Carbone all’Agenzia delle Entrate con un mandato di un solo anno
di Aldo FontanarosaVincenzo Carbone
(fotogramma)ROMA — Toccherà a Vincenzo Carbone raccogliere l’eredità di Ernesto Maria Ruffini alla guida dell’Agenzia delle Entrate. Il Consiglio dei ministri di ieri fa propria l’indicazione del ministero dell’Economia avviando l’iter di nomina.
Carbone, però, resterà in carica fino al gennaio 2026, cioè fino alla scadenza naturale del suo predecessore, il dimissionario Ruffini.
C’era bisogno di un mandato a termine e di una soluzione interna - Carbone è già vicedirettore vicario dell’Agenzia - per placare le tensioni nella maggioranza.
Il ruolo di Leo
Se il viceministro Maurizio Leo (Fratelli d’Italia) si è speso per Carboni, tecnico di esperienza, altre componenti della destra premevano per Gabriella Alemanno (ora commissario Consob). A sua volta la Lega ambiva alla posizione.
Alla fine, la decisione definitiva sull’Agenzia è rinviata al 2026, per evitare fibrillazioni ulteriori nel centrodestra dopo quelle sulla manovra.
A gennaio 2026, peraltro, scadranno anche i vertici delle Agenzie delle …
ROMA — Toccherà a Vincenzo Carbone raccogliere l’eredità di Ernesto Maria Ruffini alla guida dell’Agenzia delle Entrate. Il Consiglio dei ministri di ieri fa propria l’indicazione del ministero dell’Economia avviando l’iter di nomina.
Carbone, però, resterà in carica fino al gennaio 2026, cioè fino alla scadenza naturale del suo predecessore, il dimissionario Ruffini.
C’era bisogno di un mandato a termine e di una soluzione interna - Carbone è già vicedirettore vicario dell’Agenzia - per placare le tensioni nella maggioranza.
Il ruolo di Leo
Se il viceministro Maurizio Leo (Fratelli d’Italia) si è speso per Carboni, tecnico di esperienza, altre componenti della destra premevano per Gabriella Alemanno (ora commissario Consob). A sua volta la Lega ambiva alla posizione.
Alla fine, la decisione definitiva sull’Agenzia è rinviata al 2026, per evitare fibrillazioni ulteriori nel centrodestra dopo quelle sulla manovra.
A gennaio 2026, peraltro, scadranno anche i vertici delle Agenzie delle Dogane e del Demanio. Dunque i partiti potranno riaprire i giochi su diverse posizioni della Pubblica amministrazione.
Le polemiche dimissioni
Carbone - classe 1963, una vita nell’amministrazione finanziaria - arriva sulla poltrona più alta delle Entrate dopo le polemiche dimissioni di Ruffini.
L’ex direttore dell’Agenzia non ha digerito le accuse del governo di intendere il fisco come un “pizzo di Stato”. Né pensa di aver contrastato, per partito preso, il progetto di una “fiscalità amica”.
Forti pressioni sono poi ricadute su Ruffini per la sua presunta intenzione di scendere in politica, come leader di una forza civica moderata nel campo del centrosinistra.
Dirigente per concorso
Laurea in Giurisprudenza alla Federico II di Napoli, master in Diritto tributario a Tor Vergata, avvocato, Carbone diventa dirigente del ministero dell’Economia nel luglio del 1997 (con concorso pubblico).
La sua scalata è graduale, ma continua. Lo ritroviamo direttore centrale Grandi contribuenti e internazionale; quindi capo divisione Contribuenti aggiunto. Infine, da ottobre 2024, vicedirettore vicario dell’Agenzia delle Entrate.
Autore di un Commentario al Testo Unico delle imposte sui redditi (Ipsoa), è Ufficiale al merito della Repubblica.