Agenzia delle entrate, Carbone per il dopo Ruffini
di Giuseppe ColomboRoma - Tutto pronto a Palazzo Chigi per la nomina del successore di Ernesto Maria Ruffini alla guida dell’Agenzia delle Entrate. Il nome atteso sul tavolo del consiglio dei ministri di oggi pomeriggio è quello di Vincenzo Carbone, l’attuale vicedirettore vicario e capo della divisione Contribuenti dell’Agenzia.
Ieri sera era lui l’unico candidato citato in ambienti di governo in vista del via libera alla procedura per il conferimento dell’incarico, che spetterà al Cdm deliberare una volta preso atto della proposta del ministro dell’Economia e delle Finanze.
Con la scelta del nuovo direttore, il governo chiude la questione Ruffini in pochi giorni: il direttore uscente, infatti, ha annunciato le sue dimissioni dieci giorni fa, in polemica con la politica fiscale…
Roma - Tutto pronto a Palazzo Chigi per la nomina del successore di Ernesto Maria Ruffini alla guida dell’Agenzia delle Entrate. Il nome atteso sul tavolo del consiglio dei ministri di oggi pomeriggio è quello di Vincenzo Carbone, l’attuale vicedirettore vicario e capo della divisione Contribuenti dell’Agenzia.
Ieri sera era lui l’unico candidato citato in ambienti di governo in vista del via libera alla procedura per il conferimento dell’incarico, che spetterà al Cdm deliberare una volta preso atto della proposta del ministro dell’Economia e delle Finanze.
Con la scelta del nuovo direttore, il governo chiude la questione Ruffini in pochi giorni: il direttore uscente, infatti, ha annunciato le sue dimissioni dieci giorni fa, in polemica con la politica fiscale del centrodestra. "Non mi era mai capitato di vedere pubblici funzionari essere additati come estorsori di un pizzo di Stato», ha dichiarato Ruffini ricordando le parole pronunciate da Giorgia Meloni a maggio dell’anno scorso, quando la premier disse che «"a lotta all’evasione si fa dove sta davvero l’evasione, quindi le big company, le banche, non il piccolo commerciante a cui chiedi il pizzo di Stato”.
Il nome di Carbone premia la soluzione interna: il vice di Ruffini, infatti, vanta un’esperienza trentennale all’interno dell’Agenzia tra incarichi operativi (è stato direttore provinciale di Roma) e presso la Direzione centrale, dove si è occupato di tributi e contenziosi. Dalla sua Carbone, classe 1963, può contare anche su un ottimo rapporto con il viceministro dell’Economia, Maurizio Leo, l’ideatore della riforma fiscale. La promozione da vicedirettore della divisione Contribuenti a direttore vicario è arrivata un mese fa. Assieme a una delega pesante: l’attuazione della riforma fiscale. Tutti segnali che attestano una visione comune.
D’altronde Giorgia Meloni ha dato indicazioni precise: bisogna scegliere un direttore delle Entrate “amico” per il Fisco amico. In lizza c’era anche Roberto Alesse, oggi alla guida dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, ma la sua scelta avrebbe obbligato il governo a procedere con un rimescolamento dei ruoli apicali delle Agenzie fiscali. Carbone, da interno, è funzionale invece a garantire continuità alla macchina dell’Agenzia. Macchina “amica”, è l’auspicio del governo.
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