Idroelettrico, appello degli esponenti al governo: “A rischio settore energetico strategico”
di Emma BonottiMILANO – Gli esponenti dell’idroelettrico lanciano un appello al governo italiano per “salvare la risorsa, gli interessi pubblici e i relativi comparti industriali” e chiedono di mettere il settore nelle condizioni di sviluppare un potenziale di investimenti di circa 15 miliardi di euro. In una pagina a pagamento sui principali quotidiani nazionali, imprese, associazioni imprenditoriali e di consumatori, sindacati e Onlus hanno firmato un manifesto dal titolo Uniti per l'Idroelettrico Italiano, in cui viene denunciato che "il Paese rischia di perdere un settore energetico strategico".
I rischi per il settore
L’argomento ha sollevato non pochi malumori visto che il governo – lamentano i firmatari dell’appello – aprirebbe le porte ad operatori di Paesi dove le aziende italiane non possono entrare con altrettanta libertà . “In un contesto in cui non sussiste, nemmeno a livello europeo, chiarezza sui principi da seguire nell'assegnazione delle concessioni – prosegue il manifesto – l'Ital…
MILANO – Gli esponenti dell’idroelettrico lanciano un appello al governo italiano per “salvare la risorsa, gli interessi pubblici e i relativi comparti industriali” e chiedono di mettere il settore nelle condizioni di sviluppare un potenziale di investimenti di circa 15 miliardi di euro. In una pagina a pagamento sui principali quotidiani nazionali, imprese, associazioni imprenditoriali e di consumatori, sindacati e Onlus hanno firmato un manifesto dal titolo Uniti per l'Idroelettrico Italiano, in cui viene denunciato che "il Paese rischia di perdere un settore energetico strategico".
I rischi per il settore
L’argomento ha sollevato non pochi malumori visto che il governo – lamentano i firmatari dell’appello – aprirebbe le porte ad operatori di Paesi dove le aziende italiane non possono entrare con altrettanta libertà . “In un contesto in cui non sussiste, nemmeno a livello europeo, chiarezza sui principi da seguire nell'assegnazione delle concessioni – prosegue il manifesto – l'Italia ha avviato procedure concorrenziali che hanno stimolato e stimoleranno l'interesse e la partecipazione di operatori europei e non europei, con grandi incertezze sulle prospettive del settore e sugli investimenti negli impianti". A detta dei firmatari, il rischio è anche quello di "rallentare il raggiungimento degli obiettivi di decarbonizzazione e di sviluppo sostenibile del sistema elettrico nazionale".
L’appello al governo
Da qui la richiesta al governo di "salvaguardare la risorsa, gli interessi pubblici e i relativi comparti industriali". I sottoscrittori chiedono in particolare di adottare "con effetto immediato opportuni provvedimenti normativi". L'obiettivo indicato è di consentire all'idroelettrico italiano di "sviluppare un potenziale di investimenti per circa 15 miliardi di euro", anche attraverso la collaborazione con le comunità locali, impedendo la partecipazione alle gare di operatori di Paesi che "non presentano reali condizioni di apertura e di accesso al mercato paragonabili a quelle italiane". Altro punto di arrivo vuole essere quello di permettere alle imprese di disporre di energia rinnovabile per accompagnare la decarbonizzazione dei processi industriali a prezzi competitivi.
Un settore strategico per il Paese
L’idroelettrico è una tra le principali fonti di energia rinnovabile del Paese. Nel 2023, i 4.800 impianti idroelettrici italiani hanno prodotto energia elettrica verde pari al fabbisogno di oltre 15 milioni di di famiglie, generando valore per circa 2 miliardi di euro l'anno e impiegando circa 12mila lavoratori altamente specializzati, in forma diretta o nell'indotto.
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L’elenco dei firmatari
La pagina porta la firma di Adiconsum, Adoc, Aiee, Amici della Terra, Anci, Anie Ass.Imprend.Idroelettrici, Fvg, Cittadinanzattiva, Codacons, Confagricoltura, Coordinamento Free, Elettricità Futura Fareambiente, Federbim, Federconsumatori, Federidroelettrica, Federmanager Filtcem-Cgil, Flaei-Cisl, Fondazione Sviluppo Sostenibile, Fondazione Symbola, Kyoto Club Lega Consumatori, Marevivo, Movimento Consumatori, Movimento difesa del cittadino, Uiltec-Uil e Utilitalia.