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Aiuto mi si è ristretto il sedile: è boom di biglietti in classe premium

La classe premium della compagnia Emirates 

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Viaggiatori in fuga dalle classi economy, sempre più da incubo. E così molte compagnie aeree introducono una fascia intermedia che, con una upgride dal costo accessibile, permette di volare comodamente
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ROMA – Le compagnie aeree brindano ad un sorprendente aumento della richiesta dei biglietti aerei in classe premium. Boom dunque per quella sorta di via di mezzo tra la scomodità della economy e il lusso inaccessibile della prima. La spiegazione, purtroppo, non sta nel fatto che siamo improvvisamente più ricchi. Ma che tra rischi Covid, ginocchia del vicino tra le scapole e sedili microbici un crescente numero di viaggiatori è sempre più disposto ad aprire il portafoglio per conquistarsi una postazione meno da incubo in aereo. Certo, considerando i tempi di crisi Bloomberg riferisce come persino le compagnie aeree sono rimaste sorprese da quanto, soprattutto i travelers americani, si siano mostrati disponibili a pagare per più comfort.

Le differenze prima e dop…

ROMA – Le compagnie aeree brindano ad un sorprendente aumento della richiesta dei biglietti aerei in classe premium. Boom dunque per quella sorta di via di mezzo tra la scomodità della economy e il lusso inaccessibile della prima. La spiegazione, purtroppo, non sta nel fatto che siamo improvvisamente più ricchi. Ma che tra rischi Covid, ginocchia del vicino tra le scapole e sedili microbici un crescente numero di viaggiatori è sempre più disposto ad aprire il portafoglio per conquistarsi una postazione meno da incubo in aereo. Certo, considerando i tempi di crisi Bloomberg riferisce come persino le compagnie aeree sono rimaste sorprese da quanto, soprattutto i travelers americani, si siano mostrati disponibili a pagare per più comfort.

Le differenze prima e dopo il Covid

Prima della pandemia, le più grandi compagnie statunitensi avevano impiegato un decennio a sperimentare offerte tariffarie intermedie tra la prima classe e la classe economica. Un esempio? Le file con spazio extra per le gambe e gli snack migliori. Ma i risultati erano stati poco soddisfacenti: Delta Air Lines, ad esempio, ha venduto solo il 14% delle sue tariffe di prima classe nel 2011. In tutto il settore, questa percentuale è cresciuta costantemente fino al 2020, ma la maggior parte dei posti non veniva acquistata e solo scambiata con miglia o regalata come upgrade ai viaggiatori.Quando i viaggi di piacere hanno ripreso a salire dopo la pandemia, le persone hanno smesso di affidarsi alla fortuna per ottenere un posto migliore gratuitamente e hanno cominciato ad acquistare sedili più comodi. Nel 2023, Delta ha venduto il 74% dei suoi posti di prima classe, un balzo che rifletteva le tendenze in tutto il mercato.

Secondo la società di ricerche di settore CAPA-Centre for Aviation, il volume delle tariffe premium nordamericane nell'ultimo trimestre del 2023 è aumentato di oltre il 36% rispetto allo stesso periodo del 2019 sulle rotte più trafficate. Questa crescita è stata sufficiente affinché le compagnie aeree si siano precipitate ad aggiungere nuovi tipi di cabine o più file di sedili di categoria superiore. United Airlines Holdings Inc., ad esempio, sta espandendo la zona premium del 75% per volo come parte di un programma annunciato nel 2021. In ottobre, la Delta ha spiegato che l'intera flotta avrebbe riprogettato le cabine nei prossimi anni. Ed anche Emirates ha aggiunto una classe premium alla business e alla inavvicinabile first. Questi cambiamenti insomma non significano solo più posti in prima classe; ma anche diversi tipi di cabine premium in diverse fasce di prezzo con combinazioni leggermente diverse di spazio, comfort e vantaggi. I vantaggi sulle tariffe premium? Cibo e vino migliori, kit pieni di articoli da toeletta di alta qualità, calzini e pantofole gratuiti.

La rabbia di chi resta in economy

Va detto che per i passeggeri costretti a restare in fondo all'aereo, tutto questo parlare di comfort migliorato potrebbe quasi sembrare una provocazione. Volare in classe economica infatti significa essere delle vittime di tutta una serie di svantaggi che vanno dal restringimento dello spazio dei sedili, ai vani portaoggetti sovraffollati sino alle scarse probabilità di riuscire a sedersi accanto a un sedile fortunatamente vuoto.

La storia della premiumizzazione

Il precursore della moderna tendenza alla “premiumizzazione” delle compagnie aeree era TWA, che era stata la prima compagnia aerea a trarre vantaggio da un cambiamento normativo che aveva consentito alle compagnie aeree statunitensi di separare i passeggeri in più cabine, creando i primi veri posti premium niente meno che nel 1955. All'epoca un consiglio federale fissò i prezzi delle tariffe tra le compagnie aeree e i passeggeri ovunque sull'aereo avevano gli stessi posti e la stessa quantità di spazio. Quando il settore fu liberalizzato nel 1979 si consolidò la demarcazione delle classi premium e economy tra le compagnie aeree. Pan Am, in particolare, era famosa per avere postazioni lussuose e cocktail lounge sui voli a lungo raggio.

La competizione sui prezzi

Una volta che le compagnie aeree hanno deciso di competere sui prezzi, i vantaggi e i sedili spaziosi sono scomparsi (oggi i passeggeri hanno 3 o 4 centimetri in meno tra lo schienale del sedile e quello davanti a loro). Le low cost si sono riversate sul mercato e hanno cercato in tutti i modi di far salire più persone sugli aerei per mantenere alti i ricavi e soddisfare la domanda. Addio alla comodità dunque, tranne nei casi dei clienti business a cui venivano regalati programmi fedeltà, frequent flyer e miglia. Poi, dopo il Covid, anche i clienti business sono scomparsi dai cieli. Così quando nel 2020 le convention e le riunioni sono diventate Zoom, le compagnie aeree hanno tagliato i prezzi e ideato strategie per convincere le persone a prenotare nella parte anteriore dell'aereo. In genere, le tariffe premium rappresentano il 3% del volume dei viaggiatori, ma rappresentano il 15% delle entrate dei passeggeri, secondo i dati dell'International Air Transport Association. Per molti vettori, ciò che ha funzionato meglio è un marketing più aggressivo delle classi tariffarie che sono solo “premium” e non richiedono ai viaggiatori di fare pagare un enorme differenza di prezzo. Un esempio? Con 250 euro in più della economy si può avere più spazio per le gambe, anziché una tariffa extra di 700 euro per un biglietto di prima classe. Risultato? Rispetto al pre pandemia ci sono più donne e più giovani disposti a pagare per volare comodi.

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