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Tim, i fondi Cvc valutano di comprare il 23,75% in mano a Vivendi

(ansa)

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Tornano le voci di una trattativa tra i francesi e il fondo di private equity. Domani al cda di Telecom l’offerta per cedere Sparkle
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MILANO — Nel giorno in cui Vivendi si divide in quattro società separate per far emergere tutto il valore delle varie partecipazioni, la holding che controlla il 23,75% di Telecom Italia vola in rialzo del 41,7% sulla Borsa di Parigi anche in scia alle voci di una trattativa con Cvc per la vendita della quota nell’ex monopolista della telefonia tricolore.

I contatti con Cvc, e non solo, erano iniziati mesi fa

Il fondo di private equity che in Italia, tra le altre cose, controlla Recordati, da anni è in contatto con Vivendi, ma finora non ha mai trovato un modo per rilevare la quota di Tim, che ieri in Borsa valeva un miliardo (ma che fu pagata 3,9 miliardi o 1,07 euro a titolo). Nel luglio del 2022 proprio Vivendi aveva espresso le sue riserve sulla vendita da parte di Tim del 49% della sua divisione Enterprise a Cvc. Allora il private equity aveva valutato la controllata che offre servizi alle imprese e alla Pa 7 miliardi. Sommando la valutazione fatta da Cvc nel 2022 sull’Enterprise…

MILANO — Nel giorno in cui Vivendi si divide in quattro società separate per far emergere tutto il valore delle varie partecipazioni, la holding che controlla il 23,75% di Telecom Italia vola in rialzo del 41,7% sulla Borsa di Parigi anche in scia alle voci di una trattativa con Cvc per la vendita della quota nell’ex monopolista della telefonia tricolore.

I contatti con Cvc, e non solo, erano iniziati mesi fa

Il fondo di private equity che in Italia, tra le altre cose, controlla Recordati, da anni è in contatto con Vivendi, ma finora non ha mai trovato un modo per rilevare la quota di Tim, che ieri in Borsa valeva un miliardo (ma che fu pagata 3,9 miliardi o 1,07 euro a titolo). Nel luglio del 2022 proprio Vivendi aveva espresso le sue riserve sulla vendita da parte di Tim del 49% della sua divisione Enterprise a Cvc. Allora il private equity aveva valutato la controllata che offre servizi alle imprese e alla Pa 7 miliardi. Sommando la valutazione fatta da Cvc nel 2022 sull’Enterprise alla quota di controllo di Tim Brasil (che in trasparenza vale circa 4 miliardi di euro), ecco che per il private equity lanciare un’offerta sulla società italiana e cedere le altre attività avrebbe una forte convenienza finanziaria, dato che tra capitalizzazione (ieri 6,4 miliardi) e debiti (circa 7 miliardi attesi a fine anno), Tim resta sottovalutata rispetto al valore dei suoi asset. Peraltro in attesa che si decida sul rimborso del canone da un miliardo (per cui ieri il giudice ha invitato Tim e il governo a trovare un accordo), domani il Mef insieme a Retelit consegnerà al cda di Tim un’offerta vincolante da 700 milioni sui cavi sottomarini di Sparkle.

Senza Sparkle e la rete, è un target più facile

Una volta assicurato il controllo di Sparkle in mani pubbliche, per il governo difendere il controllo di Tim con il golden power sarebbe infatti più complicato. Certo la società guidata da Pietro Labriola continua a detenere asset strategici, come Telsy e il cloud dell’Enterprise. Tuttavia Cvc è un investitore professionale conosciuto, e che per i servizi informatici di Matic Mind (controllata al 70%) ha come socio di minoranza Cdp, che peraltro è azionista di Tim con il 9,81% del capitale.

Fatto sta che le voci rilanciate ieri da Bloomberg su una trattativa in corso tra Vivendi e Cvc, hanno fatto impennare sia le azioni francesi- che fin dalla mattina erano in terreno positivo - sia quelle di Tim (+5,69% a 0,27 euro). Non è detto che la trattativa vada in porto, nè che all’acquisto della quota di Vivendi segua un’Opa, tuttavia essendo Cvc un private equity di standing, sarebbe difficile influenzare la gestione dell’azienda e creare valore per il titolo senza detenere una partecipazione di maggioranza, tanto più che il gruppo francese non è nemmeno rappresentato nel cda di Telecom Italia.

Anche altri investitori alla finestra

Sono mesi che Vivendi ha annunciato di voler cedere la sua quota in Tim, ma nonostante l’interesse di vari interlocutori dalla Iliad di Xavier Niel ad alcuni fondi sovrani, finora il colosso francese guidato da Yannick Bolloré non è mai riuscito a trovare un accordo. Resta che la debolezza in Borsa di Tim (che dopo il balzo di ieri resta giù del 6,6% rispetto a inizio 2024) rende l’azienda più vulnerabile, soprattutto ora che gli asset strategici come la rete, ceduta a Kkr (con il Mef in minoranza), o Sparkle, sono stati assicurati in mani gradite al governo. Intanto Labriola va avanti con il piano industriale, che sarà presentato al mercato il prossimo 13 febbraio.

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