Economia

LE RINNOVABILI

“Catturerò l’energia solare con i miei micro satelliti”

“Catturerò l’energia solare con i miei micro satelliti”

Baiju Bhatt, fondatore di Robinhood, un patrimonio da 2 miliardi di dollari, lancia una startup per trasferire corrente fino alla Terra. Rivive il sogno di Asimov, ma con uno sguardo a Elon Musk

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LA colpa è di Isaac Asimov, che un’invenzione così l’aveva immaginata nel suo racconto Raziocino, anno 1941. A soli 21 anni il grande scrittore di fantascienza descrive stazioni orbitanti nello spazio che catturano l’energia solare, la trasformano in elettricità e la inviano sulla Terra per alimentare le attività degli umani.

Il miliardario statunitense Baiju Bhatt – 40 anni, laurea in Fisica e master in Matematica a Stanford – il racconto di Asimov lo ha letto e riletto da bambino. E con la mente a quelle pagine, 83 anni dopo ha fondato la startup Aetherflux (a San Carlos, in California). Una società che si propone la stessa avveniristica missione: accumulare l’energia solare nello spazio e spedirla sulla Terra.

Baiju Bhatt non è uno “scappato di casa”. Ha già creato una startup di successo - Robinhood, era il 2013 - che ha permesso a tante persone giovanissime di comprare titoli azionari senza pagare commissioni.

Il primo lancio nel 2026

Forte di un patrimonio personale che Bloomberg fissa a 2 miliardi di dollari, Baiju Bhatt presenta ora un progetto aggiornato alle tecnologie spaziali più innovative, con uno sguardo a Elon Musk.

Come la società Starlink di Musk, anche Baiju Bhatt punta a mandare in orbita una costellazione di satelliti di piccole dimensioni: migliaia. E come Musk vuole che i dispositivi gravitino vicini alla crosta terrestre.

Il primo di questi minuscoli satelliti della sua startup Aetherflux, Baiju Bhatt lo invierà in cielo a inizio del 2026 a soli 550 chilometri di altitudine. E se i micro-satelliti di Musk spediscono a terra il segnale Internet, quelli di Baiju Bhatt lo farebbero con l’energia.

Ora, l’accumulo di energia a bordo dei satelliti è un compito non impossibile. Nel 2023 il California Institute of Technology ha lanciato un suo piccolo satellite che montava delle celle solari dal film sottile.

Baiju Bhatt
Baiju Bhatt 

La triangolazione

E la missione di acquisizione dei raggi solari ha dato primi risultati incoraggianti. Il problema semmai è triangolare questa energia, a gettito continuo, verso noi umani. Baiju Bhatt è convinto di riuscirci grazie a dei laser a infrarossi che punteranno a piccole stazioni riceventi, in attesa sulla Terra.

«Se state pensando che tutto questo sia audace, è perché lo è», scrive Baiju Bhatt sul sito di Medium pochi giorni fa, mentre presenta il suo progetto. Audace ma anche - assicura - tecnicamente possibile.

E sembrano pensarla come lui tanti Paesi al mondo. L’Agenzia Spaziale Europea lavora a un suo progetto analogo, Solaris, già dal 2022. Anche i giapponesi dell’agenzia Jaxa hanno un loro piano d’azione.

Per soli 2 metri

Il Naval Research Laboratory (Usa) intanto ha lanciato un satellite in grado di trasferire 1,5 watt di energia nello spazio via laser (in verità per soli 2 metri). Ecco infine i cinesi che – proprio come Baiju Bhatt – puntano su mini-satelliti da instradare lungo la orbita terrestre bassa (Leo), tra i 200 e i 2000 chilometri dalla Terra. Primo lancio, entro il 2030.

Se l’esercito dei sognatori è nutrito, altrettanto forte è quello degli scettici. A guidarlo è Henri Barde (per anni ingegnere di punta all’Agenzia Spaziale Europea) che considera impraticabili tutti i progetti di conquista spaziale dell’energia solare. Barde spiega bene le sue ragioni in un lungo, dettagliato articolo per spectrum.ieee.org (l’8 maggio 2024).

L’articolo rievoca intanto i molteplici fragorosi fallimenti del passato. Nel 1979, la società di consulenza Arthur D. Little – su incarico della Nasa – scrive un piano per mettere in orbita 60 centrali, ciascuna capace di fornire fino a 10 gigawatt di energia alle principali città Usa. Il progetto, che sarebbe costato un trilione di dollari, tanto, fu accantonato.

I finanziamenti alla Nasa

Un secondo progetto della Nasa, nel 1995, ipotizza il lancio tra le stelle di una centrale in scala già nel 2020. Ma i finanziamenti del Congresso statunitense alla Nasa sono presto tagliati. Barde considera infine i propositi recenti che scommettono su satelliti di dimensioni minimali, come quello di Baiju Bhatt. Ma anche in questo caso ne sottolinea i costi proibitivi, ben più forti ad esempio di quelli del nucleare.

Lui, Baiju Bhatt, continua a sognare e sono con lui i tanti giovani che ha avviato alla finanza con la prima startup Robinhood. Quando Bhatt spiega che il nostro Sole, in una sola ora, genera l’energia che il mondo brucia in un anno, il cuore dei ragazzi pulsa di entusiasmo e tiene in vita il sogno suo, e di Asimov.

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