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FI e Lega in pressing sulla rottamazione per finanziare il taglio Irpef e la flat tax

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Gli azzurri aprono alla proposta del Carroccio su una nuova sanatoria delle cartelle
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ROMA - Scottati dall’incasso magro della manovra, Lega e Forza Italia ora rilanciano. È il fisco il capitolo sensibile che i due partiti vogliono riaprire. Subito, alla ripresa dei lavori parlamentari. Il mezzo: una nuova rottamazione delle cartelle fiscali. Edizione numero cinque, in versione extralarge. Rottamare per incassare: l’obiettivo è destinare il gettito al taglio delle tasse.

È vero, ragionano diversi parlamentari della maggioranza, che la Finanziaria ha reso strutturale il taglio del cuneo fiscale e la sforbiciata all’Irpef per i redditi medio-bassi, ma gli azzurri hanno dovuto rinunciare alla riduzione delle imposte per il ceto medio e i leghisti si sono dovuti accontentare di una mini estensione della flat tax per i dipendenti.

Per questo l’inso…

ROMA - Scottati dall’incasso magro della manovra, Lega e Forza Italia ora rilanciano. È il fisco il capitolo sensibile che i due partiti vogliono riaprire. Subito, alla ripresa dei lavori parlamentari. Il mezzo: una nuova rottamazione delle cartelle fiscali. Edizione numero cinque, in versione extralarge. Rottamare per incassare: l’obiettivo è destinare il gettito al taglio delle tasse.

È vero, ragionano diversi parlamentari della maggioranza, che la Finanziaria ha reso strutturale il taglio del cuneo fiscale e la sforbiciata all’Irpef per i redditi medio-bassi, ma gli azzurri hanno dovuto rinunciare alla riduzione delle imposte per il ceto medio e i leghisti si sono dovuti accontentare di una mini estensione della flat tax per i dipendenti.

Per questo l’insoddisfazione. E per le stesse ragioni l’accelerazione delle ultime ore. A fare da apripista a una possibile convergenza sono state due uscite, una a ridosso dell’altra. Prima quella del capogruppo leghista al Senato, Massimiliano Romeo, che durante le dichiarazioni di voto sulla fiducia alla manovra ha auspicato proprio una "rateizzazione di lungo periodo sul pregresso” per consentire “a tutti quelli che si vogliono mettere in regola di poterlo fare nel modo più sostenibile possibile”.

Poche ore dopo è stato il responsabile Dipartimenti di FI, Alessandro Cattaneo, a mettere sul tavolo "il ricorso a una nuova rottamazione” che, ha spiegato in un’intervista a Repubblica, punta a raccogliere le risorse necessarie a ridurre l’aliquota Irpef del 35% di due punti, al 33%.

Dalle dichiarazioni alle misure. I forzisti guardano con interesse alla proposta di legge che la Lega ha depositato alla Camera: una maxi rottamazione in 120 rate mensili, tutte uguali, per le cartelle notificate fino al 31 dicembre 2023. Dieci anni di tempo, quindi, per pagare solo il capitale: stop a interessi e sanzioni.

I vantaggi non finiscono qui: la decadenza dal beneficio scatta solo dopo otto rate non pagate. "Su questa proposta si può intavolare una discussione”, sottolineano fonti del partito guidato da Antonio Tajani. In alternativa, gli azzurri sono pronti a rispolverare il “patto fiscale” per le pendenze pregresse: la proposta di legge per “la definizione agevolata di imposte, atti di accertamento e riscossione”. era stata presentata nella scorsa legislatura sulla scia della pandemia. Uno schema con tre opzioni: un solo versamento con uno sconto del 40%, una rateizzazione di 5 anni con uno sconto del 20% e tasso d’interesse al 3%, infine pagamenti in 20 anni con interessi sempre al 3%. Il Carroccio, che si è mosso per primo, punta invece a velocizzare l’iter della maxi rottamazione: i leghisti vogliono il via libera in Parlamento entro marzo.

Fin qui le volontà dei due alleati che nelle scorse settimane si sono già dovute confrontare con la contrarietà del ministero dell’Economia: stop all’emendamento della Lega alla manovra per la rottamazione in 120 rate, mentre quello di FI al decreto fiscale per i pagamenti in 18 rate non è arrivato neppure al voto della commissione Bilancio del Senato.

Di fronte al nuovo pressing, il viceministro dell’Economia, Maurizio Leo (FdI), avrebbe ribadito la sua contrarietà. Tra l’altro - è il rilievo - la rottamazione non porta gettito nell’immediato. Leo invoca prudenza nonostante Forza Italia prema per incassare il taglio dell’Irpef entro febbraio. Ma i tempi saranno decisamente più lunghi.

Servono soldi, tra i 2,5 e i 4 miliardi in base all’intervento. Il concordato preventivo biennale ha raccolto appena 1,6 miliardi: ora le speranze sono riposte nel ravvedimento speciale per i debiti 2018-2022. La sanatoria scade il 31 marzo, ma non è affatto detto che l’intervento sollecitato da FI arrivi in primavera. Anche Matteo Salvini vuole un segnale: proprio ieri ha rilanciato l’estensione della flat tax per le partite Iva. Ma l’idea di Leo è ben diversa: si vedrà nel corso dell’anno se e quando intervenire, è la linea. A due giorni dal via libera alla manovra, nuove fibrillazioni scuotono il governo.

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