MILANO – L’Italia si appresta a chiudere il 2024 con un aumento del Pil di mezzo punto percentuale, anche secondo EY. In linea con Banca d’Italia, Ocse, Istat e altri studi, la società di consulenza prevede una crescita economica moderata per l’anno in corso, sostenuta principalmente dal graduale aumento dei consumi (+0,7%) e dal contributo della comanda estera (+0,6%). In frenata, invece, gli investimenti, appesanti da un contesto geopolitico ed economico ancora incerto: nonostante il balzo di quasi il 20% di quelli pubblici, anche grazie al Pnrr, l’apporto dei privati scenderà del 3,7%, portando a un bilancio in negativo dello 0,2%.
Il traino delle M&A
“Il 2024 è andato tutto sommato bene, con una crescita moderata ma un mercato M&A vivace”, commenta Marco Daviddi, Managing Partner Strate…
MILANO – L’Italia si appresta a chiudere il 2024 con un aumento del Pil di mezzo punto percentuale, anche secondo EY. In linea con Banca d’Italia, Ocse, Istat e altri studi, la società di consulenza prevede una crescita economica moderata per l’anno in corso, sostenuta principalmente dal graduale aumento dei consumi (+0,7%) e dal contributo della comanda estera (+0,6%). In frenata, invece, gli investimenti, appesanti da un contesto geopolitico ed economico ancora incerto: nonostante il balzo di quasi il 20% di quelli pubblici, anche grazie al Pnrr, l’apporto dei privati scenderà del 3,7%, portando a un bilancio in negativo dello 0,2%.
Il traino delle M&A
“Il 2024 è andato tutto sommato bene, con una crescita moderata ma un mercato M&A vivace”, commenta Marco Daviddi, Managing Partner Strategy and Transactions di EY in Italia. L’anno si dovrebbe chiudere con circa 1.300 operazioni, il 7% in più rispetto al 2023, per un totale investito di 60-65 miliardi di euro. Per quasi due terzi, i deal garantiscono il consolidamento del settore o delle filiere produttive, mentre gli investimenti all’estero pesano per circa 15 miliardi con oltre 270 operazioni.
Anche nel 2025 crescita sotto all’1%
Anche nel 2025 il Pil crescerà meno di un punto percentuale, dello 0,8%. Le aziende dovranno sì affrontare diverse sfide, come l’innovazione tecnologica, ma il sentiment registrato dagli esperti, unito ai fondamenti dell’economia italiana, “permettono di essere moderatamente ottimisti per il 2025”, prosegue Daviddi. È prevista una leggera accelerazione dei consumi privati (+0,8%), mentre per gli investimenti proseguirà la contrazione del 2024 (-1,2%), dovuta principalmente alla riduzione di quelli in costruzioni (-10,9% per le abitazioni private, -4,3% per i fabbricati), legata alla fine delle misure di sostegno, i cui effetti si protrarranno anche nel 2025. Notizie positive arriveranno da altre categorie di investimenti privati, come quelli in macchinari (+5,9%) e intangibili (+1,6%), grazie al calo del costo del denaro e alla ripresa della domanda mondiale.
L’umore dei manager regge
Nonostante lo scenario in chiaro scuro, l’umore dei manager regge. Anzi, secondo l’outlook sui ceo di EY, le aziende italiane sono fiduciose rispetto alle sfide e opportunità future. Il 62% degli intervistati è ottimista sulle prospettive del Paese, mentre il 72% prevede una crescita dei ricavi e della profittabilità della propria azienda. C'è consapevolezza, tuttavia, della fragilità di alcune di queste aspettative: quasi il 40% degli intervistati considera il contesto economico globale e i disordini geopolitici come principali rischi.
Il mondo cresce ma a un passo più lento
Anche nel resto del mondo l’economia continuerà a crescere, “sebbene a un ritmo più lento rispetto agli anni precedenti”, spiega Emilio Rossi, Senior Economic Advisor, Oxford Economics. Secondo gli esperti, il Pil salirà del 3,1% nel 2024, con una decelerazione prevista sotto il 3% verso la fine del decennio a causa di fattori strutturali come la bassa natalità, la minore crescita cinese, la ridotta spinta della globalizzazione e l’elevato debito privato e pubblico. In Eurozona la crescita “rimarrà modesta”, influenzata, tra le altre cose, dall'elevata inflazione post-crisi energetica.