Manovra, un miliardo per la Tav. Via libera anche a nuovi fondi per le infrastrutture
di Emma BonottiMILANO – In arrivo un miliardo in più per la Tav Torino-Lione e un altro alle Ferrovie per le opere del Pnrr. È quanto prevede l'emendamento alla manovra proposto dalla Lega, riformulato e oggi approvato in commissione Bilancio alla Camera. Altri 200 milioni vanno alla linea Sibari-Catanzaro, 708 milioni vengono destinati al settore idrico e 36 alla diga di Campolattaro. Si aggiungono così nuovi fondi per le infrastrutture, oltre all'incremento delle risorse per il Ponte sullo Stretto di Messina, anche attraverso lo strumento del Fondo di sviluppo e coesione.
Escluso il personale Rai dalla spending review
Oggi la commissione Bilancio si è riunita per il terzo giorno di fila per approvare gli emendamenti alla manovra 2025. Tra quelli analizzati, è arrivato il via libera al…
MILANO – In arrivo un miliardo in più per la Tav Torino-Lione e un altro alle Ferrovie per le opere del Pnrr. È quanto prevede l'emendamento alla manovra proposto dalla Lega, riformulato e oggi approvato in commissione Bilancio alla Camera. Altri 200 milioni vanno alla linea Sibari-Catanzaro, 708 milioni vengono destinati al settore idrico e 36 alla diga di Campolattaro. Si aggiungono così nuovi fondi per le infrastrutture, oltre all'incremento delle risorse per il Ponte sullo Stretto di Messina, anche attraverso lo strumento del Fondo di sviluppo e coesione.
Escluso il personale Rai dalla spending review
Oggi la commissione Bilancio si è riunita per il terzo giorno di fila per approvare gli emendamenti alla manovra 2025. Tra quelli analizzati, è arrivato il via libera al testo che esclude dalla spending review prevista per la Rai i costi del personale. La stretta, limitata alle consulenze esterne, prevede una riduzione dei costi per il 2026 almeno del 2% rispetto al corrispondente ammontare sostenuto nella media del triennio 2021-2023, una percentuale che sale al 4% nel 2027. Un altro emendamento su cui è si è acceso il semaforo verde esclude le Forze dell'Ordine e i Vigili del Fuoco dalla norma prevista dalla legge di bilancio che limita per il prossimo anno il turnover al 75%. Salvi anche i ricercatori universitari, per i quali - prevede lo stesso testo - la possibilità di assumere è fissata nella misura del 100% per il 2025. Infine, un altro emendamento soppressivo bipartisan, approvato sempre in commissione, esclude dal blocco parziale anche le regioni a statuto ordinario, gli enti locali con più di 20 dipendenti e le camere di commercio, industria, artigianato e agricoltura.
Non passa il nuovo semestre per spostare il Tfr a fondi pensione
Oltre a quelli già citati, hanno ottenuto il via libera della commissione anche una raffica di altri emendamenti, come quello che prevede una flat tax al 5% per gli straordinari degli infermieri a partire dal 2025, oppure quello che stabilisce un fondo da mezzo milione per il prossimo anno per promuovere nei piani di offerta formativa "interventi educativi e corsi di informazione e prevenzione rivolti a studenti delle scuole secondarie di primo e di secondo grado, relativamente alle tematiche della salute sessuale e dell'educazione sessuale e affettiva". Niente da fare, invece, per l'apertura di un nuovo semestre per la scelta da parte del lavoratore di spostare il trattamento di fine rapporto (Tfr) dall'azienda alla previdenza complementare con la regola del silenzio-assenso. La proposta di modifica di Fratelli d'Italia alla legge di bilancio, infatti, non ha superato l'esame in commissione alla Camera. Si starebbe comunque ragionando sull'ipotesi dell'inserimento in un altro provvedimento.
Pagano (Pd): ok emendamento su case danneggiate dall’ex Ilva
Infine, il deputato del Pd Ubaldo Pagano annuncia di persona l’ok all’emendamento sulle case danneggiate dalle polveri dell’ex Ilva. "Il governo Meloni aveva pensato bene di ridurre di 200mila euro all'anno il fondo che riconosce gli indennizzi per i danni causati dall'Ilva alle case degli abitanti del quartiere Tamburi. Solo grazie a un mio intervento in extremis, siamo riusciti a cancellare quella riduzione e portare il fondo a 4,7 milioni di euro per il prossimo anno". A sua detta, si tratta di "una somma che, però, non sarà sicuramente sufficiente a riconoscere un indennizzo vicina al 100% per tutti i richiedenti. Per questo, quando la manovra approderà in Aula, chiederò di nuovo al governo di approvare il mio ordine del giorno per chiedere un aumento sostanzioso del fondo”.