Silvia Wang e il benessere mentale a portata di clic: “Ecco come è nata Serenis”
di Patrizia CapuaL’essere diversa ha inciso sulla sua personalità: a Brescia era la prima e unica bambina asiatica, lei di origini cinesi, apparsa agli altri come una novità assoluta. Cultura del lavoro e della famiglia il suo patrimonio genetico. Silvia Wang voleva diventare imprenditrice e ha centrato l’obiettivo. Il supporto psicologico di cui ha avuto bisogno lei per prima è diventato il core business della sua azienda. Serenis, nata nel 2021, di cui è co-founder e ceo, è una piattaforma digitale che offre servizi di cura psicologica rendendo più accessibile il benessere mentale delle persone e tocca diversi angoli fino alla nutrizione.
Centro medico riconosciuto Ats, conta oltre 1500 professionisti specializzati, per lo più psicoterapeuti, psichiatri, dietologi. Wang è classificata come una tra le cinquanta donne più influenti in Italia in ambito tech per la classifica Inspiring Fifty, tra le under 40 di Fortune nonché Business person of the year 2021 sempre per Fortune. “La domanda basata sul sup…
L’essere diversa ha inciso sulla sua personalità: a Brescia era la prima e unica bambina asiatica, lei di origini cinesi, apparsa agli altri come una novità assoluta. Cultura del lavoro e della famiglia il suo patrimonio genetico. Silvia Wang voleva diventare imprenditrice e ha centrato l’obiettivo. Il supporto psicologico di cui ha avuto bisogno lei per prima è diventato il core business della sua azienda. Serenis, nata nel 2021, di cui è co-founder e ceo, è una piattaforma digitale che offre servizi di cura psicologica rendendo più accessibile il benessere mentale delle persone e tocca diversi angoli fino alla nutrizione.
Centro medico riconosciuto Ats, conta oltre 1500 professionisti specializzati, per lo più psicoterapeuti, psichiatri, dietologi. Wang è classificata come una tra le cinquanta donne più influenti in Italia in ambito tech per la classifica Inspiring Fifty, tra le under 40 di Fortune nonché Business person of the year 2021 sempre per Fortune. “La domanda basata sul supporto psicologico e la psicoterapia, che è quello da cui siamo partiti, è quasi tutta on line. Stiamo per raggiungere un milione di sedute nell’arco di tre anni. Il servizio che ha abbracciato anche la richiesta di aiuto dopo il Covid, è ciò che ci ha fatto crescere e che noi rendiamo più accessibile. Stiamo per raggiungere un milione di sedute nell’arco di tre anni. Forniamo un questionario iniziale sulla base delle necessità, delle preferenze, della personalità: noi riusciamo a trovare il terapeuta più adatto. Sia che si punti a un obiettivo mirato per risolvere un problema, o che si voglia andare più nel profondo, nell’inconscio”.
Un forte numero di richieste proviene da paesini sui cinquemila abitanti dove la presenza di terapeuti è scarsa o quasi nulla. A chiedere aiuto sono soprattutto donne tra i 30 e 40 anni, in percentuale 60 donne e 40 uomini. A livello di età, le richieste coprono un arco che va dai giovanissimi ai settantenni. La tecnologia può essere un limite per gli anziani. “Ci rendiamo conto che tra i ragazzi c’è più apertura, ma anche i 40enni si stanno avvicinando, soprattutto le donne che per cultura sono più attente a questi temi”.
La selezione e formazione dei terapeuti, con centinaia di candidature a settimana, è gestita con colloqui in presenza nella sede di corso di Porta Vigentina a Milano, il contributo di data base, corsi che vengono proposti on line come quelli per i crediti formativi, e certificazione medica. La componente tecnologica aiuta nei processi, anche per i controlli mensili di qualità sui professionisti. “Sappiamo se sono puntuali nelle sedute, se scrivono le note cliniche, se rispettano tutte le linee obbligatorie”. Una seduta costa 49 euro con lo psicoterapeuta, e dura 45 minuti, il prezzo sale per una seduta di coppia, o una con lo psichiatra o con il nutrizionista. “Con noi ci sono 60 persone che lavorano da remoto, chiuderemo il bilancio 2023 con un fatturato di oltre 20 milioni di euro. L’anno scorso era stato di 11. Abbiamo tanti progetti nuovi che toccano la nutrizione e i disturbi dell’alimentazione. Stiamo lavorando per potere offrire a tutti queste opportunità di cure”.
L’esempio per l’imprenditrice è venuto dai suoi genitori, la mamma di Shanghai e il papà di Qiantang, che negli anni Ottanta sono immigrati in Italia senza lavoro né qualifiche. Dopo essersi impiegati in diversi ristoranti, ne hanno aperto uno in proprio, il primo ristorante cinese a Brescia. Qui Silvia Wang, nata a Milano nel 1986, è cresciuta assieme ad altri due fratelli, e dopo la scuola è tornata nel capoluogo lombardo per seguire i corsi all’università Bocconi fino alla laurea in Economia e marketing. “Subito dopo sono partita per l’Asia e ci sono restata tre anni, a Taiwan e in Indonesia, con Marco Ogliengo, il mio futuro marito.
Ho lavorato nell’incubatore tedesco Rocket Internet che stava lanciando alcune startup nel Sud Est asiatico. Quella è stata la mia fortuna. Lì ho imparato il digitale e le piattaforme. Poi questa vita da expat è finita, siamo tornati in Italia. Volevamo sposarci e riunire la famiglia”. Nel 2021 Silvia Wang aveva da poco venduto ‘Pronto pro’, una start up marketplace per servizi professionali lanciata nel 2015 venendo dall’Asia. “Era la prima azienda fondata con mio marito. Serenis è capitata ed è una cosa che interessava solo me e Daniele Francescon, in seguito diventato il mio socio. Avevo un bimbo piccolo ed ero incinta di nuovo, non proprio nella fase di rifare un’azienda. Ma era anche la fine del Covid, si parlava tanto di disagio psicologico tra gli effetti negativi della pandemia, qualcosa che ho vissuto personalmente, e verificammo che c’era tanto bisogno di terapie e cure. Ma alternative. In realtà le dinamiche con ‘Pronto pro’ erano molto simili. Tanti mi dicevano c’è bisogno di una piattaforma, c’è grande domanda. Mi sono messa a studiare, ho fatto un business plan.
Serenis è il primo nome che mi è venuto pensando a un’azienda di benessere mentale. A me ha portato serenità”. La startup, nel suo primo anno e mezzo di vita, ha raccolto 6,5 milioni di euro, di cui 1,1 milioni di euro in fase di pre-seed. Tra gli investitori ci sono FG2 Capital, Angelini Ventures, Azimut Digitech Fund e Invictus Capital. Rendere il sistema più accessibile a tutti significa lavorare sulla sensibilizzazione al tema, con massicce campagne sui social. “La tecnologia è quello che ha permesso di raggiungere un altissimo numero di persone, perciò l’idea è di operare attraverso una piattaforma che proponga novità, dove psicologo e nutrizionista possano lavorare insieme, così come lo psichiatra e il terapeuta, e il paziente venga seguito in maniera più assidua, supportato verso il raggiungimento degli obiettivi dalle note cliniche fino agli esercizi di respirazione. Facciamo tanto lavoro di educazione con i pazienti e prima di tutto chiariamo con loro il tipo di percorso che vogliono intraprendere”.
L’imprenditrice, che nel 2023 è diventata mamma per la terza volta, sottolinea gli effetti sociali della terapia. “Non è soltanto utile alle persone, ma ha un forte impatto sugli altri. Se io sto male, col mio umore condiziono mio marito, i figli, i colleghi. Il tema dello stigma della malattia mentale è molto forte, per questo ha enormi riflessi sul contesto. Abbiamo centocinquanta aziende, per esempio, che all’interno del loro welfare o anche come percorsi a se’ stanti, scelgono di offrire sedute ‘Serenis’ ai loro dipendenti”.
Oltre al lavoro, Silvia Wang fa la mamma, “in questo periodo non ho tempo per altro”. Prima dell’arrivo dei figli, seguiva una delle sue principali passioni: l’arrampicata in montagna, che intende riprendere appena la più piccola avrà tre anni. “Mi piacciono la lirica e i viaggi. Ne facevamo tanti quando io e mio marito eravamo da soli. Adesso vacanze canoniche, al mare o in montagna, dove respirare aria pulita, ma non più quel tipo di esperienze un po’ all’avventura.
Tra le sue letture c’è Elon Musk, la biografia dell’imprenditore scritta da Walter Isaacson. “Nel bene o nel male è la persona di riferimento per la tecnologia. Viene molto criticato per le cose che ha fatto, però l’impatto che ha avuto è innegabile, e ci sono spunti da cui vorrei prendere ispirazione. Il libro dà una visione sul suo passato, su ciò che ha vissuto, è bello vedere come tutti alla fine siamo simili in alcune situazioni che abbiamo affrontato, le difficoltà personali possono essere uguali”. L’esperienza di Silvia Wang è stata raccontata anche ai giovani. “Mi è capitato per eventi aziendali di parlarne. La società ti impone tantissimi limiti, ma a volte le ragazze se li autoimpongono. È quello che dico di solito per ispirare le giovani donne, perché è uno dei miei temi, da immigrata, imprenditrice e adesso che, come mamma di tre bambini, sono senz’altro più attenta. L’asilo che finisce alle quattro è già un problema per una madre che vuole lavorare. Partire dall’autoconsapevolezza su quello che puoi fare è il primo passo”.