MILANO — Oggi le azioni Geox sono attese al test della Borsa, nel primo giorno di mercato utile dopo la manovra finanziaria annunciata dal gruppo di calzature poco prima della mezzanotte del 30 dicembre e necessaria per la realizzazione del nuovo piano industriale al 2029.
L’operazione prevede due passaggi chiave. In prima battuta, una revisione dei finanziamenti a medio e a lungo termine con alcune banche (Mps, Bnl, Banco Bpm, Bper, Crédit Agricole Italia, Intesa Sanpaolo, Unicredit e Deutsche Bank) basata sull’allungamento di 24 mesi delle scadenze e sulla rimodulazione dei piani di rimborso. In altri termini, Geox, che a fine settembre presentava un indebitamento finanziario netto da 145,8 milioni, impiegherà più tempo per onorare i finanziamenti in questione.
MILANO — Oggi le azioni Geox sono attese al test della Borsa, nel primo giorno di mercato utile dopo la manovra finanziaria annunciata dal gruppo di calzature poco prima della mezzanotte del 30 dicembre e necessaria per la realizzazione del nuovo piano industriale al 2029.
L’operazione prevede due passaggi chiave. In prima battuta, una revisione dei finanziamenti a medio e a lungo termine con alcune banche (Mps, Bnl, Banco Bpm, Bper, Crédit Agricole Italia, Intesa Sanpaolo, Unicredit e Deutsche Bank) basata sull’allungamento di 24 mesi delle scadenze e sulla rimodulazione dei piani di rimborso. In altri termini, Geox, che a fine settembre presentava un indebitamento finanziario netto da 145,8 milioni, impiegherà più tempo per onorare i finanziamenti in questione.
Soprattutto, però, alla base della manovra appena annunciata c’è un aumento di capitale da complessivi 60 milioni, che Geox conta di concretizzare in due diverse fasi: 30 milioni entro giugno del 2025, e i restanti 30 nell’autunno del 2026, tecnicamente a servizio dell’esercizio di strumenti warrant. A riguardo, la famiglia Moretti Polegato, che controlla la società di Biadene di Montebelluna al 71% attraverso la cassaforte Lir srl, si è già impegnata con le banche a fornire risorse di capitale fino a un massimo di 60 milioni, nel caso in cui una gamba della manovra dovesse essere accolta con poco entusiasmo dal mercato.
A sua volta, il nuovo piano industriale punta a riposizionare il gruppo allargando e ringiovanendo la base dei clienti, puntando a un target tra i 35 e i 50 anni e rafforzando nel contempo gli “over 50”. Guardando ai numeri di bilancio, il piano di Geox, un tempo nota per “la scarpa che respira”, mira a raggiungere ricavi per 850 milioni nel 2029, rispetto ai 719,57 milioni del 2023.
Intanto, nei primi nove mesi del 2024, il fatturato si è fermato a 525,45 milioni, con un calo annuo di quasi il 10% a causa anche del rallentamento della Russia, dove Geox ha sempre continuato a operare anche dopo la guerra in Ucraina, così come di quello del Nord America.
Già a novembre, «con l’obiettivo di meglio rispondere alle esigenze distributive del gruppo», l’azienda di calzature aveva deciso di «terminare le attività dirette negli Stati Uniti e in Cina», dove operava con società rispettivamente in perdita operativa nel 2023 per 1,5 e 2,4 milioni. Da qui l’annuncio, proprio il 30 dicembre, di un «accordo di partnership con un primario operatore cinese» per restare nel Paese ma appoggiandosi a un gruppo locale.