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Esercito, Aeronautica e Marina: arriva il primo contratto firmato dai sindacati

La portaerei Garibaldi 

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Aumenti mensili del 5,89%. Per un graduato significa circa 100 euro netti in più. Tra le novità la “licenza solidale”: i militari possono cedere parte della propria licenza ordinaria eccedente le quattro settimane annue ai colleghi, per assistere familiari in gravi condizioni di salute. Fumata nera invece sullo smart working
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ROMA – Per Esercito, Marina e Aeronautica è la prima volta dei sindacati. Anzi, come li definisce la legge, delle “associazioni professionali a carattere sindacale tra militari di cui all’articolo 1476 del decreto legislativo 15 marzo 2010, n. 66”. Hanno fatto una lunga strada per arrivare al tavolo della trattativa, per ottenere e misurare le quote di rappresentanza: quello del triennio 2022-2024 è il primo contratto collettivo di lavoro che firmano, finora i rinnovi erano legati ad automatismi stabiliti per legge. La bozza su cui si è trovato l’accordo è considerata definitiva: la firma ufficiale è prevista per mercoledì 18, salvo imprevisti o disaccordi dell’ultim’ora.

Gli aumenti

Anche i militari fanno parte della Pubblica Amministrazione,…

ROMA – Per Esercito, Marina e Aeronautica è la prima volta dei sindacati. Anzi, come li definisce la legge, delle “associazioni professionali a carattere sindacale tra militari di cui all’articolo 1476 del decreto legislativo 15 marzo 2010, n. 66”. Hanno fatto una lunga strada per arrivare al tavolo della trattativa, per ottenere e misurare le quote di rappresentanza: quello del triennio 2022-2024 è il primo contratto collettivo di lavoro che firmano, finora i rinnovi erano legati ad automatismi stabiliti per legge. La bozza su cui si è trovato l’accordo è considerata definitiva: la firma ufficiale è prevista per mercoledì 18, salvo imprevisti o disaccordi dell’ultim’ora.

Gli aumenti

Anche i militari fanno parte della Pubblica Amministrazione, e quindi per loro sono previsti aumenti mensili del 5,89%. Per un graduato, spiega l’Aspmi (associazione sindacale professionisti militari), si traducono in circa 100 euro netti in più in busta paga. Ci sono poi aumenti settoriali legati a particolari attività, dal compenso forfettario di guardia che include ora un'indennità notturna per servizi armati e non, che garantirà un aumento complessivo di 21 euro lordi, all’indennità notturna per attività addestrative e operative di 12 euro lordi prevista per la Marina Militare.

Più attenzione alle esigenze familiari

Anche i militari tengono famiglia, e il nuovo contratto cerca di tenerne conto sotto diversi aspetti. Per i genitori affidatari o “in situazioni monoparentali” è previsto, su richiesto, l’esonero dal servizio notturno, fino a quando i figli non compiono 14 anni. E’ previsto anche per i genitori in coppia (ma possono prenderlo in via alternativa) quando il figlio è affetto da patologie gravi. Inoltre il personale con figli minori di 12 anni può usufruire di una licenza straordinaria della durata massima di 45 giorni complessivi nell’arco di 12 anni. I periodi di congedo parentale non riducono la licenza ordinaria e la tredicesima e sono interamente computati anche nell’anzianità di servizio.

E alla solidarietà

A sostegno della famiglia arriva anche la licenza solidale, una novità rispetto ai precedenti contratti: i militari possono cedere parte della propria licenza ordinaria, eccedente le quattro settimane annue, ai colleghi che hanno bisogno di più tempo per assistere familiari in condizioni di salute gravi.

Più attenzione agli straordinari

Sono normati con molta attenzione gli straordinari, a cominciare dalla suddivisione del Fondo in due parti: una metà viene riservata ai dirigenti, l’altra al rimanente personale contrattualizzato. Si stabilisce inoltre che le ore di lavoro eccedenti l'orario settimanale debbano sempre essere retribuite come straordinario, e in caso di impossibilità per limiti di bilancio, debbano essere recuperate con riposi compensativi entro il 31 dicembre dei due anni successivi.

No allo smart working

Non sono passate invece le richieste di alcuni dei sindacati di regolamentare lo smart working, che rimane possibile, ma difficile da organizzare, in assenza di una normazione ad hoc. Mentre la settimana di quattro giorni è possibile solo per motivi organizzativi, non per esigenze personali.

Sindacati soddisfatti, ma non troppo

Le associazioni sindacali sono abbastanza soddisfatte dei risultati, ma anche critiche. I rappresentanti di Aspmi Esercito si dicono convinti «del fatto che si è fatto il miglior lavoro possibile con le risorse a disposizione», ma chiedono che nella prossima contrattazione vengano onorati gli impegni assunti e non ancora messi nero su bianco. Anche il S.I.A.M.O. Esercito chiede che «gli impegni governativi presi a corredo del contratto, giudicato non solo da noi appena sufficiente», vengano utilizzati «come base di partenza non più rinviabile nel prossimo contratto». Più positivo il Sam (sindacato autonomo dei militari) che sottolinea anche l’importanza del fatto che la legge di Bilancio determini già da ora l’ammontare di risorse per i due prossimi rinnovi. L’Amus Aeronautica parla di “pagina storica” per i sindacati militari, ma chiede «un incontro formale con il presidente Meloni per stringere un patto di legislatura rispetto al finanziamento della previdenza dedicata e al finanziamento delle indennità accessorie, compreso lo straordinario, connesse alla specificità militare». Per la Marina Militare, infine, soddisfazione per l’ottenimento dell’indennità notturna per chi svolge attività operativa, ma, sottolinea il sindacato Sim, servono interventi strutturali perché «la Marina è sotto organico anche per una costante fuoriuscita di personale ed una mancanza di appeal nella partecipazione ai concorsi».

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