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Schlein sulla sanità: “Agli infermieri solo 7 euro, per loro ce n’erano 7 mila”

Elly Schlein, segretaria del Pd

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Il Pd incassa il dietrofront sugli stipendi dei ministri, ma la segretaria rilancia senza successo l’emendamento delle opposizioni per 5,5 miliardi al servizio sanitario nazionale
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ROMA — «In questi giorni si dibatte dell’intenzione della maggioranza di aumentare lo stipendio dei ministri di 7 mila euro, invece agli infermieri viene aumentato solo di 7 euro al mese», attacca Elly Schlein in commissione Bilancio.

«Cosa ci state dicendo? Per voi il lavoro dei ministri vale mille volte più di quello degli infermieri che si prendono cura degli italiani?».

Non si rassegna, la segretaria del Pd, allo «smantellamento della sanità» e alla fine, anche quando in serata il governo si prepara a ritirare la norma contestata sugli stipendi dei ministri, resta in piedi la contestazione sull’emergenza salute.

L’urlo di Meloni

Ha ancora nelle orecchie l’urlo di Giorgia Meloni, tornata il giorno prima a ribadire, concludendo la festa di At…

ROMA — «In questi giorni si dibatte dell’intenzione della maggioranza di aumentare lo stipendio dei ministri di 7 mila euro, invece agli infermieri viene aumentato solo di 7 euro al mese», attacca Elly Schlein in commissione Bilancio.

«Cosa ci state dicendo? Per voi il lavoro dei ministri vale mille volte più di quello degli infermieri che si prendono cura degli italiani?».

Non si rassegna, la segretaria del Pd, allo «smantellamento della sanità» e alla fine, anche quando in serata il governo si prepara a ritirare la norma contestata sugli stipendi dei ministri, resta in piedi la contestazione sull’emergenza salute.

L’urlo di Meloni

Ha ancora nelle orecchie l’urlo di Giorgia Meloni, tornata il giorno prima a ribadire, concludendo la festa di Atreju, che «il nostro è lo stanziamento più alto di sempre», per di più ironizzando sull’abilità a far di conto della leader dem: «Il calcolo non è difficile, anche senza calcolatrice, che mi pare serva a voi», la battutina lanciata dal palco del Circo Massimo a proposito della sua recente gaffe negli studi di Bruno Vespa.

Ma per la leader del principale partito progressista non c’è proprio niente da ridere. «Questo è un emendamento unitario delle opposizioni che propone di aumentare il fabbisogno sanitario standard con 5,5 miliardi l’anno per il prossimo triennio: non sarebbero sufficienti a portare la spesa sanitaria italiana alla media europea, ma rappresenterebbe un passo avanti, una inversione di tendenza», sventola Schlein il documento in mattinata, intervenendo in commissione.

La prevenzione

Insiste, illustrando anche «lo sforzo» fatto dalla minoranza per «cercare fondi altrove rispetto alle vostre misure bandiera». Da indirizzare su «alcune priorità: il superamento del tetto dei 400 milioni per il personale in servizio, un miliardo per la prevenzione. Le risorse che non mettete voi le stanno mettendo i cittadini di tasca propria», il j’accuse, che precede l’appello al centrodestra. «Ragionate, fermatevi e votatelo insieme a noi. Vi proponiamo una strada diversa dalla vostra e di percorrerla insieme».

La risposta è granitica: no. L’idea, già avanzata altre volte, viene rispedita al mittente. Bocciata.

La rivendicazione

Non sarebbe potuta andare altrimenti. Sono mesi che la presidente del Consiglio rivendica di aver stanziato «6,4 miliardi in più in 2 anni», vantando il «record della storia d’Italia per il Fondo sanitario nazionale: 136,48 miliardi nel 2025 e 140,6 miliardi nel 2026».

E altrettanti che l’avversaria di centrosinistra si sgola a spiegare che i numeri assoluti sono fuorvianti, in tutto il mondo «il calcolo della spesa va fatta in rapporto al Pil». E, utilizzando questo metro, la dotazione disposta dal governo è tutt’altro che in salita.

A certificarlo è pure la Corte dei Conti, secondo cui nel 2024 il rapporto spesa-Pil è al 6,3%, dato che non varierà nel prossimo biennio, restando comunque più basso rispetto al passato.

Stesso discorso per il rapporto Fondo sanitario-Pil: oggi è al 6,12%, scenderà al 6,05. Un record sì, ma negativo.

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