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Aumentano le accise sul diesel. Un centesimo in più all’anno fino al 2030

Benzinaio

 (ansa)

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Taglio dello stesso importo per la benzina. A regime un gettito di 580 milioni. Gli introiti al rinnovo dei contratti degli autoferrotranvieri
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ROMA - Un centesimo in più al litro. Ogni anno, fino al 2030. È tutto pronto per l’aumento del diesel dal benzinaio.

Prima la promessa dell’abolizione progressiva delle accise (l’imposta fissa inclusa nel prezzo del carburante), poi il mancato rinnovo del taglio deciso dal governo Draghi, adesso l’aumento: la premier Giorgia Meloni è chiamata a formalizzare l’impennata del gasolio.

La misura fa riferimento agli impegni inseriti nel Piano strutturale di bilancio: tra le riforme promesse a Bruxelles c’è anche quella fiscale. È qui che il governo fa riferimento a quel riordino di "determinati ambiti di tassazione” che includono proprio le accise. Come? Lo schema prevede un riallineamento dei balzelli che gravano su benzina e gasolio, rispettivamente pari a circa 73 e 62 centesimi per ogni litro di carburante. L’obiettivo è duplice, come si legge sempre nel Piano: “Incrementare l’efficienza del sistema fiscale e sostenere il pieno raggiungimento della strategia di transizione energetica e…

ROMA - Un centesimo in più al litro. Ogni anno, fino al 2030. È tutto pronto per l’aumento del diesel dal benzinaio.

Prima la promessa dell’abolizione progressiva delle accise (l’imposta fissa inclusa nel prezzo del carburante), poi il mancato rinnovo del taglio deciso dal governo Draghi, adesso l’aumento: la premier Giorgia Meloni è chiamata a formalizzare l’impennata del gasolio.

La misura fa riferimento agli impegni inseriti nel Piano strutturale di bilancio: tra le riforme promesse a Bruxelles c’è anche quella fiscale. È qui che il governo fa riferimento a quel riordino di "determinati ambiti di tassazione” che includono proprio le accise. Come? Lo schema prevede un riallineamento dei balzelli che gravano su benzina e gasolio, rispettivamente pari a circa 73 e 62 centesimi per ogni litro di carburante. L’obiettivo è duplice, come si legge sempre nel Piano: “Incrementare l’efficienza del sistema fiscale e sostenere il pieno raggiungimento della strategia di transizione energetica e ambientale”.

Dai target ai fatti. Se le accise su un litro di gasolio aumenteranno di un centesimo, quelle sulla benzina diminuiranno dello stesso importo. Anche in questo caso, la dinamica sarà progressiva, di anno in anno. Le due curve si incroceranno nel 2030: ecco l’allineamento.

La revisione delle accise colpirà quindi i possessori di auto a gasolio: gli autotrasportatori, invece, non avranno a che fare con i rincari alla pompa perché sono soggetti a una disciplina specifica.

Fin qui gli impegni da garantire alla Commissione europea. Poi c’è l’incasso per lo Stato. Le stime sono quelle del Dipartimento delle Finanze del ministero dell’Economia: l’intervento assicurerà a regime un gettito di 580 milioni. Le entrate cresceranno di anno in anno: nel 2025 sono attesi circa 185 milioni.

Le risorse saranno destinate al rinnovo del contratto nazionale del trasporto pubblico locale. Il gancio è pronto: l’ultima riunione della Conferenza unificata, che raggruppa Regioni, province e Comuni, ha chiesto di modificare il decreto legislativo di revisione delle accise. La richiesta degli enti locali: destinare il maggior gettito che deriverà dal riordino delle accise proprio al tpl.

Il testo del decreto è stato approvato dal Consiglio dei ministri il 15 ottobre, insieme alla manovra, e adesso è atteso in Parlamento per i pareri delle commissioni competenti in materia. La commissione Bilancio della Camera ha già calendarizzato l’avvio dell’esame del provvedimento la settimana prossima.

Non è la prima volta che il Parlamento si trova a modificare l’impianto dei decreti attuativi della delega fiscale: anche in questo caso, dunque, la maggioranza seguirà le indicazioni del governo. Con le maggiori entrate, l’esecutivo conta di finanziare gran parte del costo dei rinnovi contrattuali degli autoferrotranvieri: la copertura garantita dal contributo statale diminuirà progressivamente nel triennio di riferimento (2024-2027) perché il Mit punta sugli investimenti delle aziende del tpl.

L’aumento mensile lordo per i lavoratori sarà pari in media a 200 euro. Il 15 gennaio potrebbe essere la data giusta per la firma al tavolo coordinato dal viceministro leghista Edoardo Rixi, che si è speso in prima persona per individuare le risorse necessarie al rinnovo dei contratti. I soldi ci sono. Il conto pure. Da saldare dal benzinaio.

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