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Il futuro dell’auto sul tavolo di Bruxelles: “Pronti a sostenere la transizione”

La presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen (afp)

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Von der Leyen lancia il “dialogo strategico” con aziende e sindacati. In Europa nuovo calo delle vendite, crolla l’elettrico
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ROMA – In mezzo alla tempesta perfetta che sta colpendo il settore dell’auto europeo - tra vendite in calo, transizione incompiuta all’elettrico, concorrenza cinese e dolorose ristrutturazioni - la nuova Commissione prova a battere un colpo. Ieri l’esecutivo di Bruxelles ha annunciato che a gennaio partirà il Dialogo strategico sul futuro dell’industria automotive, iniziativa annunciata da Ursula von der Leyen lo scorso novembre che metterà attorno allo stesso tavolo aziende e sindacati per elaborare delle raccomandazioni in grado di rilanciare la competitività del settore, di incentivarlo e di adattare alla realtà degli obiettivi di transizione verde che in questo momento appaiono a molti come irrealizzabili.

Lanciando l’iniziativa Von der Leyen ha assicurato un «supporto all’industria nella profonda e rivoluzionaria transizione che ha di fronte», per «assicurarci che il futuro dell’auto resti fermamente radicato in Europa». Ma è presto per ipotizzare quali proposte usciranno dal tav…

ROMA – In mezzo alla tempesta perfetta che sta colpendo il settore dell’auto europeo - tra vendite in calo, transizione incompiuta all’elettrico, concorrenza cinese e dolorose ristrutturazioni - la nuova Commissione prova a battere un colpo. Ieri l’esecutivo di Bruxelles ha annunciato che a gennaio partirà il Dialogo strategico sul futuro dell’industria automotive, iniziativa annunciata da Ursula von der Leyen lo scorso novembre che metterà attorno allo stesso tavolo aziende e sindacati per elaborare delle raccomandazioni in grado di rilanciare la competitività del settore, di incentivarlo e di adattare alla realtà degli obiettivi di transizione verde che in questo momento appaiono a molti come irrealizzabili.

Lanciando l’iniziativa Von der Leyen ha assicurato un «supporto all’industria nella profonda e rivoluzionaria transizione che ha di fronte», per «assicurarci che il futuro dell’auto resti fermamente radicato in Europa». Ma è presto per ipotizzare quali proposte usciranno dal tavolo, se verranno incluse in un piano comune europeo specifico per il settore e soprattutto con che risorse, considerato che difficilmente a Bruxelles si potranno prendere decisioni di peso prima che le elezioni tedesche, a fine febbraio, consegnino un nuovo governo a Berlino.

Multe ai produttori, anche Scholz ci ripensa

Di certo va affrontato un primo tema urgente, cioè le multe che scatteranno dal prossimo anno sui produttori che sforeranno il tetto alle quote medie di CO2 emessa dalle auto vendute in Europa, sanzioni che la loro associazione Acea stima in oltre 15 miliardi di euro (anche se con un calcolo basato sui dati di vendita della prima metà del 2024, che non tiene conto dell’ulteriore evoluzione del mercato e dei possibili adattamenti delle case). Ieri, a margine del Consiglio europeo dedicato a migranti e Ucraina, il cancelliere tedesco uscente Olaf Scholz ha detto che «non ha senso gravarli ora con ulteriori multe» e che «la Commissione dovrebbe trovare un modo affinché non incidano sulla liquidità di chi deve investire», aggiungendo che questo «deve essere deciso presto, adesso».

La richiesta di cancellare o almeno sospendere le sanzioni è condivisa dal Partito popolare, il maggiore dell’Europarlamento, e da vari governi tra cui quello italiano, che insieme al governo ceco ha presentato un documento che chiede - più ampiamente - di anticipare al prossimo anno la revisione di tutti i target della transizione e che verrà ridiscusso al Consiglio competitività di marzo. Sulle multe anche il nuovo Commissario europeo all’Industria, il francese Séjourné, si è impegnato a trovare una soluzione, anche se all’interno della Commissione non sono poche le voci, dalla vice presidente Ribera, responsabile per il Green Deal, al commissario per l’Energia Hoekstra, contrarie a rivedere gli obiettivi, anche per il messaggio di incertezza che questo manderebbe (i limiti che scatteranno il prossimo anno sono stati fissati nel 2019). Come si assesteranno gli equilibri, tra Bruxelles, Berlino e le altre capitali, non è ancora chiaro.

Calano le vendite in Europa, male l’elettrico

Nel frattempo i dati sulle vendite di auto in Europa a novembre hanno mostrato un calo del 1,9% rispetto allo stesso mese dello scorso anno (1 milioni e 55 mila auto). Considerando il complesso dei primi undici mesi dell’anno il confronto con il 2023 resta di poco positivo (+0,6%) e sempre lontanissimo dai livelli pre-Covid. Francia e Italia sono i mercati dove il calo è più significativo, oltre il 10%, la Spagna l’unico in positivo. Scendono in maniera decisa le vendite di auto elettriche (-9,5%) con il nostro Paese sempre ultimo tra i maggiori, mentre aumentano del 18,5% quelle di veicoli ibridi, che per il terzo mese consecutivo superano all’uscita dai concessionari le auto a benzina.

Tra i produttori Stellantis perde a novembre il 10,8%, oltre la media, con una quota complessiva del mercato europeo che scende al 13,5% dal 14,8 di ottobre.

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