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Fratelli d’Italia gela gli alleati. “Insistere sulla rottamazione non ha senso, cercano visibilità”

17/12/2024 Roma, Camera, Comunicazioni del Presidente del Consiglio in vista del Consiglio Europeo nella foto Giorgia Meloni e Giancarlo Giorgetti 

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Il partito di Meloni ricorda che il Mef ha già bocciato la sanatoria. Leo: possibili 84 rate per pagare i debiti
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Roma - La rottamazione delle cartelle fiscali sparge zizzania nel campo della maggioranza. L’accelerazione di Lega e Forza Italia, che premono per una nuova edizione, non piace affatto a Fratelli d’Italia. Nel merito e nel metodo. A farsi portavoce dei malumori è Marco Osnato, presidente della commissione Finanze della Camera: “In questo momento non ci sono le condizioni per fare una rottamazione quinquies, è molto difficile”. Poi una stoccata diretta agli alleati di governo: “Insistere ha poco senso: la continua esposizione di questa necessità è funzionale solo a farsi vedere, ma mi pare che il ministero dell’Economia la pensi in modo ben diverso”.

Il riferimento è all’emendamento alla manovra presentato dalla Lega per una maxi-rottamazione delle …

Roma - La rottamazione delle cartelle fiscali sparge zizzania nel campo della maggioranza. L’accelerazione di Lega e Forza Italia, che premono per una nuova edizione, non piace affatto a Fratelli d’Italia. Nel merito e nel metodo. A farsi portavoce dei malumori è Marco Osnato, presidente della commissione Finanze della Camera: “In questo momento non ci sono le condizioni per fare una rottamazione quinquies, è molto difficile”. Poi una stoccata diretta agli alleati di governo: “Insistere ha poco senso: la continua esposizione di questa necessità è funzionale solo a farsi vedere, ma mi pare che il ministero dell’Economia la pensi in modo ben diverso”.

Il riferimento è all’emendamento alla manovra presentato dalla Lega per una maxi-rottamazione delle cartelle in 120 rate: la misura è stata bocciata proprio dal Mef. Ora che il Carroccio ha rilanciato lo stesso schema con una proposta di legge depositata alla Camera, i Fratelli insistono sul punto. Ma dai ragionamenti di alcuni parlamentari traspare anche il timore che il partito di Matteo Salvini possa fare asse con gli azzurri, accrescendo così il peso della richiesta. Non solo. Lega e Forza Italia vogliono la rottamazione quinquies per destinare l’incasso al taglio dell’Irpef del ceto medio e all’estensione della flat tax. Per FdI potrebbe diventare controproducente continuare a dire no a lungo alla rottamazione non avendo soluzioni alternative per tagliare le tasse.

Di fronte all’altolà, i leghisti rilanciano. “La nostra proposta permetterebbe di rimettere milioni di italiani in bonis: imprese, ma anche dipendenti e pensionati che hanno arretrati come pendenze con il Comune o l’Inps”, sottolinea il presidente della commissione Attività produttive di Montecitorio, Alberto Gusmeroli, primo firmatario della proposta di legge. “Stiamo parlando - aggiunge - di contribuenti che hanno dichiarato i loro redditi e non sono riusciti a pagare tutte le tasse per ragioni economiche o a causa del Covid, non di evasori”.

E le obiezioni del Mef? "L’emendamento alla manovra - spiega sempre Gusmeroli - è stato respinto perché fino a novembre erano aperte le dichiarazioni per il 2023. Con l’avvio del 2025, il problema non si pone: la rottamazione potrà comprendere le cartelle notificate fino al 31 dicembre 2023”.

Contrario all’intervento, il viceministro dell’Economia, Maurizio Leo, rilancia l’estensione della rateizzazione: dal primo gennaio le cartelle fiscali si potranno pagare in 84 rate mensili, rispetto alle attuali 72. "Lo Stato - rivendica - tende la mano a quei cittadini che, nonostante le difficoltà, vogliono tornare ad essere in regola”. Parole che guardano allo stesso obiettivo di Lega e FI, seppure con soluzioni differenti dato che la rateizzazione, al contrario della maxi-rottamazione, prevede il pagamento di sanzioni e interessi.

Poi la sfida sul magazzino fiscale da 1.200 miliardi. Spetterà a una commissione tecnica “proporre soluzioni legislative”, specifica Leo. Un altro no alla proposta degli alleati che punta proprio ad alleggerire il magazzino. Ecco la rottamazione della discordia che agita il governo.

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