Sorpasso di Google: seconda in Italia per ricavi dopo la Rai. Pubblicità, dominio dei giganti web
di Aldo FontanarosaROMA – Se fosse un film, si intitolerebbe “Il sorpasso”. A mettere la freccia e a scattare in avanti è Google che conquista – prima volta nella storia – la seconda posizione nella classifica dei ricavi del nostro Paese. Siamo, ovviamente, nell’ambito della comunicazione.
Il motore di ricerca statunitense, testa d’ariete dei giganti senza freni di Internet, supera sia Sky e sia il gruppo Berlusconi (Fininvest) nella graduatoria dei fatturati, qui in Italia.
Come sempre, è il Garante AgCom a fotografare i rapporti di forza (attenzione: per l’anno 2022) tra tutte le società che lavorano nella comunicazione italiana, incluse le straniere.
Il metro per misurare
Per farlo, il Garante AgCom usa un metro che i tecnici chiamano SIC. Il SIC è come una torta: è la torta complessiva dei ricavi della comunicazione. Un dolce – pari a 19,36 miliardi nel 2022 – suddiviso in 12 fette, ognuna ad appannaggio di una diversa società.
Ed è qui che prende forma la novità. Se andiamo alla fotografia preced…
ROMA – Se fosse un film, si intitolerebbe “Il sorpasso”. A mettere la freccia e a scattare in avanti è Google che conquista – prima volta nella storia – la seconda posizione nella classifica dei ricavi del nostro Paese. Siamo, ovviamente, nell’ambito della comunicazione.
Il motore di ricerca statunitense, testa d’ariete dei giganti senza freni di Internet, supera sia Sky e sia il gruppo Berlusconi (Fininvest) nella graduatoria dei fatturati, qui in Italia.
Come sempre, è il Garante AgCom a fotografare i rapporti di forza (attenzione: per l’anno 2022) tra tutte le società che lavorano nella comunicazione italiana, incluse le straniere.
Il metro per misurare
Per farlo, il Garante AgCom usa un metro che i tecnici chiamano SIC. Il SIC è come una torta: è la torta complessiva dei ricavi della comunicazione. Un dolce – pari a 19,36 miliardi nel 2022 – suddiviso in 12 fette, ognuna ad appannaggio di una diversa società.
Ed è qui che prende forma la novità. Se andiamo alla fotografia precedente, quella per il 2021, la classifica italiana vedeva in testa la Rai, seguita da Sky e Fininvest. Lei, Google, era soltanto in quarta posizione.
Ora, invece, Google schiaccia il piede sull’acceleratore guadagnando la seconda piazza a danno proprio di Sky e Fininvest, che slittano nella terza e quarta.
Il divario
Le prove dello strapotere dei colossi della Rete sono molteplici. Se Google aveva una fetta grande il 10% nel 2021, adesso la fetta si allarga all’11,3. Se un altro gigante come Facebook poteva contare sul 6,9% nel 2021, ora cresce fino al 7,6%.
Un’ulteriore prova arriva da una seconda classifica che sempre il Garante AgCom stila: quella dei ricavi suddivisi per tipologia. Anche qui la pubblicità raccolta in Internet – soprattutto da aziende come Google e Facebook – svetta in prima posizione.
Parliamo di 6,31 miliardi, pari al 32.6% di tutte le risorse nazionali della comunicazione.
Spiega il Garante AgCom: “Dall’analisi emerge con chiarezza il primato della pubblicità online (6,3 miliardi nel 2022, pari al 32,6% del SIC), con una crescita che prosegue a ritmi sostenuti (+55% in due anni)”.
Salta agli occhi anche “un divario sempre più pronunciato rispetto alle risorse pubblicitarie sui mezzi tradizionali (che rimangono costanti rispetto all’anno precedente, per un valore di 4,98 miliardi, pari al 29,6%)”.
Le contromisure
Le due classifiche, e la ripartizione non equa delle risorse del settore, sono elementi sufficienti a giustificare delle misure correttive.
Misure che servirebbero a garantire un maggiore equilibrio nella distribuzione dei ricavi; e a cascata più libertà e pluralismo nel Paese.
A rendere ancora più urgenti simili misure è il dato atteso per il 2023. Tutte le proiezioni del Garante AgCom dicono che Google avvicinerà moltissimo la Rai preparandosi a superarla sullo slancio.