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Ecco Micar, in vigore il regolamento Ue che sdogana le cripto-attività

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Il pacchetto di norme è operativo a pieno regime. Separazione tra patrimoni degli emittenti e dei clienti e maggiore trasparenza informativa. La lente di Consob e Bankitalia per evitare gli abusi. Restano fuori gli Nft
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Più tutele per gli investitori, maggiori obblighi di trasparenza a carico degli emittenti, ma anche lo sdoganamento delle cripto-attività (anche se non tutte), che fin qui erano state considerate borderline da legislatori e autorità di controllo. È la sintesi del MiCar (Markets in Crypto- Assets Regulation), divenuto pienamente operativo oggi.

Regole uniformi per gli emittenti

Il regolamento comunitario stabilisce norme uniformi tra gli Stati aderenti per gli emittenti di cripto-attività che finora non sono stati regolamentati da altri atti dell’Unione e per i prestatori di servizi relativi alle stesse. “Vengono fissati gli obblighi di informativa e di trasparenza e si introducono misure per prevenire gli abusi, disciplinando al contempo la governance delle società emittenti”, spiega Fabrizio Vedana, avvocato e amministratore di Across group, multi-family office che offre servizi per la protezione dei patrimoni.

Tra le altre cose, il legislatore comunitario fissa i paletti per aiutare…

Più tutele per gli investitori, maggiori obblighi di trasparenza a carico degli emittenti, ma anche lo sdoganamento delle cripto-attività (anche se non tutte), che fin qui erano state considerate borderline da legislatori e autorità di controllo. È la sintesi del MiCar (Markets in Crypto- Assets Regulation), divenuto pienamente operativo oggi.

Regole uniformi per gli emittenti

Il regolamento comunitario stabilisce norme uniformi tra gli Stati aderenti per gli emittenti di cripto-attività che finora non sono stati regolamentati da altri atti dell’Unione e per i prestatori di servizi relativi alle stesse. “Vengono fissati gli obblighi di informativa e di trasparenza e si introducono misure per prevenire gli abusi, disciplinando al contempo la governance delle società emittenti”, spiega Fabrizio Vedana, avvocato e amministratore di Across group, multi-family office che offre servizi per la protezione dei patrimoni.

Tra le altre cose, il legislatore comunitario fissa i paletti per aiutare gli investitori a distinguere tra:

  • token di moneta elettronica (Emt), che vedono il proprio valore ancorato a una moneta (le stablecoin);
  • token che stabilizzano il loro valore in relazione ad altre attività o a un paniere di attività (Art);
  • infine la categoria “other than”, che comprende cripto- attività diverse da Emt e Art.

Protezione degli investitori e sviluppo sano del mercato

Le regole sono benvenute in quanto riducono l’incertezza normativa e favoriscono uno sviluppo sano del settore, evidenzia Fabio Ciani, partner dello studio legale tributario Cianipartners. Il quale si sofferma in particolare sull’introduzione del regime di segregazione patrimoniale che deve essere adottate dagli operatori in cripto attività. “In sostanza deve essere garantita la separazione tra i fondi liquidi e i digital asset dei clienti e quelli propri, attraverso la previsione di conti separati”.

Preso atto di alcuni scandali emersi nel mondo cripto negli scorsi anni e dell’impatto negativo sui risparmi dei piccoli investitori, il legislatore comunitario ha stabilito anche che il patrimonio dei clienti non potrà subire azioni da parte di eventuali creditori degli operatori.

Entrata in vigore per step

La classificazione è efficace da giugno, mentre la vigilanza e le sanzioni sono operative dal 30 dicembre. “In sostanza vengono assoggettate l’emissione e il controllo relativi alle cripto-attività alla vigilanza di Consob e Banca d’Italia”, sottolinea Vedana. Un approccio simile a quello dei prodotti finanziari tradizionali come azioni e obbligazioni. “Di fatto”, riconosce Vedana, “è uno sdoganamento di queste attività”.

Dunque se da un lato gli investitori potranno contare su maggiori protezioni, anche gli operatori del settore potranno scrollarsi di dosso la patina che li ha fin qui caratterizzati agli occhi delle autorità. Non a caso, viene espressa soddisfazione anche da ItaliaFintech, che parla di “più trasparenza, più sicurezza e più affidabilità” per chi vi investe. “Avremo un mercato con una regolamentazione comune a livello europeo e con standard elevati di tutela del consumatore/investitore”, spiegano dall’associazione. “Un mercato gestito da operatori più affidabili è più sicuro e più attrattivo e consente quindi uno sviluppo di servizi migliori per gli investitori e crea valore per tutta la filiera”.

Questo sempre a patto che decidano di adeguarsi alle regole comunitarie, dato che molte attività legate al mondo cripto continueranno a sfuggire ai controlli in quanto ubicate presso giurisdizioni extra-Ue. Ma a quel punto chi vi investe, dovrà essere consapevole dei maggiori rischi connessi.

Fuori dal perimetro gli Nft

Tra le altre cose, conclude Vedana, restano fuori dalla regolamentazione gli Nft, certificati digitali basati sulla tecnologia blockchain volti a identificare in modo univoco un bene. Utilizzati soprattutto nel settore dell’arte fino a un paio di anni fa, sono rapidamente declinati a nicchia di mercato.

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