ROMA – Il grosso dei soldi se ne va per visite e interventi chirurgici, poi ci sono ovviamente i farmaci, i dispositivi, i ticket. La spesa sanitaria privata dei cittadini continua ad aumentare. Nel 2023 gli italiani hanno sborsato oltre 43 miliardi di euro, tre in più dell’anno precedente. I numeri assoluti non fanno capire la portata di quello che sta succedendo, bisogna guardare infatti all’incremento percentuale rispetto al 2022. Il dato che si ottiene rivela come i cittadini si stiano facendo sempre più carico della sanità, anche perché il servizio pubblico ha problemi con le liste di attesa e in generale nell’erogazione delle prestazioni territoriali.
La spesa sanitaria privata e quella pubblica
In dodici mesi la spesa privata è cresciuta del 7%, molto di più rispetto a quella pubblica, che si è fermata a un +2%. I dati sono nel rapporto “Monitoraggio della spesa sanitaria” della Ragioneria dello Stato, diffuso subito prima della fine del 2024. Si basa su quanto viene trasme…
ROMA – Il grosso dei soldi se ne va per visite e interventi chirurgici, poi ci sono ovviamente i farmaci, i dispositivi, i ticket. La spesa sanitaria privata dei cittadini continua ad aumentare. Nel 2023 gli italiani hanno sborsato oltre 43 miliardi di euro, tre in più dell’anno precedente. I numeri assoluti non fanno capire la portata di quello che sta succedendo, bisogna guardare infatti all’incremento percentuale rispetto al 2022. Il dato che si ottiene rivela come i cittadini si stiano facendo sempre più carico della sanità, anche perché il servizio pubblico ha problemi con le liste di attesa e in generale nell’erogazione delle prestazioni territoriali.
La spesa sanitaria privata e quella pubblica
In dodici mesi la spesa privata è cresciuta del 7%, molto di più rispetto a quella pubblica, che si è fermata a un +2%. I dati sono nel rapporto “Monitoraggio della spesa sanitaria” della Ragioneria dello Stato, diffuso subito prima della fine del 2024. Si basa su quanto viene trasmesso nel sistema Tessera sanitaria per le dichiarazioni dei redditi.
Anche per l’anno appena concluso ci si aspetta una crescita, come rivelano i numeri preliminari sul periodo gennaio-ottobre relativi a quanto speso dagli italiani per pagarsi i farmaci di marca, quando potrebbero comprarsi il generico (si viaggia intorno a 1,2 miliardi di euro).
I numeri delle Regioni
Se si osserva quello che succede nelle singole Regioni, si nota come gli aumenti capitino sia nelle realtà considerate di eccellenza per la sanità pubblica e convenzionata (che quindi non si paga o si paga attraverso il ticket), che in quelle dove le cose non funzionano molto bene. La Lombardia, ad esempio, dal 2022 al 2023 ha visto un notevole +9.5% di spesa sanitaria da parte dei suoi cittadini, che poi significa oltre 10 miliardi sborsati per pagarsi cure e esami. La Sardegna tocca il 9,1%, il Friuli e la Campania arrivano a +8,3% e il Piemonte a 8,2%. Tra le grandi realtà locali, l’Emilia-Romagna vede l’incremento dell’impegno dei cittadini più basso, con un +1,4%.
Le prestazioni comprate
Riguardo appunto alle tipologie di prestazioni per le quali gli italiani pagano, almeno 20 miliardi (il 47% del totale) servono per “visite/interventi” soprattutto presso strutture private o accreditate, poi presso gli odontoiatri e gli specialisti medici, sia in ambulatorio che in intramoenia. Poi si pagano i farmaci (14% del totale della spesa, i dispositivi (10%) e così via. Viene anche rilevata la spesa per la chirurgia estetica, che è lo 0,4% del totale, quindi circa 2,1 miliardi.
Quanto costa curare gli animali
Sempre nella relazione c’è un dato che racconta di un incremento delle spese per i veterinari, almeno quando vengono inserite nella dichiarazione dei redditi. La crescente medicalizzazione degli animali da compagnia, per i quali sono previsti ad esempio esami diagnostici sempre più approfonditi e di alta specialità, fa sborsare agli italiani 1,13 miliardi di euro: l’11% in più nel 2023 rispetto al 2022. Circa 800 milioni vanno ai veterinari, altri 290 alle farmacie.
Rispetto al 2016, quando si spendevano 642 milioni, l’incremento delle spese per cani, gatti e altri animali è addirittura del 77%. Il trend di crescita della spesa si era interrotto durante il primo anno del Covid, il 2020, ma poi è ripreso di slancio già a partire dall’anno successivo.