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Da Enrico VIII al magnate ceco Kretinsky, la Royal Mail diventa privata

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Il governo laburista di Starmer ha dato l’ok finale alla vendita da oltre 4 miliardi al miliardario. Garantiti occupazione e servizio universale
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Londra — Le sue caratteristiche buchette della posta rosse sono un’icona del Regno Unito, alla stregua degli autobus a due piani, dei taxi neri e del Big Ben. Fondata cinquecento anni or sono da Enrico VIII, da oggi la Royal Mail diventa di proprietà di uno degli uomini d’affari più ricchi della Repubblica Ceca: Daniel Kretinsky, titolare di una fortuna stimata in oltre 7 miliardi di euro, proprietario della squadra di calcio del West Ham a Londra e di un atollo alle Maldive, come pure di un conglomerato energetico che trasporta gas russo in Europa e per questo sospettato di legami con Vladimir Putin. In passato anche proprietario del quotidiano Le Monde in Francia.

Ciononostante, la trattativa avviata dal precedente governo conservatore per privatizzare la Posta Reale è stata approvata dall’attuale governo laburista: il miliardario ceco la acquista per 3 miliardi e 600 milioni di sterline (più di 4 miliardi di euro), con una serie di impegni “legalmente vincolanti” a garanzia del s…

Londra — Le sue caratteristiche buchette della posta rosse sono un’icona del Regno Unito, alla stregua degli autobus a due piani, dei taxi neri e del Big Ben. Fondata cinquecento anni or sono da Enrico VIII, da oggi la Royal Mail diventa di proprietà di uno degli uomini d’affari più ricchi della Repubblica Ceca: Daniel Kretinsky, titolare di una fortuna stimata in oltre 7 miliardi di euro, proprietario della squadra di calcio del West Ham a Londra e di un atollo alle Maldive, come pure di un conglomerato energetico che trasporta gas russo in Europa e per questo sospettato di legami con Vladimir Putin. In passato anche proprietario del quotidiano Le Monde in Francia.

Ciononostante, la trattativa avviata dal precedente governo conservatore per privatizzare la Posta Reale è stata approvata dall’attuale governo laburista: il miliardario ceco la acquista per 3 miliardi e 600 milioni di sterline (più di 4 miliardi di euro), con una serie di impegni “legalmente vincolanti” a garanzia del servizio che dovrà continuare a fornire. Trattandosi di una cosiddetta “infrastruttura vitale”, il take-over da parte di un imprenditore straniero, preannunciato la primavera scorsa, è stato infatti riesaminato da Downing Street in base alle leggi sulla sicurezza nazionale.

Kretinsky si è dovuto impegnare a mantenere “un prezzo per qualunque destinazione” (la regola per spedire lettere su tutto il territorio nazionale), a conservare nome, quartier generale e sede fiscale della Royal Mail per almeno cinque anni e a rispettare le richieste dei sindacati di non ridurre il numero dei dipendenti. Il governo britannico ha inoltre mantenuto una “golden share” nell’Ep Group, la società che ha formalizzato l’acquisizione: una partecipazione azionaria che consente speciali poteri di intervento e di veto. Il businessman ceco ha anche promesso di pagare ai dipendenti il 10 per cento di ogni profitto personale e la creazione di una commissione di lavoratori che si incontrerà mensilmente con il management.

Facendo rapporto al parlamento di Westminster sull’operazione, il ministro dell’Industria Jonathan Reynolds ha dichiarato che Kretinsky è “un legittimo imprenditore”, i cui presunti legami con la Russia sono già stati esaminati e smentiti due anni fa, quando era diventato il maggiore azionista della Posta. «È un investitore a lungo termine, con la missione di rendere la Royal Mail un moderno operatore con un servizio di alta qualità a beneficio di tutti», ha affermato il ministro.

I dubbi sul futuro dell’azienda, tuttavia, rimangono. Sebbene dica che nulla cambierà “finché sarò vivo”, gli impegni presi dal nuovo proprietario sono soltanto fino al 2030. E un fatto innegabile è che la Posta britannica è in crisi. Lo staff è immutato, 150 mila postini e impiegati, ma nello scorso decennio il volume di lettere spedite si è dimezzato: sia perché la gente comunica sempre meno per posta, sia per la concorrenza di Amazon e altri operatori privati per la spedizione di documenti e pacchi. Nel 2023 la Royal Mail ha chiuso con un minuscolo attivo grazie al servizio estero, ma ha ricevuto una multa di 10 milioni di sterline dalle autorità britanniche per disservizi in campo nazionale. Durante il governo conservatore i postini sono scesi più volte in sciopero per ottenere aumenti e in difesa del posto di lavoro. Il governo laburista del primo ministro Keir Starmer, che pure progetta di nazionalizzare alcuni settori vitali dell’economia, non ha esitato a privatizzare le Poste, dimostrando di non credere che lo stato possa rilanciarle.

Ci riuscirà un ricchissimo uomo d’affari ceco? Soprannominato “la Sfinge”, Kretinsky per ora non rivela i suoi piani. È vero che questo avvocato di 48 anni, figlio di un professore di informatica e di una giudice della Corte costituzionale, fidanzato con la figlia di un businessman ancora più ricco di lui, raramente sbaglia una mossa. Ma non è chiaro come intenda modernizzare il servizio postale senza ridurre il numero dei dipendenti e senza scatenare un nuovo braccio di ferro con i sindacati.

A Londra era noto per avere acquistato per 65 milioni di sterline (73 milioni di euro) una magione su Bishop Avenue, la cosiddetta “via dei miliardari”, e averla poi affittata per un po’ al cantante Justine Bieber per 25 mila sterline a settimana. Adesso ha di fatto messo il proprio nome sulla Posta Reale, fondata cinquecento anni or sono da Enrico VIII, le cui 115 mila cassette postali sono considerate alla stregua di monumenti nazionali. Lo avesse deciso Margaret Thatcher, ci sarebbe stata una sollevazione popolare. Oggi lo ha deciso un governo del Labour e nessuno batte ciglio, come se tutti fossero d’accordo che non esistono alternative.

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