Roma - Altro che esonero, come ripete il governo. La stragrande maggioranza degli autotrasportatori rischia di pagare un conto salato a causa dell’aumento delle accise sul diesel che Palazzo Chigi si appresta a validare. A poche ore dalle indiscrezioni sull’incremento di un centesimo al litro per il carburante utilizzato da tir e furgoni, la categoria è in subbuglio. “L’aumento andrà a gravare pesantemente sulle aziende del settore dato che il costo del gasolio incide per il 30% sulle spese complessive”, incalza il segretario generale di Assotir, Claudio Donati.
Il timore è concentrato sui mezzi che non possono ottenere il rimborso legato ai consumi di gasolio per autotrazione. L’agevolazione, infatti, è riservata solo agli autocarri o alle motrici, con o senza rimorchio, che hanno una massa complessiva di almeno 7,5 tonnellate e con un motore Euro 5 o superiore. È il cosiddetto autotrasporto pesante che consuma di più rispetto ai piccoli veicoli: con un litro di gasolio, infatti, un …
Roma - Altro che esonero, come ripete il governo. La stragrande maggioranza degli autotrasportatori rischia di pagare un conto salato a causa dell’aumento delle accise sul diesel che Palazzo Chigi si appresta a validare. A poche ore dalle indiscrezioni sull’incremento di un centesimo al litro per il carburante utilizzato da tir e furgoni, la categoria è in subbuglio. “L’aumento andrà a gravare pesantemente sulle aziende del settore dato che il costo del gasolio incide per il 30% sulle spese complessive”, incalza il segretario generale di Assotir, Claudio Donati.
Il timore è concentrato sui mezzi che non possono ottenere il rimborso legato ai consumi di gasolio per autotrazione. L’agevolazione, infatti, è riservata solo agli autocarri o alle motrici, con o senza rimorchio, che hanno una massa complessiva di almeno 7,5 tonnellate e con un motore Euro 5 o superiore. È il cosiddetto autotrasporto pesante che consuma di più rispetto ai piccoli veicoli: con un litro di gasolio, infatti, un tir percorre circa tre chilometri mentre un corriere ne riesce a coprire quindici.
Ma se si guarda alla composizione del comparto, la storia è ben diversa. Secondo le stime di Assotir a rischiare la stangata da caro-diesel saranno 3,3 milioni di veicoli su un parco complessivo di 4 milioni di mezzi: circa 3 milioni non hanno una massa di 7,5 tonnellate, mentre altre 300 mila viaggiano con un motore Euro 3 o 4.
Ecco i “piccoli” in affanno: sono i mezzi utilizzati in conto proprio da edili, impiantisti e idraulici. Ma anche quelli del trasporto merci medio e leggero: autocarri tra 3,5 e 7,5 tonnellate, oltre ai furgoncini dei corrieri.
Esclusi dal rimborso anche gli Ncc e gli autobus gran turismo. "Parliamo di 4,3 milioni di mezzi, il 90% del parco circolante dei veicoli industriali”, sottolinea il segretario generale di Confartigianato trasporti, Sergio Lo Monte. “Siamo preoccupati - aggiunge - perché l’aumento delle accise sul gasolio inciderebbe su micro, piccole e medie imprese che si troverebbero a sostenere costi notevoli: a questo punto sarebbe utile impiegare gli introiti per meccanismi di compensazione come incentivi pubblici per l’acquisto di veicoli meno inquinanti e che consumano meno”. Più cauto il presidente di Conftrasporto, Pasquale Russo: “L’importante - sottolinea - è che venga mantenuto il principio del rimborso per i mezzi che possono ottenerlo”.
Intanto le opposizioni attaccano il governo. “Siamo di fronte all’ennesima bugia: Giorgia Meloni, quella che le accise doveva cancellarle, oggi le aumenta”, dice il capogruppo del Pd al Senato, Francesco Boccia. Per il deputato di Avs, Marco Grimaldi, è “un’altra ingiustizia targata Meloni”, mentre Più Europa parla di “promessa tradita”. «Dal governo solo tasse e aumenti”, tuona la senatrice di Italia Viva, Raffaella Paita.
Il governo si difende. "Avremmo potuto alzare l’accisa sul gasolio di dieci centesimi e invece abbiamo deciso di aumentarla di cinque in cinque anni: l’aumento è impercettibile”, dice a Repubblica il viceministro dei Trasporti, Edoardo Rixi. E alle opposizioni replica: “Fanno una polemica sterile, dovrebbero apprezzare il fatto che vincoliamo gli introiti al rinnovo dei contratti dei lavoratori del trasporto pubblico locale”. Ecco il caro accise che genera fibrillazioni tra la maggioranza e le opposizioni.
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