Economia

Gli operatori di Scampia, Callipo, i cardiologi di Taormina: il Sud che non si rassegna al declino

Gli operatori di Scampia, Callipo, i cardiologi di Taormina: il Sud che non si rassegna al declino

L’ultimo libro di Salvo Guglielmino, responsabile nazionale della comunicazione della Cisl, ripercorre dalla Sicilia alla Puglia e alla Sardegna un Mezzogiorno che scommette con convinzione sul proprio futuro

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ROMA – Una ‘questione meridionale’ riletta al contrario, non come una serie di fenomeni negativi e carenze da denunciare, ma come “una galassia che crede nell’industria sostenibile, nell’hi-tech, nell’agricoltura di qualità, nell’artigianato, nel terziario avanzato, che sa valorizzare i prodotti locali, il patrimonio architettonico e paesaggistico, le tradizioni popolari”. L’altro Sud –Storie di eroi del quotidiano, il libro appena pubblicato per Rubbettino da Salvo Guglielmino, responsabile nazionale della comunicazione della Cisl, è un reportage di 220 pagine di tutto quello che al Sud funziona. Che è molto, a dispetto del “vecchio ritornello del meridionalismo piagnone”, o di troppe denunce fine a se stesse.

Al Sud non è tutto immobile, scrive Guglielmino, pur senza negare i ritardi, le difficoltà, il peso della criminalità organizzata che costringe tanti degli "eroi” protagonisti del volume a vivere sotto scorta, rischiando in ogni momento di perdere la propria vita e tutto quello che si è costruito faticosamente in lunghi anni di lotte e di passione per quello che si fa e per il proprio territorio, che non ci si vuole rassegnare a vedere morire.

Il viaggio di Guglielmino parte da Scampia: la tragedia delle Vele, il crollo del 22 luglio, tre morti e 13 feriti gravi, eppure la forza di tanti uomini e donne di buona volontà che vogliono “scrivere una storia nuova” nel quartiere più noto ma meno conosciuto di Napoli. Non c’è solo la Gomorra descritta da Saviano, ma anche la scuola calcio dell’Arci gestita da Antonio Piccolo e Carlo Sagliocco, che lavora per “dare una speranza alla comunità”. Si prosegue per la Napoli che non si arrende: quella di Radio Kiss Kiss, della rinascita del Rione Sanità, della pizza “contro i soprusi” di Gino Sorbillo. E si arriva alla descrizione della “distesa sconfinata di capannoni aziendali” di Nola, un fenomeno imprenditoriale che chi non conosce la Regione fa fatica a immaginare in Campania.

Si prosegue nel Fucino descritto da Giovanni Russo nel libro Baroni e Contadini, una storia di aspre lotte contadine ma anche di produzione agricola all’avanguardia, di grande qualità. Una terra che sa anche accogliere “soprattutto pakistani e marocchini, molti dei quali inquadrati con regolare contratto”. Prodotti di eccellenza che si traducono anche nella cucina genuina e saporita dell’Osteria di Corrado a Avezzano. Accanto all’agricoltura l’hi-tech, con lo Space Centre di Telespazio, che “sembra di stare in Florida, a Cape Canaveral”. L’Abruzzo dei lavoratori di fisica del Gran Sasso, della Dompé, eccellenza nel campo dei farmaci, le campane di Agnone, realtà spesso troppo poco conosciute a chi non è della Regione perché “in Abruzzo e anche in Molise il rischio di non riuscire a emergere rimane sempre dietro l’angolo”, spiega il segretario della Cisl locale, Gianni Notaro.

Si arriva alla Puglia dell’ottimo pane di Altamura, preparato con criteri antichi ma seguendo un disciplinare Dop molto rigido, garanzia di qualità. C’è la pizzica ma c’è anche l’impegno della Oropan perché “il capitale umano presente in azienda sia valorizzato”. Anche qui non manca l’alta tecnologia, a cominciare da Exprivia. Il Primitivo di Manduria si affianca all’enoturismo di eccellenza che ha lanciato il Salento. E ci sono città, come Taranto, che cercano il riscatto da una storia industriale che troppo spesso ha costretto a scegliere tra il lavoro e lo sviluppo sano.

In una Lucania semisconosciuta c’è la startup di Michele Tedesca, informatico che ha lanciato Spaarkly, un sistema “per provare una gamma infinita di occhiali indossandoli solo in maniera virtuale”. Le startup innovative del Mezzogiorno costituiscono il 28% delle imprese costituite da giovani imprenditori in tutta Italia. Sono giovani laureati intraprendenti, che non fuggono più, coltivano “la restanza”. Una Basilicata con Matera che vuole diventare “la Siena del Sud”, Potenza, Melfi della vecchia Fiat che negli ultimi anni ha visto nascere anche molte aziende innovative.

La Calabria è quella di Luigi Sbarra, il segretario nazionale della Cisl, ma anche del Museo della liquirizia di Amarelli, una delle più longeve imprese centenarie in Italia, e di Pippo Callipo, l’imprenditore coraggioso del settore del tonno in scatola che non si è mai arreso alla malavita, proprietario di un’azienda arrivata alla quarta generazione e che è convinto che alla regione non servano aiuti, ma “più ispettori del lavoro, più controlli, meno lavoro nero e illegale, meno lavoro sottopagato”. Una storia simile a quella di Nino De Masi, imprenditore che vive sotto scorta, e che si definisce “un morto che cammina”.

In Sicilia gli eroi sono entrati nella storia: si chiamano Falcone, Borsellino, Dalla Chiesa. Ne parla con commozione Maria Falcone, che ricorda che “la lotta alla mafia è un qualcosa che devono fare i cittadini insieme alle istituzioni, la società tutta, perché è nella società che la mafia trova il suo consenso”. Ma ci sono anche eroi meno tragici, come i cardiochirurghi dell’Ospedale San Vincenzo di Taormina, un’eccellenza riconosciuta nel mondo che rischia di scomparire per una banale questione di campanile, una burocrazia che cancella senza pensare a quello che si perde.

Di Palermo si raccontano le contraddizioni, ma anche le battaglie di operatori come Antonella Di Bartolo o Rachid Berrati per fare apprezzare ai bambini i valori positivi dello sport, e dell’istruzione. La Catania di Pippo Fava, dove lo stesso Guglielmino ha mosso i primi passi da giornalista nella rivista I Siciliani, dei quartieri abbandonati come Librino, dove “la mafia rappresenta un elemento di seduzione e anche di promozione sociale”. Ma anche la sede dell’Etna Valley, in fase di rilancio grazie a tanti investimenti innovativi, e esperienze consolidate come quelle di Nokia, Vodafone e Alcatel.

Il viaggio nel Mezzogiorno che non vuole morire, e non vuole diventare un deserto, si conclude in Sardegna. Ad Arbatax, dopo la promessa tradita della seconda cartiera più grande d’Europa, c’è da qualche anno Saipem, oltre allo sviluppo del turismo di massa. C’è il forte sviluppo della nautica, e si guarda con molto interesse, come nel resto del Mezzogiorno, alle opportunità offerte dal Pnrr. In Gallura si produce il Vermentino, “uno dei bianchi più importanti e conosciuti nel mondo”. A Cagliari, che sembra “una piccola Barcellona”, il viaggio di Guglielmino si conclude con la onlus “Il Sogno di Giulia Zedda”, associazione costituita dai genitori di una bambina morta per una grave malattia, e che gestisce una sorta di “magazzino sociale” dove si raccoglie tutto quello che può servire a chi ne ha bisogno, dalle culle ai seggiolini auto.

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