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Fastweb+Vodafone, via al gigante dei cellulari da 20 milioni di linee. Cosa cambia per gli utenti

Il nuovo logo

 

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Chiusa la fusione da 8 miliardi, attesi 600 milioni di risparmi. Rete e negozi saranno unificati
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ROMA - È un terremoto per il mercato telefonico italiano, ma gli utenti registrano solo piccole scosse. Almeno al momento, per loro, il completamento della fusione da otto miliardi tra Vodafone e Fastweb non cambia di molto le carte in tavola. Qualche novità è attesa nei prossimi mesi. Swisscom – l’operatore elvetico al quale fa capo Fastweb – ha chiuso l’acquisizione di Vodafone il 31 dicembre scorso e quindi l’integrazione tra le due società è appena cominciata. Tanto che ieri è giunto il momento di comunicare l’operazione anche ai consumatori, come conferma l’arrivo del nuovo logo ‘Fastweb+Vodafone’ sul sito Internet dei due operatori. Chi ci clicca sopra legge una pagina ricca di spiegazioni sulle novità che riguardano gli utenti. E che valgono anche per i clienti di Ho, brand di Vodafone.

ROMA - È un terremoto per il mercato telefonico italiano, ma gli utenti registrano solo piccole scosse. Almeno al momento, per loro, il completamento della fusione da otto miliardi tra Vodafone e Fastweb non cambia di molto le carte in tavola. Qualche novità è attesa nei prossimi mesi. Swisscom – l’operatore elvetico al quale fa capo Fastweb – ha chiuso l’acquisizione di Vodafone il 31 dicembre scorso e quindi l’integrazione tra le due società è appena cominciata. Tanto che ieri è giunto il momento di comunicare l’operazione anche ai consumatori, come conferma l’arrivo del nuovo logo ‘Fastweb+Vodafone’ sul sito Internet dei due operatori. Chi ci clicca sopra legge una pagina ricca di spiegazioni sulle novità che riguardano gli utenti. E che valgono anche per i clienti di Ho, brand di Vodafone.

Prima cosa da sapere: contratti, prezzi e servizi restano invariati, per ora. Lo stesso dicasi per la qualità offerta, per la velocità o l’assistenza clienti. Anzi, gli operatori mettono in guardia contro le chiamate di telemarketing illecite che probabilmente, nei prossimi giorni, sfrutteranno la notizia della fusione per provare a estorcere contratti, ad esempio inventandosi che con la fusione è necessario cambiare operatore. Non è così e gli stessi operatori comunicheranno eventuali futuri cambi contrattuali nel solito modo: in bolletta, via sms o attraverso le app.

Forse la prima novità riguarderà i negozi della nuova realtà, che con la fusione diventano la catena più grande nel settore in Italia, con quasi diecimila punti. Gli utenti Fastweb potranno andare già nei prossimi giorni nei negozi Vodafone (e viceversa) per richiedere informazioni; solo in futuro però potranno usarli anche per l’attivazione dei servizi e l’assistenza tecnica. Per il momento però tutti i servizi di entrambe le società restano acquistabili nei rispettivi canali. Altra novità: Vodafone ha eliminato gli utenti Fastweb tra quelli che possono attivare le sue offerte super low-cost.

Nei prossimi mesi i clienti di Fastweb mobile finiranno sulla rete Vodafone (ora sono su Tim per il 4G e su Wind Tre per il 5G), ma saranno avvisati per tempo e comunque non dovranno cambiare la sim. Secondo Fastweb, la qualità del servizio mobile dovrebbe migliorare. In generale, l’azienda guidata da Walter Renna, in una nota rimarca come la fusione doterà il Paese di una rete più grande, più innovativa con più di 20 mila siti radiomobili e una rete fissa proprietaria che si estende per oltre 74 mila chilometri.

Fastweb+Vodafone ha oltre 20 milioni di linee mobili (diventa il primo operatore mobile italiano) e 5,6 milioni di linee fisse. "Grazie alle economie di scala, a una struttura dei costi più efficiente e alle sinergie per circa 600 milioni di euro l’anno a regime”. La combinazione dei punti di forza di Fastweb+Vodafone, si legge ancora nella nota, permetterà “di offrire servizi convergenti innovativi a prezzi competitivi”.

Renna, amministratore delegato di Fastweb+Vodafone, esulta: “Con il closing ufficiale si completa la più importante operazione di consolidamento degli ultimi anni sul mercato delle telecomunicazioni in Italia”.

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