della “Strategia Farm to Fork”, sarà raggiunto agevolmente. Il 58,3% delle aziende agricole biologiche è concentrato nel Mezzogiorno. Fra le regioni, è il Trentino-Alto Adige ad avere la percentuale più alta di produttori biologici: il 38% del totale. Seguono la Calabria, con il 29%; la Campania (27%), il Friuli-Venezia Giulia (26%), l’Emilia-Romagna (25%) e la Toscana (24%). Il modello più virtuoso si trova, però, in Toscana, dove si registra l’incidenza più alta (37%) di superficie bio sul totale di superficie agricola utilizzata e 2.230 aziende effettuano anche le attività di trasformazione.
Il Sud supera il Nord
La crescita del biologico appare, invece, più incerta al Nord, dove i sistemi produttivi intensivi necessitano di un completo riassetto organizzativo. Nel Settentrione, inoltre, si registrano resistenze alla conversione per la difficoltà nella gestione di fitopatie e per l’aumento di eventi climatici eccezionali. La crescita della domanda di prodotti bio ha fatto schizzare verso l’alto le importazioni. Nel 2023 sono cresciute del 37,8%. I beni più importati sono i cereali (28,1%), ossia grano duro, riso e mais, seguiti da frutta secca (21,4%), colture industriali, principalmente fave di soia (14,3%) e ortaggi e legumi (9,9%).
La svolta degli agriturismi
Il metodo di produzione biologico, poi, è sempre più adottato dagli agriturismi. Le elaborazioni dei dati Istat effettuate da Coldiretti dimostrano che più di un quarto, il 26,6%, si sono convertiti al bio. Gli agriturismi rappresentano poco più del 2% delle aziende agricole in Italia, ma se si considerano le sole aziende biologiche la percentuale sale all’8 per cento. Il 32,3% del totale della superficie utilizzata dagli agriturismi è condotta nel rispetto del metodo biologico.
Gli obiettivi europei
In pratica, le aziende agrituristiche hanno convertito i terreni al biologico in misura doppia rispetto alle normali aziende agricole. Il risultato è che già nel 2020 questo settore ha raggiunto e superato il target del 25% di superficie biologica fissato dall’Ue per il 2030. La conversione bio degli agriturismi incontra sempre più il favore degli utenti. Come evidenziato nel recente rapporto Gli italiani, il turismo sostenibile e l’ecoturismo realizzato per conto di Campagna Amica, prima di scegliere una struttura turistica, il 56% della popolazione si informa sull’attenzione riservata all’ambiente. Per il 39% l’attenzione di un albergo all’ambiente è dimostrata dalla presenza di un menu biologico e a chilometro zero; per il 55% dalla presenza di pannelli fotovoltaici e per il 33% dall’installazione di sistemi di risparmio di elettricità. Più basse, invece, le percentuali di persone che scelgono in base alla presenza di menu vegetariani o vegani: sono rispettivamente il 17% e il 12%. A dimostrazione che il biologico fa sempre più tendenza.