Economia

Patto Stellantis-governo. Urso: “Rilanciamo il settore auto”. Imparato: “Pronti a fare squadra”

Patto Stellantis-governo. Urso: “Rilanciamo il settore auto”. Imparato: “Pronti a fare squadra”

Il produttore presenta il nuovo piano per l’Italia al ministero delle Imprese. Il ministro: “Oltre un miliardo per l’auto in Italia”. La casa automobilistica: “Arriva la piattaforma delle citycar dal 2028, 2 miliardi di investimenti nel 2025 sulle fabbriche”

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ROMA – "Ora possiamo rimettere sulla giusta strada l'auto italiana e europea, possiamo farlo da oggi in Italia, dobbiamo farlo insieme in Europa. È il momento delle decisioni, è il momento della responsabilità". Il ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso, ha aperto i lavori del Tavolo Stellantis al ministero delle imprese. "Il sistema Italia può agire insieme per il rilancio del settore automotive nella difficile fase di rinnovamento tecnologico e transizione industriale", ha aggiunto il ministro. Che ringrazia tutti: “Dopo due anni di intenso lavoro comune ci permettono finalmente di segnare una svolta, in Italia e in Europa”.

Urso punta a cambiare la politica della Ue sulla transizione verso l’elettrico. “Siamo in prima linea per superare le ideologie del green deal e realizzare finalmente un approccio pragmatico e realistico, capace di coniugare la sostenibilità ambientale con le esigenze produttive e sociali del nostro sistema industriale". E ricorda il consenso ricevuto sul non-paper, il documento che chiede di anticipare le modifiche del percorso verso il 2035, anno dal quale si potranno vendere in Europa solo auto elettriche.

Stellantis risponde alle sollecitazioni del ministro. "Il treno della storia non si ferma due volte. Il tempo è venuto per noi, Stellantis, di fare squadra con l'Italia per affrontare le sfide esistenziali che affrontiamo e sottovalutate da alcuni in Europa. Lo farò direttamente, concretamente. Odio le promesse non mantenute e non voglio essere smentito dai fatti. Quindi ci metto la faccia", ha detto Jean-Philippe Imparato, responsabile europeo di Stellantis. E poi ha aggiunto, prima di illustrare punto per punto il nuovo piano che prevede 2 miliardi di investimenti nel 2025 e l’arrivo nel 2028 della piattaforma per le city car a Pomigliano d’Arco, che “tutti gli stabilimenti italiani rimarranno attivi: e già dal 2026 la capacità produttiva crescerà grazie ai nuovi modelli”.

Al tavolo, oltre al ministro Urso, anche i ministri all’Economia, Giancarlo Giorgetti, e al Lavoro, Marina Calderone, oltre ai sindacati e ai vertici dell’Anfia, l’associazione di categoria el settore auto.

"Siamo consapevoli che il settore auto è in una fase di profondi cambiamenti. Per questo il governo, in un contesto di bilancio difficile, ha compiuto uno sforzo significativo, mettendo a disposizione del comparto e della filiera oltre un miliardo di euro nel 2025 per supportare le imprese nella transizione in corso con gli strumenti di politica industriale. La transizione va governata senza traumi, per questo abbiamo chiesto a Stellantis di assumersi la piena responsabilità sociale e di lavorare con noi, con tutti gli attori, perché questo caratterizzi il modello italiano", ha detto poi Urso.

Il ministro è soddisfatto del piano presentato dal costruttore italo-franco-americano: “E’ un piano che pone al centro della strategia di Stellantis la produzione e l'occupazione in italia, con il mantenimento di tutti gli stabilimenti, investimenti significativi in ricerca e sviluppo, in nuovi modelli e piattaforme produttive, con la valorizzazione del made in Italy e la tutela del lavoro, la riqualificazione delle competenze e il ricambio generazionale”. E poi ha aggiunto: “Già nel 2025 impegni chiari e specifici nel territorio, sugli investimenti produttivi e sullo sviluppo degli stabilimenti, sul rapporto collaborativo con l'indotto e con un piano acquisti per la componentistica nazionale, la valorizzazione dei centri di ingegneria, ricerca e design in Italia. E nel contempo un impegno comune in Europa per rivedere le regole sull'automotive, così come espresse nel nostro 'non paper'. Riteniamo che il piano Italia che ora l'azienda illustrerà dia riscontro a queste indicazioni".

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