ROMA – Il mondo litiga ancora, tra Russia, Ucraina, Moldavia. E alla fine il conto lo sopporteremo anche noi - come è inevitabile - nelle bollette della luce e del gas. Mentre si moltiplicano le stime degli aumenti per il 2025, Davide Tabarelli fa una previsione secca.
Presidente del centro di ricerca Nomisma Energia. Tabarelli: quanto pagherà una famiglia italiana l’anno prossimo, in media?
«Per l’elettricità, 135 euro in più nell’arco dei 12 mesi. Per il gas, invece, 230 euro in più».
Quasi 400 euro: non è poco.
«Peseranno certamente sui bilanci delle famiglie. Penso soprattutto alle giovani coppie, ai nuclei monoreddito, agli impiegati, agli insegnanti, agli operai».
E l’impatto per le imprese?
«Possiamo dividerle in due grandi categorie, per comodità di analisi. Ci sono le aziende comuni che soffriranno di meno. L’atelier di moda di Milano che dimentica la luce accesa di notte nelle sue sartorie non avrà problemi particolari a fine mese».
Altra cosa sono le imprese energivore...
«L’It…
ROMA – Il mondo litiga ancora, tra Russia, Ucraina, Moldavia. E alla fine il conto lo sopporteremo anche noi - come è inevitabile - nelle bollette della luce e del gas. Mentre si moltiplicano le stime degli aumenti per il 2025, Davide Tabarelli fa una previsione secca.
Presidente del centro di ricerca Nomisma Energia. Tabarelli: quanto pagherà una famiglia italiana l’anno prossimo, in media?
«Per l’elettricità, 135 euro in più nell’arco dei 12 mesi. Per il gas, invece, 230 euro in più».
Quasi 400 euro: non è poco.
«Peseranno certamente sui bilanci delle famiglie. Penso soprattutto alle giovani coppie, ai nuclei monoreddito, agli impiegati, agli insegnanti, agli operai».
E l’impatto per le imprese?
«Possiamo dividerle in due grandi categorie, per comodità di analisi. Ci sono le aziende comuni che soffriranno di meno. L’atelier di moda di Milano che dimentica la luce accesa di notte nelle sue sartorie non avrà problemi particolari a fine mese».
Altra cosa sono le imprese energivore...
«L’Italia e l’Europa sono già spiazzate dalla gravi difficoltà dell’industria dell’automobile. Non sorprendiamoci nel 2025 quando il vento della crisi si abbatterà sulle nostre acciaierie, sui cementifici, sulle cartiere, sulle fabbriche della ceramica. Imprese artefici di diversi miracoli italiani, che potrebbero non ripetersi».
Trovo prodigioso che le nostre aziende siano rimaste in partita pagando l’elettricità il doppio dei loro concorrenti francesi e tedeschi
Miracoli, scusi, in che senso?
«Trovo prodigioso che siano rimaste in partita pagando l’elettricità il doppio dei loro concorrenti francesi e tedeschi, il triplo di statunitensi e cinesi».
Proposte per difendere la nostra competitività?
«Ne indico tre: realismo, realismo e realismo».
Tradotto in soluzioni concrete?
«Soltanto tre anni fa, le centrali nucleari francesi erano quasi tutte in manutenzione, come se dovessero restare ferme per anni. Ora vanno al massimo dei giri. Rispondono al fabbisogno del Paese e permettono ai francesi di vendere a noi italiani il 20% della energia che consumiamo. Americani e cinesi intanto usano ancora il carbone».
L’Europa e l’Italia fanno una bandiera dell’ambiente. Lo capisco. Poi, però, il nostro Paese deve versare contributi record alle famiglie
E l’ambiente, scusi?
«L’Europa e l’Italia fanno una bandiera dell’ambiente. Lo capisco. Poi, però, il nostro Paese deve versare contributi record alle famiglie e alle imprese energivore».
Un compromesso ragionevole.
«Ma è anche sostenibile? Agli italiani e alle nuove generazioni, dovremmo dire la verità: che la nostra strategia energetica spinge il debito pubblico a livelli quasi insopportabili».