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L’anno nero del lusso colpisce i Paperoni francesi: Arnault, Bettencourt e Pinault perdono 70 mld

Il patron del gruppo Lvmh, Bernard Arnault 

 

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L’andamento di Lvmh, L’Oréal e Kering si ripercuote sui loro patrimoni, che nella forte ripartenza post-Covid avevano toccato vette inesplorate. Ora, forse, il peggio è alle spalle
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MILANO – L’anno nero del lusso, con rare eccezioni, porta con sé una copiosa perdita per i Paperoni francesi che alle fortune dell’alta moda hanno legato a doppio filo i loro patrimoni.

Calcola la Bloomberg, che tiene traccia quotidiana delle ricchezze dei miliardari, che Bernard Arnault, Françoise Bettencourt Meyers e François Pinault abbiano visto erodere 70 miliardi di dollari ai loro gruzzoli.

D’altra parte i loro colossi - rispettivamente Lvmh, L'Oréal e Kering - sono tra i titoli che peggio hanno fatto sulla Borsa francese, con l’ultimo di essi (padrone di Gucci, tra le altre cose, al centro di un rilancio) che ha perso oltre il 40% del suo valore.

Le case di moda

Ricostruisce l'agenzia finanziaria che questo bilancio fortemente negativo è frutto di un mi…

MILANO – L’anno nero del lusso, con rare eccezioni, porta con sé una copiosa perdita per i Paperoni francesi che alle fortune dell’alta moda hanno legato a doppio filo i loro patrimoni.

Calcola la Bloomberg, che tiene traccia quotidiana delle ricchezze dei miliardari, che Bernard Arnault, Françoise Bettencourt Meyers e François Pinault abbiano visto erodere 70 miliardi di dollari ai loro gruzzoli.

D’altra parte i loro colossi - rispettivamente Lvmh, L'Oréal e Kering - sono tra i titoli che peggio hanno fatto sulla Borsa francese, con l’ultimo di essi (padrone di Gucci, tra le altre cose, al centro di un rilancio) che ha perso oltre il 40% del suo valore.

Le case di moda

Ricostruisce l'agenzia finanziaria che questo bilancio fortemente negativo è frutto di un mix di fattori. Che le case di moda siano invischiate in una stagione difficile è ben noto, soprattutto per la frenata dei consumi cinesi.

Non hanno poi giovato le vicissitudini interne francesi, con la crisi politica e i dubbi sulla tenuta dei conti pubblici che hanno suggerito agli investitori di scaricare dai portafogli gli asset d’Oltralpe.

C’è poi da dire che il comparto arrivava da una cavalcata post-Covid spinta da una grande ripresa dei consumi, e che quindi per alcuni è fisiologico un ridimensionamento del ritmo di crescita.

Il più ricco

Sta di fatto che un uomo come Bernard Arnault era arrivato ad essere il più ricco al mondo proprio sull’onda del boom di spese per lusso&Co., quando si erano riaperte le vendite e i consumatori poterono sfogare molti consumi repressi dai lockdown.

Ora è scivolato al quinto posto della classifica del Bloomberg Billionaires Index e con un passivo da 31 miliardi di dollari è quello che ha perso di più nella top 500 degli uomini più ricchi. Ora ha riserve per 176 miliardi.

Ma che dire dell’erede Bettencourt Meyers, a lungo la più ricca del mondo e prima donna a varcare la soglia dei cento miliardi di patrimonio? Perse entrambe le corone: ora langue in 20esima posizione nella classifica generale, con un bilancio negativo per oltre 25 miliardi nell’ultimo anno. Può comunque consolarsi con i 75 miliardi che le restano.

Le 89 candeline

Pinault, che la prossima estate spegnerà 89 candeline, ha visto erodere i due terzi del suo patrimonio dai picchi dell'agosto 2021: nessuno ha fatto così male nello stesso arco di tempo.

Ora il patron di Gucci, che proprio alla performance della maison fiorentina deve parte del suo incedere da gambero, è 90esimo in graduatoria, chiudendo il podio del trio francese: ha 21,6 miliardi di patrimonio e ne ha persi quasi 14 da inizio anno.

Ora la speranza – sorretta da alcune considerazioni degli analisti – è che il peggio sia alle spalle.

Negli ultimi periodi i prodotti di lusso e bellezza hanno registrato un recupero dei corsi azionari, come dimostra il relativo indice Stoxx 600 Europe 600 Consumer Products and Services che ha portato a casa un +5% a dicembre: miglior dato da febbraio.

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