Tv, Rai con Mfe e F2i per una società unica delle antenne: firma su memorandum
di Aldo FontanarosaROMA – Il progetto di una società unica delle antenne televisive entra nel vivo. Oggi le tre parti interessate – Rai, Mfe (Mediaset) ed F2i – hanno firmato un Memorandum of Understanding non vincolante.
Obiettivo dell’intesa è approfondire gli “aspetti industriali” di una “eventuale aggregazione tra Rai Way ed EI Towers”. Aggregazione che avverrebbe – si legge in una nota – “nel rispetto del DPCM del 22 maggio 2024”, che modifica il precedente decreto del 17 febbraio 2022.
Il Memorandum of Understanding “prevede un periodo di esclusiva fino al 30 settembre 2025”. Capisaldi dell’operazione sono:
- “il mantenimento della quotazione della combined entity”;
- la esenzione “dall’obbligo di promuovere un’offerta pubblica di acquisto”.
Lo stato di salute
La potenziale aggregazione presuppone lo svolgimento di una due diligence che passerebbe ai raggi X lo stato di salute delle società in via di aggregazione (Rai Way ed EI Towers…
ROMA – Il progetto di una società unica delle antenne televisive entra nel vivo. Oggi le tre parti interessate – Rai, Mfe (Mediaset) ed F2i – hanno firmato un Memorandum of Understanding non vincolante.
Obiettivo dell’intesa è approfondire gli “aspetti industriali” di una “eventuale aggregazione tra Rai Way ed EI Towers”. Aggregazione che avverrebbe – si legge in una nota – “nel rispetto del DPCM del 22 maggio 2024”, che modifica il precedente decreto del 17 febbraio 2022.
Il Memorandum of Understanding “prevede un periodo di esclusiva fino al 30 settembre 2025”. Capisaldi dell’operazione sono:
- “il mantenimento della quotazione della combined entity”;
- la esenzione “dall’obbligo di promuovere un’offerta pubblica di acquisto”.
Lo stato di salute
La potenziale aggregazione presuppone lo svolgimento di una due diligence che passerebbe ai raggi X lo stato di salute delle società in via di aggregazione (Rai Way ed EI Towers).
Un advisor indipendente avrebbe anche il compito di valutare se hanno un valore congruo due contratti:
- quello che Rai Way ha firmato con la casa madre Rai (scadenza giugno 2028),
- e quello di EI Towers con Mfe (appena rinegoziato).
Un eventuale accordo vincolante richiederebbe – con la “approvazione da parte degli organi deliberativi delle parti coinvolte” – “l’ottenimento delle necessarie autorizzazioni regolamentari”, soprattutto da parte delle autorità anti-concentrazione.
Il decreto come bussola
In questa operazione, dunque, il governo adotta il DPCM di maggio come bussola. Questo decreto intanto ricorda la composizione azionaria di Rai Way che:
- per il 64,97% fa capo alla Rai;
- per il 33,7% fa capo ad azioni flottanti;
- e per l'1,33% è composto da azioni proprie.
Quindi prevede “un’ulteriore apertura al mercato” di Rai Way, la società pubblica delle antenne. Aggiunge quindi che “sono privilegiate, ove compatibili e nel rispetto del vigente quadro normativo di riferimento, le operazioni funzionali ad assicurare l’aggregazione tra soggetti del medesimo settore”, come è appunto EI Towers.
La qualità del segnale
Infine, “in caso di operazioni straordinarie, Rai mantiene una partecipazione nella società risultante dalle medesime operazioni tale da consentire la definizione di accordi di gestione e governance idonei a garantire i migliori standard di sicurezza e qualità per la diffusione dei contenuti del servizio pubblico radiotelevisivo”.
Secondo la banca d’affari Intermonte, citata dal Sole 24 Ore, questa potrebbe essere la composizione azionaria della società unica delle antenne, nata dall’unione tra Rai Way ed EI Towers:
- Rai al 31%,
- F21 al 23%,
- Mfe al 15%,
- flottante al 31%.