✕

Antitrust, multa da 540 mila euro a Poste Italiane: “Messaggi ingannevoli su Libretto smart”

Ascolta l'audio

La sanzione relativa a una pratica scorretta commessa tra gennaio e marzo 2015. Sulla vicenda era già intervento il Consiglio di Stato, annullando la multa, ma l’Authority ha aperto un nuovo procedimento
1 minuti di lettura

MILANO – Oltre mezzo milione di euro di multa per pratica commerciale scorretta. E’ la sanzione decisa dall’'Antitrust nei confronti di Poste italiane che ha contestato all’azienda alcune scorrettezze sulla promozione del “Libretto Smart” a inizio 2015. L'Autorità – si legge nel bollettino dell’Autorità – ha deciso di irrogare alla società Poste Italiane una sanzione amministrativa pecuniaria di 540.000 euro che dovrà essere pagata entro 30 giorni dalla notificazione. La pratica commerciale scorretta sui tassi di interesse sul libretto Smart - scrive l'Antitrust - " è stata posta in essere almeno dal 18 gennaio 2015 al 31 marzo 2015, periodo di diffusione dei messaggi analizzati".

Secondo l’Authority, l’iniziativa dell’azienda costituisce una pratica commerciale scorretta ai sensi degli articoli 20, 21 22 del codice del consumo, e ne vieta la diffusione o reiterazione. La pratica commerciale viene ritenuta dall’Agcm "contraria alla diligenza professionale e idonea, mediante la dif…

MILANO – Oltre mezzo milione di euro di multa per pratica commerciale scorretta. E’ la sanzione decisa dall’'Antitrust nei confronti di Poste italiane che ha contestato all’azienda alcune scorrettezze sulla promozione del “Libretto Smart” a inizio 2015. L'Autorità – si legge nel bollettino dell’Autorità – ha deciso di irrogare alla società Poste Italiane una sanzione amministrativa pecuniaria di 540.000 euro che dovrà essere pagata entro 30 giorni dalla notificazione. La pratica commerciale scorretta sui tassi di interesse sul libretto Smart - scrive l'Antitrust - " è stata posta in essere almeno dal 18 gennaio 2015 al 31 marzo 2015, periodo di diffusione dei messaggi analizzati".

Secondo l’Authority, l’iniziativa dell’azienda costituisce una pratica commerciale scorretta ai sensi degli articoli 20, 21 22 del codice del consumo, e ne vieta la diffusione o reiterazione. La pratica commerciale viene ritenuta dall’Agcm "contraria alla diligenza professionale e idonea, mediante la diffusione di messaggi pubblicitari ingannevoli e omissivi relativamente alle caratteristiche e alle limitazioni del prodotto" Libretto smart, "a falsare in misura apprezzabile il comportamento economico del consumatore medio" in relazione allo stesso prodotto.

I rilievi dell’Authority

Due in particolare i rilevi posti dall’Agcm. Da una parte il prodotto di risparmio promuoveva un tasso di interesse molto vantaggioso “senza, al contempo, informare delle principali condizioni alle quali la remunerazione dell’1,5% fosse effettivamente concessa”. Circostanza che secondo l’Auhority poteva quindi “non rappresentare in modo completo e veritiero le reali caratteristiche dell’offerta”. Inoltre, aggiunge l’Antitrust, la circostanza che nei messaggi pubblicitari venisse, invece,data particolare evidenza, tra le numerose caratteristiche del prodotto, a funzionalità che richiamano servizi dispositivi e di pagamento che caratterizzano conti correnti non vincolati (bonifici SEPA,carta elettronica, servizi dispositivi e informativi on line, trasferimenti facili, operazioni gratuite),poteva indurre in errore il consumatore rispetto alla natura del prodotto, che presenta in realtà caratteristiche di un prodotto vincolato, integrando per tal verso una violazione dell’articolo 21 del Codice del consumo”.

Le tappe della vicenda

Non è però la prima volta che la questione viene affrontata dall’Agcm. Un primo procedimento, con annessa sanzione, era stato già aperto nel 2015 e poi chiuso dopo che Poste Italiane si era rivolta al Consiglio di Stato, ottenendo l’annullamento a luglio di quest’anno e la restituzione della somma versata in relazione alla stessa vicenda. Ad ottobre però l’Autorità ha valutato di riaprire nuovamente il dossier, chiedendo un parere non vincolante a Consob. La Commissione si è dichiarata non competente, ma l’Agcm ha ritenuto di procedere nuovamente con il procedimento. Poste Italiane si è rivolta così a sua volta al Consiglio di Stato, non ritenendo coerente questa iniziativa dell’Agcm con l’annullamento stabilito a luglio.


Leggi i commenti