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Urso: “L’Italia al centro della strategia Stellantis”

Adolfo Urso (in primo piano) ospite di Bruno Vespa (agf)

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L’informativa al Consiglio dei ministri: “Nel 2025 otto miliardi di investimenti”
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MILANO — Il nuovo piano che Stellantis ha presentato al governo mette l’Italia «al centro delle sue strategie».

Così il ministro delle Imprese e del made in Italy Adolfo Urso ha sintetizzato l’esito dell’incontro dello scorsa settimana, con cui il produttore automobilistico ha annunciato gli obiettivi dell’azienda nel nostro Paese.

Il Piano Italia presentato lo scorso 17 dicembre in occasione del tavolo Stellantis al Mimit prevede «l’aumento dei modelli in produzione e la salvaguardia dei livelli occupazionali avviando processi di inserimento, aggiornamento e riqualificazione dei dipendenti», ha detto Urso nel corso dell’informativa sul settore automotive al Consiglio dei Ministri di ieri sera, secondo quanto riferito da fonti governative.

Un impegno s…

MILANO — Il nuovo piano che Stellantis ha presentato al governo mette l’Italia «al centro delle sue strategie».

Così il ministro delle Imprese e del made in Italy Adolfo Urso ha sintetizzato l’esito dell’incontro dello scorsa settimana, con cui il produttore automobilistico ha annunciato gli obiettivi dell’azienda nel nostro Paese.

Il Piano Italia presentato lo scorso 17 dicembre in occasione del tavolo Stellantis al Mimit prevede «l’aumento dei modelli in produzione e la salvaguardia dei livelli occupazionali avviando processi di inserimento, aggiornamento e riqualificazione dei dipendenti», ha detto Urso nel corso dell’informativa sul settore automotive al Consiglio dei Ministri di ieri sera, secondo quanto riferito da fonti governative.

Un impegno significativo

Urso ha quindi insistito sugli impegni assunti nel nostro Paese dalla società automobilistica, (il cui principale azionista, Exor è anche controllore di Gedi, editore di Repubblica): «Stellantis ha annunciato gli investimenti che effettuerà in Italia: per il 2025 sono previsti 2 miliardi di euro per gli stabilimenti e 6 miliardi di euro in acquisti da fornitori operanti nel nostro Paese. Un impegno significativo - ha proseguito il titolare del Mimit - che rappresenta una svolta rispetto a quanto fatto sinora, tanto più importante perché in controtendenza con quanto avviene nel resto d’Europa».

Nel suo resoconto ai ministri, Urso ha poi ricordato come - vista la fase molto delicata che il settore sta attraversando - il governo si sia attivato in sede europea per rivedere alcuni dei paletti fissati dall’Europa per arrivare alla fine dei motori termici entro il 2035, attraverso il non paper presentato lo scorso novembre al Consiglio Competitività.

Ampia convergenza

Un’iniziativa che secondo il ministro ha incontrato «ampia convergenza» tra gli Stati con «15 Paesi dell’Unione che si sono espressi a favore delle proposte contenute nel documento, basate su principi chiave come la neutralità tecnologica, la necessità di risorse comuni per il settore e l’autonomia strategica nella catena del valore delle batterie elettriche».

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