Biden sovranista vieta ai giapponesi la scalata all’acciaio americano. Tokyo: “Decisione incomprensibile”
di Filippo SantelliCon una decisione emblematica del nuovo approccio americano all’economia globale e agli investimenti esteri il presidente uscente Joe Biden ha deciso di bloccare l’acquisizione del produttore di acciaio US Steel da parte del gruppo giapponese Nippon Steel. Il motivo ufficiale dello stop è la sicurezza nazionale, che secondo l’amministrazione sarebbe stata minacciata nel caso l’operazione da 15 miliardi di dollari fosse andata in porto. Quello reale è la decisa contrarietà alla vendita da parte dei sindacati e della maggioranza dell’opinione pubblica, in un clima neo-protezionista che - questo caso lo conferma - non è esclusiva di Trump e dei suoi dazi ma ormai da tempo consenso bipartisan.
Minaccia alla sicurezza nazionale
Non c’è dubbio che l’acciaio possa essere considerato un settore strategico. Molt…
Con una decisione emblematica del nuovo approccio americano all’economia globale e agli investimenti esteri il presidente uscente Joe Biden ha deciso di bloccare l’acquisizione del produttore di acciaio US Steel da parte del gruppo giapponese Nippon Steel. Il motivo ufficiale dello stop è la sicurezza nazionale, che secondo l’amministrazione sarebbe stata minacciata nel caso l’operazione da 15 miliardi di dollari fosse andata in porto. Quello reale è la decisa contrarietà alla vendita da parte dei sindacati e della maggioranza dell’opinione pubblica, in un clima neo-protezionista che - questo caso lo conferma - non è esclusiva di Trump e dei suoi dazi ma ormai da tempo consenso bipartisan.
Minaccia alla sicurezza nazionale
Non c’è dubbio che l’acciaio possa essere considerato un settore strategico. Molto più difficile comprendere le «concrete evidenze» citate dalla Casa Bianca sulle minacce alla sicurezza nazionale, concetto usato dai governi di tutto il mondo in maniera sempre più ampia e arbitraria. In questo caso sfoderato non per bloccare un campione cinese, bensì contro l’azienda di un Paese alleato come il Giappone, centrale proprio nel cordone di contenimento stretto attorno a Pechino. Dopo lo stop, l’amministrazione si è affrettata a dire che nulla cambia nei rapporti con Tokyo, ma il messaggio sulle nuove regole di ingaggio di Washington è chiaro a tutti. Come il fatto che il ricorso annunciato dalle due società non porterà da nessuna parte.
Un’azienda storica
Da tempo del resto questo esito era già chiaro ai mercati, considerato che le azioni di Us Steel in Borsa non si sono mai avvicinate al valore di 55 dollari offerto a dicembre del 2023 dalla concorrente giapponese. Offerta generosa per una impresa da tempo in crisi, che comprendeva tra le altre cose un bonus per i lavoratori americani, l’impegno a non ridurre la produzione negli States (con diritto di veto del governo) e quello a mantenere il quartier generale a Pittsburgh, dove la società nacque 123 anni fa diventando la prima mega corporation globale (e ispirando il nome della gloriosa squadra locale di football, gli Steelers), salvo poi declinare come tante aziende della cosiddetta “cintura della ruggine”.
Crisi dell’acciaio
Tant’è: la logica industriale conta molto poco (o per nulla), anche se il futuro di Us Steel resta un’incognita da risolvere, considerati gli investimenti miliardari di cui i suoi impianti hanno bisogno per stare sul mercato. Prima dell’offerta giapponese, la società era entrata nel mirino anche della concorrente americana Cleveland-Cliffs, che però nel frattempo ha comprato un produttore canadese e non è detto si rifaccia avanti.
E così l’anno in cui molti si aspettano una ripresa delle acquisizioni negli Stati Uniti, anche grazie all’approccio più permissivo promesso da Trump, si apre con un’operazione saltata. Le dimensioni dell’acquirente e i rischi di concentrazione potrebbero non essere più un problema, commenta il Financial Times, ma nell’era dell’America First il suo passaporto lo sarà eccome.
La reazione di Tokyo
Una decisione “incomprensibile”: così il ministro dell'Industria giapponese Yoji Muto ha definito il provvedimento del presidente americano Joe Biden di bloccare la vendita di US Steel alla giapponese Nippon Steel. “È incomprensibile e deplorevole che l'amministrazione Biden abbia preso questo tipo di decisione, adducendo problemi di sicurezza nazionale", ha dichiarato in una dichiarazione inviata all'AFP.